Grace Metalious.
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I peccati di Peyton Place.
Parte 1.
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Titolo originale: Peyton Place. 1956.
Traduzione di: Adriana Pellegrini.
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2006 Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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50 anni dopo la prima edizione torna Peyton Place, il romanzo che ha cambiato per sempre la cultura di massa, raccontando il lato oscuro di un'epoca grazie al fascino proibito delle sue vicende, alla miscela di scandalo, pulsioni profonde, sesso e morbosit. Prima di Twin Peaks e Melrose Place, prima di Sex and the City e Desperate Housewives, questo romanzo ha svelato la sensualit e il peccato della provincia americana, con una forza e un impatto dirompenti.
Una piccola citt del New England, negli anni Quaranta. Gente perbene, famiglie solide, religione e lavoro, educazione e rispetto reciproco. Il volto pulito del sogno americano, una facciata pronta a crollare. Violenza familiare, tradimenti, moralismo e intransigenza, le speranze e le disillusioni degli adolescenti, le sconfitte degli adulti: niente  come sembra, a Peyton Place.
Un romanzo che  stato letto di nascosto, scandalizzando milioni di persone e vendendo milioni di copie, e che ha dato vita all'industria dei sequel e degli adattamenti, con due serie televisive e due film leggendari.
Tra incesto, morte e passione, oscenit e pettegolezzi, Grace Metalious, Pandora in blue jeans, come veniva chiamata, ha lasciato un'opera che  al tempo stesso pop e trash, rivoluzionaria e imprescindibile.
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L'autrice.
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Grace Metalious, pseudonimo di Marie Grace De Repentigny (Manchester, 8 settembre 1924  Boston, 25 febbraio 1964),  stata una scrittrice statunitense.
Nasce in una famiglia povera nella citt operaia di Manchester nel New Hampshire (nell'area nordest degli Stati Uniti chiamata New England) e inizia a scrivere gi in giovane et. Successivamente si stabilisce a Gilmanton dove, a 18 anni, sposa George Metalious, preside della locale scuola, da cui divorzier per poi sposarlo di nuovo.
La vita da casalinga di provincia le lascia il tempo di scrivere di produrre, a trentadue anni, nel 1956, il suo primo romanzo, Peyton Place. Sceglie casualmente un agente letterario ed invia il testo, a cui lavorava da tempo, firmandosi con il cognome del marito.
Peyton Place, diffuso in Italia col titolo: I peccati di Peyton Place, diventa contemporameamente un successo ed uno scandalo internazionale: viene acclamato dal pubblico mentre la critica prima lo snobba e poi lo stronca. Il libro risulta fra i 16 maggiori bestseller della storia, fra quelli che hanno superato i 10 milioni di copie in tutti i tipi di edizione.
L'opera era stata scritta come romanzo a sfondo sociale, ma la maggior parte dei lettori fu attirata dai fatti a sfondo sessuale e fu questa caratteristica pi superficiale a decretarne il successo. Nella vicenda confluiscono sia aspetti autobiografici (la giovent povera dell'autrice) sia ispirazioni dalla cronaca (nel 1946 a Gilmanton una giovane uccise il patrigno che la violentava). L'immaginaria cittadina di Peyton Place pare essere la combinazione di due abitati: Laconia, la citt delle dimensioni attribuitele nel romanzo pi vicina alla cittadina dove viveva la scrittrice, e la stessa Gilmanton.
A Peyton Place seguiranno altri tre romanzi. L'anno successivo infatti scrive: Ritorno a Peyton Place, un'opera meno densa di avvenimenti ma scritta meglio, che per ha un successo inferiore al primo romanzo.
La scrittrice muore nel 1964, all'et di 39 anni, per cirrosi epatica da alcolismo ed  sepolta nel cimitero di Gilmanton.
Nello stesso anno Peyton Place diviene la prima soap-opera trasmessa in prima serata, con Mia Farrow protagonista. Fino al '90, il romanzo ha venduto oltre venti milioni di copie. Su di lei esiste una biografia di Emily Toth.
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I peccati di Peyton Place.
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PARTE PRIMA.
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CAPITOLO 1.
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L'estate indiana  come una donna: morbida, calda,
appassionata, ma incostante. Va e viene come e quando
le pare e nessuno sa se arriver davvero n per quanto
si tratterr. Nel New England settentrionale l'estate
indiana tarda un poco l'avanzare dell'inverno e porta
con s l'ultimo tepore dell'anno.  una stagione che
non esiste e che vive fino al sopraggiungere dell'inverno,
con la sua coorte di ghiaccio, di alberi spogli, di brina.
I vecchi, ai quali i venti rigidi hanno succhiato la
giovinezza, sanno che l'estate indiana  un inganno e
che la si deve accogliere con sospetto e cinismo. Ma i
giovani l'attendono con ansia, scrutano il cielo grigio
d'autunno alla ricerca di un segno che ne annunci l'arrivo.
E a volte i vecchi, pur conoscendo la verit, aspettano
insieme ai giovani, con gli stanchi occhi invernali
rivolti al cielo, e cercano le prime tracce dell'ingannevole dolcezza.
All'inizio d'ottobre di quell'anno, l'estate indiana
arriv in una citt chiamata Peyton Place. Come una
donna fascinosa e sorridente, l'estate indiana venne e
si distese sulla campagna rendendola indicibilmente bella.
Il cielo era basso, di un azzurro intenso e immobile.
Gli aceri, le querce e i frassini, ammantati di rosso, marrone
e giallo, scintillavano nella luce calda, sotto il sole
dell'estate indiana. Su tutte le colline attorno a Peyton
Place le conifere parevano vecchi alti e corrucciati e rilucevano
di uno splendore giallo-verde. Per le strade e
sui marciapiedi della citt, le foglie cadute scricchiolavano
gaie sotto i passi e diffondevano un lieve profumo.
Tanto dolce che soltanto i vecchi, calpestandole,
pensavano alla morte e alla dissoluzione.
La citt si estendeva immobile sotto il sole dell'estate
indiana. In Elm Street, la strada principale, niente
si muoveva. I negozianti che avevano tirato le tende di
tela davanti alle loro vetrine, non si preoccupavano per
la scarsit degli affari e si ritiravano nel retrobottega a
sonnecchiare, sfogliare il Peyton Place Times o ad
ascoltare la cronaca della partita di baseball. A oriente
di Elm Street, oltre i sei isolati che formavano il distretto
commerciale della citt, si levava il campanile
della Congregational Church. Svettava tra le foglie degli
alberi e splendeva, candido e abbagliante, contro il
cielo azzurro. Dall'altro lato della zona commerciale si
ergeva un altro campanile, quello della chiesa cattolica
di San Giuseppe, pi risplendente perch sulla cima
aveva una croce d'oro.
E Seth Buswell, proprietario del Peyton Place Times,
aveva scritto, in tono piuttosto poetico, che i
due campanili chiudevano la citt tra due parentesi, osservazione
che aveva suscitato esplosivi commenti a
Peyton Place. I cattolici non volevano avere niente da
spartire con i protestanti, come i protestanti non avevano
nessun desiderio di essere accomunati ai papisti.
Se a Peyton Place dovevano esistere due parentesi, sarebbero
state della stessa denominazione religiosa.
Seth aveva riso delle discussioni sorte in tutta la citt
quella settimana e, nel numero seguente, aveva definito
le due chiese, due alte montagne che proteggevano
la pacifica valle degli affari. Tanto i cattolici quanto i
protestanti avevano esaminato accuratamente l'articolo,
alla ricerca di un'eventuale intenzione sarcastica.
Seth aveva riso pi di prima.
Il dottor Matthew Swain, il migliore amico di Seth, borbott:
Montagne, eh? Direi piuttosto un paio di maledetti vulcani.
Soffiano fumo e lapilli, aggiunse Seth, sempre ridendo, e vers di nuovo da bere.
Ma il dottore non rise con il suo amico. Al mondo
c'erano tre cose che odiava, lo diceva spesso e in tono
irato: morte, malattie veneree e religione organizzata.
In quest'ordine, spiegava sempre il dottore. E
la barzelletta, pulita o no, che riesca a farmi ridere di
uno di questi tre argomenti, non  ancora stata inventata.
Ma in quel tiepido pomeriggio d'autunno, Seth non
stava pensando alle opposte fazioni religiose; in realt,
non stava pensando a niente di particolare. Sedeva alla
sua scrivania nell'ufficio al pianterreno, beveva e
ascoltava la cronaca dell'incontro di baseball.
Davanti al palazzo di giustizia, un ampio edificio di
pietra bianca con una cupola color verderame, alcuni
vecchi sedevano sulle panchine di legno che fanno parte
di ogni edificio municipale nelle piccole citt americane.
Gli uomini si appoggiavano alle tiepide mura del
tribunale con i cappelli di feltro abbassati a proteggere
gli occhi stanchi, riscaldavano le vecchie ossa al tepore
dell'estate indiana. Erano immobili, come gli olmi
che davano il nome alla strada.
Sotto gli alberi, i marciapiedi d'asfalto nero, sollevati
in pi punti dalla spinta delle radici giganti, erano
deserti. L'orologio installato sulla facciata di mattoni
rossi della Citizens' National Bank, di fronte al palazzo
di giustizia, suon una volta. Erano le due e mezzo di un venerd pomeriggio.
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CAPITOLO 2.
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Maple Street, che tagliava in due Elm Street a met
circa della zona commerciale, era un viale ampio, ombreggiato
da alberi, che correva verso nord e verso sud,
da una parte all'altra della citt. All'estremit meridionale
della strada, dove finiva la pavimentazione sorgevano,
su un'ampia spianata, le scuole di Peyton Place.
Kenny Stearns, il tuttofare della citt, andava
verso le scuole. Gli uomini seduti davanti al tribunale
socchiusero gli occhi assonnati e lo guardarono passare.
Ecco Kenny Stearns, disse uno di loro. Era inutile
che lo dicesse, lo avevano visto tutti... e tutti conoscevano
Kenny.
Sobrio come un giudice, per ora.
Ma non durer molto.
Gli uomini risero.
Ma ci sa fare, con il suo lavoro, Kenny, disse un
vecchio che si chiamava Clayton Frazier e che dissentiva
sempre con tutti, qualsiasi fosse l'argomento.
Quando non  troppo ubriaco per lavorare.
Mai saputo che Kenny abbia perduto un giorno di
lavoro per colpa del liquore, disse Clayton Frazier.
Nessuno a Peyton Place  in gamba come Kenny, nel
suo lavoro. Ha una mano speciale.
Uno degli uomini ridacchi. Peccato che Kenny non
abbia la stessa fortuna con sua moglie, come con le piante.
Forse Kenny starebbe meglio con un picchio verde.
L'osservazione fu accolta da generali risatine d'approvazione.
Ginny Stearns  una donnaccia e una puttana, disse Clayton Frazier senza sorridere. Non c' niente
da fare, quando si  sposati a una puttana nata.
A parte il bere, disse l'uomo che aveva parlato
per primo.
L'argomento Kenny Stearns era esaurito e per un attimo
nessuno parl.
Fa pi caldo che a luglio, oggi, disse un vecchio.
Mi suda la schiena.
Non dura, disse Clayton Frazier, respingendo il
cappello per guardare il sole. Ho gi visto nevicare e
gelare neanche dodici ore dopo una giornata come questa.
Non durer.
Non fa neanche bene. In una giornata simile, ti
vien voglia di rimettere gli abiti estivi.
Salubre o no, io non protesto di certo, se rimane
cos fino al giugno prossimo.
Non durer, disse Clayton Frazier e, questa volta,
le sue parole non sollevarono una discussione.
No, approvarono gli uomini, non durer.
Guardarono Kenny Stearns che svoltava in Maple
Street e scompariva.
Le scuole di Peyton Place sorgevano ai due lati della
strada. La scuola elementare era un grosso edificio
di legno, vecchio brutto e minaccioso, ma le medie erano
l'orgoglio della citt: un edificio di mattoni, dalle
finestre tanto ampie da prendere quasi un'intera parete,
con un'aria assurda di asettica efficienza che lo faceva
assomigliare pi a un piccolo ospedale ben tenuto
che a una scuola. La scuola elementare era nel peggiore
stile vittoriano, reso ancora pi orrido dalle
scalette antincendio di ferro nero che zigzagavano su
tutti e due i lati dell'edificio e dall'appuntita torretta
sulla cima. La grossa corda gialla della campana della
scuola pendeva dalla torretta e passava per il soffitto e
il pavimento del secondo piano. La corda terminava
all'angolo dell'atrio del primo piano, tentazione costante
per molte piccole mani. La campana che scintillava
come vecchio peltro al sole di ottobre era amore il
segreto di Kenny Stearns. La teneva sempre lustra e
pulita. Kenny, avvicinandosi alla scuola, alz gli occhi
a guardare la torretta e annu soddisfatto.
Le campane del paradiso non hanno lingue pi dolci
della tua, disse ad alta voce.
Kenny parlava spesso alla sua campana. Parlava anche
agli edifici, e alle piante e ai prati della citt che
erano affidati alle sue cure.
Dalle finestre delle due scuole, aperte nel tiepido pomeriggio,
usciva un mormorio lieve e l'odore delle matite
temperate.
Non dovrebbero andare a scuola in una giornata
simile, disse Kenny, fermo accanto alla siepe bassa
che separava la scuola elementare dalla prima casa di
Maple Street. Un caldo odore verde, l'odore dei prati
e della siepe che aveva potato quella mattina, saliva tutto
intorno a lui.
Non  giorno da far scuola, disse Kenny e scosse
le spalle con impazienza perch provava una strana
emozione.
Aveva voglia di gettarsi a terra, a faccia in avanti, e
di premere viso e corpo contro qualcosa di verde.
 proprio cos, disse con tono minaccioso. Non
 giorno da far scuola.
Dalla liscia superficie della siepe appena potata,
spuntava un ramoscello ribelle. Kenny lo vide e si chin
a strapparlo. Una struggente tenerezza gli nacque dentro,
poi, all'improvviso, lo prese un impeto selvaggio.
Afferr un pugno di foglioline verdi e le spremette, fino
a sentirle dissolversi, umide, nel palmo della mano.
L'emozione lo irrigidiva e lo faceva tremare. Molto
tempo prima, quando ancora gliene importava, prima
di imparare a controllarsi, provava le stesse sensazioni
per Ginny, sua moglie. La stessa struggente tenerezza
che si dissolveva in un doloroso desiderio di spremere
e possedere per mezzo della sola violenza. Kenny lasci
cadere le foglie maciullate e ripul la mano sul
grembiule ruvido.
Cristo, vorrei bere qualcosa, disse con fervore e
si avvi verso la porta della scuola.
Mancavano cinque minuti alle tre, ora in cui andava
a prendere posizione accanto alla corda della campana.
Cristo, vorrei farmi un goccetto, come lo vorrei, disse Kenny ad alta voce e sal gli scalini.
Parlava alla campana e aveva pronunciato le parole
a voce molto alta. Le parole varcarono le finestre della
classe dove insegnava la signorina Elsie Thornton. I
ragazzi scoppiarono a ridere forte e le ragazzine sorrisero,
ma il loro divertimento dur poco. La professoressa
Thornton credeva fermamente che se ai bambini
si dava un dito, si sarebbero presi tutto il braccio e di
conseguenza, bench fosse venerd e si sentisse molto
stanca, ristabil subito l'ordine.
C' qualcuno che desidera trascorrere con me
un'altra mezz'ora, dopo la fine delle lezioni?
Ragazzi e ragazze, tutti tra i dodici e i quattordici
anni, tacquero, ma al primo rintocco della campana di
Kenny, cominciarono ad agitarsi e a scalpicciare. La signorina
Thornton batt sulla cattedra con la riga.
Fate silenzio finch non vi dico che potete andare,
ordin. I banchi sono in ordine?
Si, signorina Thornton, rispose un coro discordante.
Potete alzarvi.
Quarantadue paia di piedi balzarono negli spazi tra
i banchi. La signorina Thornton aspett che tutte le
schiene fossero dritte, tutte le teste ben alzate e tutti
i piedi immobili.
Ora potete andare, disse e, come sempre, appena
la parola le fu uscita di bocca, prov la ridicola sensazione
di doversi proteggere la testa con le braccia.
In cinque secondi la classe si svuot e la signorina
Thornton sospir. La campana suonava ancora allegramente.
Kenny la suonava con strana allegria, alle tre
del pomeriggio, mentre ogni mattina alle otto e mezzo
riusciva a imprimerle un tono funebre.
Se pensassi di poter risolvere qualcosa, disse a se stessa
la signorina Thornton, sforzandosi di rilassare i muscoli
della schiena, me lo farei un goccetto.
Si raddrizz, sorridendo lievemente e si affacci a
una delle finestre. I ragazzi se ne andavano, a gruppetti
e a coppie. La signorina Thornton osserv una
ragazzina che camminava sola. Era Allison MacKenzie.
Appena arriv alla zona asfaltata usc dalla folla e
s'incammin rapidamente, tutta sola, per Maple
Street.
Strana ragazza, pens la signorina Thornton, guardando
Allison che si allontanava. Soffriva spesso di malinconie,
davvero strane, data la sua giovane et. Ed
era anche strano che Allison non avesse una sola amica
in tutta la scuola, a parte Selena Cross. Una coppia
originale, quelle due: Selena con la sua scura bellezza
zingaresca e gli occhi profondi e vecchi come il tempo;
Allison MacKenzie, ancora paffuta, con gli occhi spalancati,
innocenti e curiosi e quella bocca cos sensibile.
Procurati una corazza, mia cara Allison, pens la signorina
Thornton. Trovane una senza punti deboli e
fessure in modo che tu possa sopravvivere ai colpi e alle
frecce dell'avversa fortuna. Santo Dio, come sono
stanca!
Rodney Harrington sfrecci fuori dalla scuola e non
rallent neanche quando vide il piccolo Norman Page
fermo in mezzo alla strada.
Piccolo dannato prepotente, pens con furia selvaggia
la signorina Thornton.
Disprezzava Rodney Harrington e il fatto che nessuno,
e meno di tutti lo stesso Rodney, lo sospettasse
faceva onore al suo carattere e alla sua abilit di insegnante.
Rodney era un ragazzetto troppo grande per i
suoi quattordici anni, con una massa di capelli neri e
ricci e una bocca dalle labbra carnose. La signorina
Thornton lo aveva sentito definire da alcune delle sue
allieve pi sveglie un ragazzo adorabile opinione che
non coincideva con la sua. Alla signorina Thornton sarebbe
piaciuto molto sculacciarlo a dovere. Nel suo vasto
archivio di allievi, Rodney era classificato come Elemento
Perturbatore n. 1.
 troppo grande per la sua et, pens, e troppo sicuro
di s e del denaro di suo padre. Un giorno o l'altro
verr la resa dei conti.
La signorina Thornton si morse il labbro e si rimprover.
Non  che un bambino. Pu darsi che migliori.
Ma conosceva Leslie Harrington, il padre di Rodney,
e dubitava delle proprie parole.
Il piccolo Norman Page, investito da Rodney, cadde
lungo disteso a terra e scoppi a piangere. Non si
mosse, finch Ted Carter non and ad aiutarlo.
Il piccolo Norman Page: buffo, pens la signorina
Thornton, ma non ho mai sentito un adulto che lo nominasse
senza quel prefisso. Faceva ormai parte del suo
nome.
Norman sembrava costruito interamente di angoli.
Gli zigomi sporgenti appuntiti nel piccolo viso, e ora,
mentre si asciugava gli occhi, i gomiti che sporgevano
come due vertici acuti e ossuti.
Ted Carter spolverava i pantaloni di Norman. Non
ti sei fatto niente, Norman, la sua voce entrava dalla
finestra della classe. Avanti, non ti sei fatto niente.
Smetti di piangere e va' a casa.
Ted, a tredici anni, era alto e robusto. Aveva gi
sul volto i segni della virilit. Nella classe della signorina
Thornton, era l'unico che avesse gi cambiato
completamente la voce, ora di timbro baritonale
e che non si spezzava mai, n saliva improvvisamente
di tono.
Perch non ti scegli qualcuno della tua statura? domand Ted, rivolgendosi a Rodney Harrington.
Ah, ah, fece Rodney in tono di sfida. Te, per
esempio?
Ted gli si avvicin di un passo. Gi, me.
Oh, smamma, disse Rodney, non ho tempo da
perdere.
Ma, not la signorina Thornton con soddisfazione,
fu Rodney che smamma. Si allontan tutto tronfio, con
una precoce ragazzina chiamata Betty Anderson alle
calcagna.
Perch non ti fai i fatti tuoi? grid Betty a Ted.
Il piccolo Norman Page tirava su con il naso. Tolse
un fazzoletto pulito dalla tasca posteriore dei pantaloni
e si soffi delicatamente il naso.
Grazie, Ted, disse con voce tremula. Grazie
mille.
Oh, fila, disse Ted Carter. Corri a casa, prima
che vengano a cercarti.
Il mento di Norman trem di nuovo. Non potrei
venire con te, Ted? Solo finch Rodney se n' andato? Posso?
In questo momento Rodney ha altro da pensare, disse Ted in tono brusco. Non si ricorda neanche che esisti.
Si chin a raccogliere i libri da terra e rincorse Selena
Cross che era a met di Maple Street. Norman si
chin a raccogliere i suoi libri e s'incammin lentamente.
La signorina Thornton si sent all'improvviso troppo
stanca per avere la forza di muoversi. Appoggi la
testa all'intelaiatura della finestra, fissando, con aria
assente, il cortile vuoto. Conosceva le famiglie dei suoi
allievi, il tipo di case in cui abitavano e l'ambiente nel quale crescevano.
Perch lo faccio? si domandava. Che possibilit hanno
questi bambini di spezzare le catene che hanno a casa?
In quei momenti, quando era molto stanca, le sembrava
di combattere un'inutile battaglia contro l'ignoranza
e una sensazione d'impotenza s'impadroniva di
lei. A che serviva costringere un ragazzino a imparare
a memoria le date dell'inizio e della caduta dell'impero
Romano, quando, una volta cresciuto, avrebbe dovuto
mungere le vacche per guadagnarsi da vivere come
suo padre e suo nonno, prima di lui? Che senso
c'era nell'insegnare frazioni e decimali a una ragazzina
che in futuro avrebbe contato soltanto i mesi delle gravidanze?
Molti anni prima, dopo aver ottenuto l'abilitazione
allo Smith College, la signorina Thornton aveva deciso
di rimanere a insegnare nel natio New England.
Non avrete molte possibilit di essere radical, qui, le aveva detto il preside.
Elsie Thornton aveva sorriso. Sono la mia gente,
li capisco. Sapr che cosa fare.
Il preside aveva sorriso della sicurezza di lei. Quando
avrete scoperto come far chinare la schiena a uno
del New England, Elsie, diventerete celebre. Chiunque
riesca a fare qualcosa per la prima volta nella storia, diventa famoso.
Ho vissuto nel New England tutta la vita, aveva
detto Elsie Thornton, e non ho mai sentito nessuno
dire: Quello che andava bene per mio padre, va
bene anche per me.  un atteggiamento decadente,
uno sciocco clich, attribuito senza ragione a quelli del New England.
Buona fortuna, Elsie, aveva detto tristemente il preside.
Kenny Stearns attravers in quel momento il campo
visivo della signorina Thornton e interruppe il corso dei suoi pensieri.
Che assurdit, si disse. Ho una classe piena di bravi
ragazzi intelligenti che provengono da famiglie uguali
a tante altre. Luned mi sentir meglio.
And all'armadio e prese il cappello che compiva
quell'autunno il suo settimo anno di servizio. Il feltro
marrone consunto le ricord il dottor Matthew Swain.
Saprei riconoscere ovunque un'insegnante, le aveva detto.
Davvero, Matt? aveva riso. Abbiamo tutte lo stesso aspetto frustrato?
No, aveva risposto lui, ma avete tutte l'aria
stanca, mal pagata, mal vestita e mal nutrita. Perch lo
fate, Elsie? Perch non ve ne andate a Boston o da
qualche altra parte? Con la vostra intelligenza e la vostra
preparazione potreste trovare un ottimo posto in un'azienda.
La signorina Thornton aveva alzato le spalle. Oh,
non lo so Matt. Mi piace insegnare. Tutto qui, credo.
Ma in quel momento, come ora, nella sua mente
c'era la speranza che la teneva al suo posto, come aveva
tenuto al loro posto altri insegnanti per centinaia di anni.
Se posso insegnare qualcosa, se posso risvegliare almeno
in uno di loro il senso della bellezza, la gioia della
verit, l'odio per l'ignoranza e la sete del sapere, allora
la mia missione sar compiuta.
Almeno uno, pens la signorina Thornton aggiustandosi
il vecchio feltro marrone, e il suo pensiero and con amore ad Allison MacKenzie.
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CAPITOLO 3.
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Allison Mackenzie usci in fretta dal cortile della
scuola e non si ferm a parlare con nessuno. Percorse
Maple Street, volt in Elm Street, evitando il negozio
di abbigliamento Thrifty Corner di cui sua madre era
proprietaria e gerente. Cammin in fretta, fino a che
non ebbe lasciato dietro di s i negozi e le case di Peyton
Place. Risal la lunga, dolce salita del colle dietro
Memorial Park e giunse infine al punto in cui terminava
la pavimentazione stradale. Il terreno si stendeva
in un ampio declivio, coperto di rocce e cespugli, in
fondo al quale su una grande palizzata di legno stava
scritto a lettere rosse: Termine della strada. Queste
parole avevano sempre risvegliato in Allison una strana
soddisfazione. Il cartellone avrebbe potuto dire:
Fine della pavimentazione oppure Attenzione dirupo,
ma qualcuno aveva preferito scrivere Termine
della strada e Allison ne era contenta.
Allison si abbandonava felice al pensiero dei due giorni
interi di libert dall'odiosa scuola, oltre a quel che rimaneva
di quello splendido pomeriggio. Durante la breve
vacanza, poteva salire lass, sola, con i propri pensieri.
Per un po' di tempo poteva gioire di quelli che le
altre ragazze di dodici anni, pi vecchie e mature di lei,
avrebbero giudicato piaceri infantili e sciocchi.
La pigra, azzurra bellezza dell'estate indiana riempiva
il pomeriggio. Allison ripet pi e pi volte le parole:
Pomeriggio d'ottobre. Erano come una droga,
la calmavano, la riempivano di pace. Pomeriggio d'ottobre, disse. Sospir e sedette sulla palizzata che diceva:
Termine della strada.
Ora che si sentiva tranquilla e non aveva timore, poteva
di nuovo fingere di essere una bambina, e non una
ragazza di dodici anni sul punto di entrare alla scuola
superiore, che si sarebbe dovuta interessare degli abiti,
dei ragazzi e del rossetto rosa pallido. La felicit
dell'infanzia era tutto intorno a lei: quass, sulla collina
non si sentiva strana e diversa dai suoi coetanei. Ma
altrove era goffa, scontrosa e dolorosamente certa della
propria mancanza di attrattive e di fiducia, a differenza
di tutte le altre ragazze della sua et.
Molto di rado a scuola provava un palpito di questa
stessa segreta, solitaria felicit, quando leggevano un
libro o una storia che le piaceva. Allora alzava gli occhi
dalla pagina e si accorgeva che la signorina Thornton
la guardava. I loro occhi si incontravano e si sorridevano.
Allison stava bene attenta a non mostrare questa
sua felicit, perch sapeva che le altre ragazze ne
avrebbero riso e l'avrebbero definita con la peggior parola
di condanna che conoscessero puerile.
I giorni di gioia per Allison ormai erano contati, perch
aveva dodici anni e ben presto avrebbe dovuto vivere
tra altra gente, tra le compagne di scuola, in mezzo
a loro, costretta a sembrare una di loro. Era sicura
che non l'avrebbero mai accettata; avrebbero riso di lei,
l'avrebbero messa in ridicolo e lei, unico e strano esemplare,
avrebbe dovuto vivere in un mondo ostile.
Se avessero domandato ad Allison MacKenzie chi
erano questi loro avrebbe risposto: Tutti, meno la
signorina Thornton, e Selena Cross e, qualche volta,
nemmeno Selena. Perch Selena era bella mentre Allison
si considerava brutta, grassa dove non doveva esser
grassa, piatta dove non doveva esser piatta, con le
gambe troppo lunghe e la faccia troppo rotonda. Era
timida, goffa e aveva il cervello pieno di sogni sciocchi.
Cos la vedevano tutti, meno la signorina Thornton,
brutta e insignificante come lei. Selena sorrideva
e cercava di consolarla. Vai benissimo, cara, le diceva,
ma Allison non riusciva sempre a crederle. Aveva
perduto da tempo la certezza di essere amata e di
possedere un posto nel mondo. Era tanto infelice da
convincersi di non aver perduto questa certezza, perch
non aveva mai avuto niente da perdere.
Allison guard gi, oltre il Termine della strada
la citt, al di sotto, la torretta della scuola, i campanili
delle due chiese e la strada azzurra del fiume Connecticut,
con le fabbriche di mattoni rossi che parevano
spuntare lungo la riva, il grande castello di pietra
grigia di Samuel Peyton che dava il nome alla citt.
Pens alla storia di Peyton Place e rabbrivid un poco
nel sole tiepido, poi distolse gli occhi dal castello.
Cerc di trovare il villino verde e bianco, dove viveva
con sua madre, ma non riusciva a distinguerlo tra
tutti gli altri. Allison si trovava a circa due chilometri
da casa.
Le case della zona in cui abitava Allison erano semplici
e graziose villette dipinte in verde e bianco. Una
volta, Allison aveva cercato la parola vicinato nel vocabolario.
Un vicino, diceva il libro, era chi viveva nella
stessa zona e, per un po' di tempo, ad Allison era bastato.
Il vocabolario, a quanto pareva, non trovava
niente di strano nel fatto che un vicino non fosse un
amico. Ma i vocabolari non spiegavano perch le
MacKenzie non avevano amici nella citt di Peyton
Place. Allison era convinta che fosse cos perch appartenevano
a una diversa specie di famiglie: gli altri
preferivano non aver niente a che fare con loro.
Dal Termine della strada Allison immaginava le
case sconosciute, piene di gente allegra, simpatica, dove
i telefoni squillavano continuamente. Cercava di
immaginare anche la propria casa uguale a tutte le altre,
non diversa, vuota e sbagliata, sbagliata perch non
avere un padre era sbagliato, come erano sbagliate lei
e la sua vita. Soltanto quass, sola, sulla collina, Allison
si sentiva sicura di s e soddisfatta.
Salt gi dalla palizzata e si chin a raccogliere un
ramo, staccato da un acero dal vento freddo e dalla
pioggia di pochi giorni prima. Spogli il ramo di tutte
le foglie, a una a una, poi s'incammin e, camminando,
tolse la corteccia. Si avvicin un attimo al naso il
legno bianco, sfumato di verde e annus il fresco odore
umido, sfior con le dita la superficie indifesa finch
la linfa le si appiccic alla mano. Riprese a camminare.
Infilava il bastone nel terreno a ogni passo: fingeva
di avere un alpenstock, come nelle fotografie delle
alpi svizzere.
Oltre il termine della strada si estendevano gli antichi
boschi, ultimi superstiti del patrimonio forestale
del New England settentrionale. La citt terminava
sotto il Memorial Park perch la zona era troppo
rocciosa e impervia per poterci costruire qualcosa. Allison
immaginava che i sentieri fossero le antiche piste
percorse dagli indiani, prima della venuta dei bianchi.
Credeva di conoscerli lei sola e considerava i boschi
di sua esclusiva propriet. Li amava e li conosceva
bene, in tutte le stagioni dell'anno. Sapeva dove spuntavano
le prime gemme a primavera, quando il suolo
era ancora coperto da grosse chiazze di neve gelata, e
conosceva i punti ombrosi e tranquilli, dove spuntavano
le prime violette. Sapeva dove trovare le primule
e amava quella spianata, nascosta tra gli alberi, che
l'estate copriva di ranuncoli e di anemoni. Aveva un
nascondiglio segreto da dove poteva osservare una famiglia
di pettirossi e le bastava guardare gli alberi, per
capire quand'era venuta la prima brina. Si muoveva
nei boschi con una grazia silenziosa di cui era incapace
altrove. Immaginava che le altre ragazze si sentissero
nel mondo come lei si sentiva li, sicura e serena.
Allison raggiunse la spianata. I fiori dell'estate non
c'erano pi, ma i ranuncoli tingevano di giallo i prati.
S'incammin tra i fiori, e le sembrava di guadare un
fiume dorato. Si ferm di colpo e allarg le braccia verso
il mondo che la circondava in uno stato di estasi. Alz
gli occhi al cielo terso dell'estate indiana e le sembr
che fosse una campana di vetro posata soltanto su di lei.
Gli aceri splendevano di rosso e di giallo; un leggero
vento tiepido scuoteva le foglie. Le parve che gli alberi
le dicessero: Salve, Allison, salve Allison, e sorrise.
E per un attimo, in un fremito di nuova libert, alz le
braccia e grid: Salve! Oh, salve, mondo bellissimo!
Corse in fondo alla spianata e si sedette, con la schiena
appoggiata a un grosso tronco. Si volse a guardare
il campo dorato e una meravigliosa sensazione la prese,
lentamente: era l'unico essere vivente al mondo.
Era tutto suo e nessuno poteva sciuparglielo, nessuno
poteva disturbare la pace, la verit, la bellezza di quel
momento. Rimase immobile per molto tempo, nel calore
di quella felicit. Poi si alz e s'incammin di nuovo
nel bosco, toccando gli alberi e i cespugli al passaggio,
come se accarezzasse le mani di vecchi amici. Raggiunse
di nuovo la vetta della collina e la palizzata di
legno che diceva Termine della strada.
Guard la citt e la sensazione gioiosa incominci a
dissolversi dentro di lei. Allora si volse di nuovo verso
gli alberi e tent di riafferrare quel calore, quella serenit,
ma non vollero tornare. Si sent pesante, come se,
di colpo, pesasse cento chili, e stanca, come se avesse
corso per delle ore. S'incammin lungo la discesa, verso
Peyton Place. A met strada, butt via il bastone.
Ora camminava rapidamente, senza pensare a dove
andava; usc dal parco e si trov in citt. Un gruppo di
ragazzi venne verso di lei, erano quattro o cinque. Ridevano
e si scambiavano scherzosi spintoni. La felicit
di Allison si dissolse del tutto. Conosceva quei ragazzi,
andavano alla sua stessa scuola. Venivano verso di
lei, nei loro maglioni variopinti, masticavano delle mele
e il succo colava loro sul mento. Le voci rimbombavano
sguaiate e fragorose in quel pomeriggio d'ottobre.
Allison attravers la strada nella speranza di evitarli;
ma l'avevano notata. Era di nuovo tesa e spaventata
del mondo che la circondava.
Ciao, Allison, disse uno dei ragazzi.
Lei non rispose e continu a camminare, allora lui la
imit, avanzando rigido, con il naso all'aria.
Oh, Allison, grid un altro ragazzo in falsetto
strascicando il nome, come se dicesse: Oh, Aa-hallissonn!
Allison cerc di proseguire come niente fosse, con le
mani strette a pugno nelle tasche della giacca leggera.
Aa-hal-lissonn! Aa-hal-lisson!
Guardava davanti a s senza vedere, ma sapeva che
una volta svoltato l'angolo, si sarebbe trovata nella strada
di casa sua.
Allison, Bomballison, Allison, gambacorta, gambastorta,
gambalunga Allison!
Ehi, cicciona!
Allison svolt in Beach Street e corse per tutto un
isolato, fino a casa.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
Il padre di Allison MacKenzie era morto quando la
bambina aveva tre anni. Allison non aveva nessun ricordo
di lui. Era come se avesse sempre vissuto con
Constance, sua madre, nella casa di Peyton Place che
un tempo era appartenuta a sua nonna. Constance e Allison
avevano poco in comune; la madre aveva una mente
troppo fredda e pratica per capire la bambina sensibile
e sognatrice. E Allison, troppo giovane e piena di
speranze e fantasie, non riusciva a capire sua madre.
Constance era una donna molto bella, fiera del suo
senso pratico. A diciannove anni, aveva capito le limitazioni
di Peyton Place e, nonostante le proteste della
madre vedova, era andata a New York con il proposito
di lavorare per un uomo ricco e sposarlo. Era diventata
segretaria di Allison MacKenzie, uno scozzese
di buon carattere e di bell'aspetto, proprietario di
un fiorente magazzino di stoffe d'importazione. Tre
settimane dopo erano amanti e l'anno dopo, Constance
aveva dato alla luce una bambina a cui decise di dare
il nome del padre, Allison. Allison MacKenzie e
Constance Standish non si erano mai sposati, perch
lui aveva gi una moglie e due figli dalle parti di Scarsdale
come usava dire, come se dicesse dalle parti del
Polo Nord. Ma Constance non era mai riuscita a dimenticare
che la prima famiglia di Allison era vicina,
dolorosamente vicina.
Che hai intenzione di fare? gli aveva domandato.
Continuare cos, credo, aveva risposto lui. Non
saprei che altro fare, senza provocare uno spiacevole
scandalo.
Constance, nata e cresciuta in una piccola citt, sapeva
bene quant'era spiacevole far parlare di s.
Forse hai ragione, disse ad Allison MacKenzie.
Ma da quel momento, cominci a far progetti per s
e per la bimba non ancora nata. Per mezzo di sua madre,
a Peyton Place, giunsero le notizie di rispettabili
avvenimenti. Elizabeth Standish era andata a New
York per assistere al modesto matrimonio di sua figlia
Constance, cos credettero a Peyton Place. Invece era
andata a New York per essere accanto a sua figlia quando
venne alla luce una bambina che ebbe il nome di Allison
MacKenzie. Qualche anno dopo, Constance prese
del bianchetto e modific la data sul certificato di
nascita di sua figlia. Lentamente, Constance si isol dagli
amici della sua giovinezza e non rispose mai alle loro
lettere. Peyton Place la dimentic. Soltanto i vecchi
amici la ricordavano, quando incontravano Elizabeth
Standish.
Come sta Connie? domandavano. E la bambina?
Bene, bene. Va tutto benissimo, rispondeva la
signora Standish, terrorizzata che qualcuno sospettasse
la verit.
Dal giorno della nascita di Allison, Elizabeth Standish
visse nel terrore. Temeva di non aver recitato bene
la sua parte, che qualcuno, prima o poi, scoprisse la
modifica al certificato di nascita o che finissero per accorgersi
che Allison aveva un anno di pi. Ma soprattutto
aveva paura per se stessa. Nei suoi incubi peggiori,
sentiva le voci di Peyton Place.
Ecco Elizabeth Standish. Sua figlia si  messa nei
guai con un tale di New York.
Dipende da come li allevi i figli, come vanno a finire
quando crescono.
Constance ha avuto una bambina.
Povera piccola illegittima.
Bastarda.
Quella puttana di Constance Standish e la sua
sporca bastardella.
Quando Elizabeth Standish mor, Constance non affitt
il villino di Beech Street, ma lo tenne pronto per
il giorno in cui Allison MacKenzie si fosse stancato di
lei. Ma Allison non abbandon Constance e la bambina:
era un brav'uomo e, a suo modo, aveva il senso della
responsabilit. Provvide alle sue due famiglie fino al
giorno in cui mor e anche oltre. A Constance non importava
nulla delle condizioni della moglie di Allison,
le bastava che il suo amante le avesse lasciato una bella
somma di denaro, affidata a un avvocato discreto.
Con quella somma e quello che aveva messo da parte
mentre Allison MacKenzie era ancora in vita, Constance
torn a Peyton Place e si stabil in casa Standish.
Non pianse per la morte del suo amante, perch non
lo aveva mai amato.
Poco dopo il suo ritorno a Peyton Place, apr un piccolo
negozio di abbigliamento e cerc di guadagnarsi
da vivere per s e per la sua bambina. Nessuno sospett
mai che non fosse la vedova di un uomo chiamato Allison
MacKenzie. Constance teneva sulla mensola del
soggiorno una grande fotografia di lui e la citt provava
pena per lei.
 un vero peccato, diceva Peyton Place, e il
marito era cos giovane.
 dura, per una donna sola, specialmente se deve
tirar su una bambina.
Lavora sodo, Connie MacKenzie. Rimane in negozio
fino alle sei di sera.
Constance, a trentatre anni, era ancora bella. Aveva
i capelli biondi e luminosi e un viso liscio che non
mostrava affatto i segni del tempo.
Una donna cos graziosa, dicevano gli uomini, potrebbe trovare marito.
Forse non si  ancora rassegnata alla morte del marito, dicevano le donne. Ci sono vedove che non si
rassegnano mai.
Ma a Constance piaceva vivere da sola. Dell'amore
non gliene era mai importato molto e la relazione nata
tra lei e Allison, era stata una conseguenza della solitudine.
Si ripeteva continuamente che sua figlia bastava
a riempirle la vita. Gli uomini erano inutili, incostanti,
nel migliore dei casi, e servivano soltanto a
complicare l'esistenza. Per quanto riguardava l'amore,
sapeva fin troppo bene che cosa volesse dire non amare
un uomo. Perch avrebbe dovuto ricominciare? No,
si diceva spesso Constance, stava meglio cos, se la sarebbe
cavata come poteva, in attesa che Allison crescesse.
Se a volte provava una vaga inquietudine, si diceva
che non aveva niente a che fare con il sesso, ma
si trattava d'indigestione.
Il Thrifty Corner prosperava, forse perch era l'unico
negozio di quel tipo in citt o perch Constance aveva
un certo fiuto per lo stile. Qualsiasi fosse la ragione,
le donne della citt comperavano quasi soltanto da
lei. Era opinione comune che i vestiti di Connie
MacKenzie fossero all'altezza di quelli che si trovavano
nei negozi di Manchester o di White River e, dato
che non costavano di pi, tanto valeva dar del lavoro
a una concittadina, piuttosto che portare altrove il denaro
della citt.
Alle sei e un quarto, Constance percorreva Beech
Street, diretta verso casa. Portava un elegante abito
nero, uscito da un ottimo negozio di Boston, e un cappellino
nero. Sembrava una fotografia di una rivista di
moda, fatto che metteva sempre a disagio sua figlia Allison
ma, come osservava spesso Connie, era utile per
il suo lavoro. Mentre andava verso casa, Constance
pensava al padre di Allison. Le capitava di rado, perch
era un pensiero scomodo. Un giorno o l'altro avrebbe
dovuto dire a sua figlia la verit sulla sua nascita.
Molte volte se ne era domandata la ragione, ma non
aveva mai trovato una risposta soddisfacente.
Meglio che lo sappia da me, piuttosto che scoprirlo
da un estraneo, si diceva spesso.
Ma non era questa la risposta, perch nessuno aveva
mai scoperto la verit ed era molto improbabile che
qualcuno finisse per scoprirla.
Tuttavia, pensava Constance, Allison, un giorno o
l'altro, dovr saperlo.
Apr la porta di casa ed entr nel soggiorno, dove
sua figlia l'aspettava.
Ciao, tesoro, disse Constance.
Ciao, mamma.
Allison sedeva in una poltrona, con le gambe su un
bracciolo, e leggeva un libro.
Che cosa stai leggendo? domand Constance, levandosi
il cappello davanti allo specchio.
Una favola per bambini, rispose Allison sulle difensive.
Mi diverto a rileggerle, ogni tanto. Questa
 la Bella Addormentata.
 molto carina, disse Constance distrattamente.
Non riusciva a capire come una ragazzina di dodici
anni passasse il tempo con il naso tra i libri. Qualsiasi
ragazza della sua et, avrebbe passato le ore di libert
al negozio, ad ammirare i begli abiti e l'elegante
biancheria che arrivavano quasi ogni giorno.
Dobbiamo preparare qualcosa da mangiare, disse
Constance.
Ho messo due patate nel forno un'ora fa, rispose
Allison chiudendo il libro.
Andarono insieme in cucina a preparare quello che
Constance chiamava cenetta. Soltanto lei, a Peyton
Place, la chiamava cos e Allison stava bene attenta a dire
cena, come diceva andare in chiesa e non al servizio
religioso e, di un abito, che era grazioso e mai
elegante. Questi particolari insignificanti avevano il
potere di mettere Allison in imbarazzo a un punto tale
che, quando ci pensava la notte, a letto, si contorceva
dalla vergogna, con il viso rosso, e odiava sua madre, perch
era cos diversa e rendeva diversa anche lei.
Ti prego, mamma! esclamava, in lacrime, quando
la conversazione di sua madre la irritava tanto da
farla esplodere.
E Constance, che aveva dimenticato l'idioma della
sua gente per adottare la patina di New York, insisteva:
Ma tesoro,  un abitino elegante! oppure Ma,
Allison, il pasto principale della giornata si  sempre
chiamato cenetta!
Quella sera alle nove, in pigiama e vestaglia, pronta
per andare a letto, Allison depose i libri sulla mensola
del caminetto. Lo sguardo le cadde sulla fotografia di
suo padre. Rimase immobile per un attimo a osservare
il viso scuro e sorridente. I capelli, che crescevano a
punta sulla fronte, gli davano un'aria lievemente diabolica.
E gli occhi erano scuri, grandi e profondi.
Era bello, vero? domand sottovoce.
Chi, cara? domand Constance alzando la testa
dal libro dei conti che aveva dinanzi a s.
Mio padre, disse Allison.
Oh, disse Constance. S, cara. Era bello.
Allison continuava a guardare la fotografia. Sembra
proprio un principe.
Che hai detto, cara?
Niente, mamma. Buona notte.
Buona notte, cara.
Allison giaceva nel suo ampio letto a colonnine e
guardava il soffitto, dove le luci della strada disegnavano
ombre minacciose nel buio della camera.
Proprio un principe, pens e sent un improvviso
groppo alla gola.
Per un attimo si domand come sarebbe stata la sua
vita se sua madre fosse morta e suo padre fosse vissuto.
Poi addent il lenzuolo, vergognandosi di quel pensiero.
Padre. Padre. Ripet la parola sconosciuta pi
volte; ma non aveva nessun significato. Pens alla fotografia
sulla mensola.
Il mio principe, si disse, e subito l'immagine parve
prender vita, respirare e sorriderle con dolcezza.
Allison si addorment.
...
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...
CAPITOLO 5.
...
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...
Chestnut Street, che correva parallela a Elm Street,
a un isolato verso sud dalla strada principale, era considerata
la strada elegante di Peyton Place. In questa
strada si trovavano le abitazioni dell'lite.
All'estremit occidentale di Chestnut Street, sorgeva
l'imponente casa in mattoni rossi di Leslie Harrington.
Harrington, proprietario delle Cumberland
Mills, era molto ricco. Faceva parte del comitato della
Citizens' National Bank e di quello delle scuole di Peyton
Place. Casa Harrington, separata dalla strada da
vasti prati e alti alberi, era la pi grande della citt.
Di fronte, sorgeva l'abitazione del dottor Matthew
Swain, una palazzina bianca con uno snello colonnato
sulla facciata. In citt dicevano che aveva un aspetto
meridionale. La moglie del dottore era morta da molti
anni e tutti si chiedevano perch il Dott, come lo chiamavano,
continuasse a tenere una casa tanto grande.
Troppo grande, per un uomo solo, diceva Peyton
Place. Scommetto che il dottore ci rotola dentro
come una bilia in una tazza di latta.
La casa del Dott non  grande come quella di Harrington.
No, ma per Harrington  diverso. Ha un figlio, che
un giorno si sposer. Anche se sua moglie  morta tiene
una casa tanto grande per il ragazzo.
Dev'essere cos. E un guaio che il Dott non abbia
mai avuto figli. Deve sentirsi molto solo, dopo la morte
di sua moglie.
Vicino al dottor Swain, sullo stesso lato della strada,
viveva Charles Partridge, l'avvocato pi importante
della citt. Il Vecchio Charlie, come lo chiamavano tutti,
aveva una solida casa vittoriana, dipinta in rosso scuro
e decorata in bianco. Ci abitava con sua moglie Marion.
I Partridge non avevano figli.
Strano, non vi pare, dicevano i cittadini di Peyton
Place, molti dei quali abitavano con molti bambini
in case affollate, che le abitazioni pi grandi di
Chestnut Street siano cos vuote.
Be', sapete come si dice: i ricchi fanno denaro e i
poveri fanno bambini.
Gi, giusto.
In Chestnut Street viveva anche Dexter Humphrey,
presidente della Citizens' National Bank; ci vivevano
Lieghton Philbrook, proprietario di una segheria e di
foreste da legname; Jared Clarke, proprietario di una
catena di negozi di mangime e di granaglie nella parte
settentrionale dello stato, presidente del consiglio comunale;
e Seth Buswell, proprietario del Peyton Place
Times.
Seth  il solo abitante di Chestnut Street che non
debba lavorare per vivere, diceva la citt. Basta che
si sieda alla scrivania e scribacchi quel che gli pare. Non
deve mai preoccuparsi di pagare le bollette.
Era vero. Seth, figlio unico del defunto George
Buswell, astuto proprietario terriero, divenuto governatore
dello stato, alla morte del padre aveva ereditato
una grossa fortuna.
Duro come l'acciaio, era il vecchio George Buswell, dicevano i cittadini che lo ricordavano.
Gi. Duro come l'acciaio e corrotto fino al collo.
I residenti di Chestnut Street si consideravano la spina
dorsale di Peyton Place. Appartenevano alle vecchie
famiglie e i loro antenati avevano conosciuto Peyton
Place prima che nascesse, quando il castello di Samuel
Peyton era il solo edificio che sorgesse tra i boschi selvaggi.
Gli uomini di Chestnut Street davano lavoro alla
gente di Peyton Place, si occupavano delle loro malattie,
dei loro affari legali, formavano il loro pensiero
e spendevano il loro denaro. Questi uomini conoscevano
la citt e i suoi abitanti meglio di chiunque altro.
C' pi forza in Chestnut Street che nel gran fiume
Connecticut, diceva Peter Drake che esercitava
la professione di avvocato nonostante un doppio handicap:
era giovane e non era nato a Peyton Place.
...
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...
CAPITOLO 6.
...
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...
Il venerd sera gli uomini di Chestnut Street si riunivano
a casa di Seth Buswell per giocare a poker. Di
solito, ci andavano tutti, ma quel venerd sera, intorno
al tavolo di cucina di Seth ce n'erano soltanto quattro:
Charles Partridge, Leslie Harrington, Matthew
Swain e Seth.
Siamo in pochi, stasera, osserv Harrington,
pensando che con un gruppo cos ristretto non c'erano
grandi speranze di incassare molto.
Gi, disse Seth. Dexter ha i suoceri a cena e
Jared  dovuto andare a White River. Leighton mi ha
telefonato, doveva discutere degli affari a Manchester.
In camera da letto, immagino! disse il dottor
Swain. Come il vecchio Philbrook sia riuscito a non
beccarsi niente fino a oggi, proprio non lo capisco.
Partridge rise. Forse ci sta attento, come gli hai insegnato
tu, Dott.
Be', giochiamo? domand Harrington con impazienza,
mescolando le carte con le sue mani bianche.
Hai fretta di incassare, eh, Leslie? osserv Seth
che detestava Harrington.
Esatto, rispose Harrington che si rendeva perfettamente
conto dei sentimenti di Seth. Sorrise al vecchio
nemico.
Leslie Harrington provava un'eccitante soddisfazione
nel fatto che quanti lo odiavano, si trovavano costretti
a sopportarlo. La considerava una prova del proprio
successo e gli dava un senso di potenza. In citt,
sapevano tutti come non si potesse mettere ai voti una
proposta con speranza di successo, se Harrington non
era d'accordo a priori. Non si vergognava affatto di riunire
i suoi operai ai mulini e dir loro: Bene, amici, sarei
proprio molto contento se per quest'anno non si votasse
la costruzione di una nuova scuola elementare.
Ne sarei cos contento, che mi verrebbe voglia di dare
a tutti gli operai di quest'officina una gratifica del cinque
per cento, tra una quindicina di giorni.
Seth Buswell, nelle cui vene scorreva il sangue di un
crociato, era impotente come un contadino che avesse
lasciato scadere la rata dell'ipoteca.
Cominciamo, disse Partridge e la partita a poker
cominci.
Giocarono tranquillamente per un'ora. Ogni tanto
Seth si alzava per riempire i bicchieri. Giocava male
perch, invece di badare alle carte, cercava di trovare
un sistema per affrontare un argomento scottante con
i suoi ospiti. Poi decise che tatto e diplomazia non servivano
a niente, in quel caso e, finita la mano, parl.
 da un po' di tempo che penso, disse, a tutte
le baracche che sorgono intorno alla citt. Non sarebbe
ora di mettere in pratica il piano regolatore?
Per un attimo nessuno parl, poi Partridge che aveva
gi affrontato l'argomento innumerevoli volte, bevve
un sorso dal bicchiere e sospir rumorosamente.
Di nuovo, Seth? domand.
S, di nuovo, rispose Seth. Sono anni che cerco
di instillarvi un po' di buon senso e adesso vi dico che 
ora di fare qualcosa. Dalla settimana prossima, pubblicher
una serie di articoli con tanto di fotografie.
Andiamo, Seth, intervenne Harrington in tono
cordiale. Esaminiamo le cose con calma. In fondo, la
gente che abita in quelle baracche paga le tasse come
tutti gli altri. Questa citt non pu permettersi il lusso
di perderle.
Per l'amor del cielo, Leslie, esclam il dottor
Swain. La vecchiaia ti rammollisce! Mi sembra che tu
stia parlando a vanvera. Certo che gli abitanti delle baracche
pagano le tasse, ma la loro propriet  valutata
cos poco che non pagano quasi niente. Ma vivono nelle
loro baracche e producono dozzine di bambini. Siamo
noi che paghiamo per l'educazione dei loro pargoli,
la pavimentazione delle strade e l'acquisto del nuovo
equipaggiamento dei pompieri. Le tasse che paga un abitante
di quelle baracche in dieci anni, non basterebbero
a mandare a scuola i suoi bambini per un solo anno.
Maledizione, sai benissimo che il Dott ha ragione, disse Seth.
Senza baracche, rispose Harrington, il terreno
che occupano sarebbe inutilizzato. Quanti dollari di tasse
si incasserebbero allora? E non basta: non possiamo
aumentare le tasse a quelli delle baracche, senza aumentarle
a tutti. Ripulite la zona dalle baracche e dovrete
ripulire tutta la citt: saranno furibondi. No, cari
amici, a me non va di pagare per l'educazione dei figli
di un taglialegna, ma, ripeto, lasciate stare le baracche.
Per l'amor del cielo! grid il dottor Swain, perdendo
la pazienza bench, discutendo in precedenza
con Seth, si fossero ripromessi tutti e due di non perderla.
Non si tratta soltanto di tasse e del fatto che
quelle baracche sono un orrore. Sono malsane, sporche
come fogne, pericolose come paludi africane. La settimana
scorsa ci sono stato: niente servizi igienici, niente
acqua corrente, niente frigorifero, otto persone in
una stanza.  gi tanto se quei bambini vivono abbastanza
da riuscire ad andare a scuola.
Oh,  per questo che ti scaldi tanto, eh? rise Harrington.
Accidenti, lo so benissimo che tu e il tuo
amico Seth non vi preoccupate delle tasse.  l'idea che
qualche marmocchio sparuto si prenda il raffreddore
correndo fuori di casa a piedi nudi che ti preoccupa!
Sei un idiota, Leslie, disse il dottor Swain. Non
mi preoccupo dei raffreddori, ma del tifo e della polio.
Aspetta solo che capiti a qualcuno in quelle baracche, e
non ci vorr molto a mettere a repentaglio tutta la citt.
Ma di che stai parlando? domand Harrington.
Mai capitato niente di simile da queste parti. Sei una
vecchia zitella, Dott, e anche tu Seth.
Seth arross d'ira, ma prima che potesse parlare,
Partridge intervenne con calma.
Come diavolo pensate di stanarli dalle loro baracche,
se rifiutano di obbedire alle leggi, Seth? domand l'avvocato.
Non credo che molti di loro accetterebbero di andarsene, rispose Seth. Basterebbe che invece di berselo
tutto, adoperassero il loro denaro per installare almeno
i servizi igienici e l'impianto dell'acqua corrente.
Che vuoi fare, Seth? domand Harrington ridendo.
Vuoi trasformare Peyton Place in uno stato di polizia?
Sono d'accordo con il Dott, disse Seth. Sei proprio un idiota, Leslie.
Il viso di Harrington si oscur. Pu darsi, disse,
ma mi sembra che se pretendi di andare a dire a qualcuno
che deve fare questo, quello o quell'altro, sei molto
vicino a interferire con i suoi diritti di cittadino.
Oh Dio! gemette Seth.
Avanti, continua a darmi dell'idiota finch ti pare, disse Harrington in tono virtuoso, ma non mi
costringerai mai ad approvare una legge che obblighi
un individuo ad avere un determinato tipo di casa.
Seth e il dottor Swain lo guardarono sbalorditi di
tanta ipocrisia, ma prima che potessero parlare, Partridge,
pacifista nato, prese il mazzo di carte e cominci
a mescolarle.
Siamo venuti qui per giocare a poker, annunci.
E allora giochiamo.
Nessuno discusse pi l'argomento delle baracche di
Peyton Place. Alle undici e mezzo qualcuno propose di
giocare l'ultima mano e il dottor Swain fece le carte.
Apro, disse Harrington. Scrut le carte con la
fronte aggrottata, poi se le appoggi al petto.
Ci sto, disse Seth che teneva le carte a mazzetto
in una mano sola.
Partridge e il dottor Swain uscirono dal gioco e
Harrington rilanci.
Ancora, disse il giornalista spingendo dell'altro
denaro verso il centro del tavolo.
Va bene, disse in tono iroso Harrington. Ancora.
Il dottor Swain not con disgusto che Harrington
aveva incominciato a sudare.
Fetente taccagno, pens il dottore. Con tutto il suo
denaro si preoccupa di un giochetto da dieci dollari.
Di nuovo, disse freddamente Seth.
Accidenti a te, rispose Harrington. Okay. Ci
siamo. Vedo.
Colore, disse dolcemente Seth deponendo sul tavolo
tutti cuori.
Harrington, che aveva soltanto un re, divenne paonazzo.
Maledizione, esclam. L'unica volta che
ho tenuto duro stasera vinci tu.
S, disse Seth e lo guard. Di solito, alla fine,
vinco sempre io.
Harrington lo fiss:
Se c' qualcosa che odio di pi di uno che non sa
perdere,  chi non sa vincere.
Se guardi in uno specchio inevitabilmente vedrai
la tua immagine, non mi stanco mai di dirlo. Seth sorrise.
Leslie, e tu cosa dici?
Charles Partridge si alz e si stir. Be', ragazzi, le
ore volano. Me ne vado a casa.
Harrington non gli bad.
Chi ha in mano le carte migliori vince, Seth. Ecco
che cosa dico sempre io. Aspettami, Charlie, esco con te.
Quando Harrington e Partridge se ne furono andati,
il dottor Swain appoggi la mano sul braccio di Seth.
Peccato, amico, disse. Per, faresti meglio ad
aspettare di parlare con Jared e con Leighton, prima di
cominciare con la storia delle baracche sul tuo giornale.
Aspettare? Perch? domand irato Seth. Sono
anni che aspetto. Stavolta che aspettiamo, dottore?
Tifo? Polio?  il momento di agire.
Lo so, lo so. Ma farai bene ad aspettare un poco.
Devi educarli a un nuovo modo di pensare e, a volte,
ci vuole tantissimo tempo. Se parti male, ti si rivolteranno
tutti contro, come ha fatto Leslie stasera, e ti diranno
che quelle baracche sono l da anni e che non abbiamo
mai avuto epidemie.
Un accidenti, Dott. Chiss, forse una buona epidemia
risolverebbe tutto. Forse la citt starebbe meglio
senza tutta quella gente che vive nelle baracche.
Nulla  pi caro della vita, Seth, disse brusco il
dottor Swain. Anche le vite vissute nelle nostre baracche.
Ti prego, disse Seth, di nuovo di buon umore, potresti
almeno definirle campeggi o residenze estive!
Sobborghi! esclam il dottor Swain. Ecco, perdio!
Domanda: Dove vivete, signore?risposta: Vivo
nei sobborghi e lavoro a Peyton Place.
Risero. Bevi qualcosa, prima di andartene, disse Seth.
Sissignore, sobborghi, riprese il dottore. Potremmo
battezzare le propriet. Che te ne pare di Pino
Solitario o Collina Ridente o Casetta Mia?
Hai dimenticato Cime dell'Acero o i Pioppi!
Ma non era divertente, pensava il dottor Swain
mezz'ora dopo, durante la sua solita passeggiata prima
di rientrare.
Usc da Chestnut Street e si diresse a sud. A circa
mezzo chilometro dalla citt, incontr la prima baracca.
Una luce fioca splendeva a una finestrella e il fumo
si arricciolava uscendo dal camino di latta. Il dottor
Swain si ferm in mezzo alla strada sassosa e guard il
piccolo edificio di compensato annerito che ospitava
Lucas Cross, sua moglie Nellie e i loro tre figli. Il dottor
Swain c'era stato e sapeva che l'abitazione consisteva
di un solo stanzone, dove la famiglia mangiava,
dormiva e viveva.
Dev'essere gelido, d'inverno, pens il dottore e aveva
detto il meno della casa che ospitava la famiglia
Cross.
Stava per tornare verso la citt, quando un urlo acuto
echeggi nella notte.
Cristo! esclam il dottor Swain e corse verso la
baracca, immaginando chiss quali incidenti e maledicendosi
per non aver l'abitudine di portare sempre con
s la valigetta del pronto soccorso. Quando raggiunse
la porta, la voce di Lucas Cross echeggi.
Maledetta figlia di puttana, urlava l'uomo ubriaco,
dove l'hai messo?
Ci fu un gran tonfo, come se qualcuno fosse caduto
o fosse stato spinto gi da una sedia.
Te l'ho detto mille volte, rispose la voce lamentosa
di Nellie. Non ce n' pi, l'hai bevuto tutto.
Maledetta puttana bugiarda, grid Lucas. L'hai
nascosto. Dimmi dov' o ti riempio di botte.
Nellie grid di nuovo, un grido acuto e stridente. Il
dottor Swain si allontan, con un vago senso di nausea.
Forse il tacito accordo secondo cui ognuno deve badare
ai fatti propri non  una cattiva idea, ma a volte
sento di non crederci, pens.
Si incammin verso la strada, ma aveva fatto appena
pochi passi, quando inciamp in una persona accasciata
per terra.
Santo cielo, esclam. Si chin e afferr la ragazzina
per un braccio. Che diavolo ci fai qua fuori
al buio?
La ragazzina si svincol. Che cosa ci fate voi, Dott, disse imbronciata, nessuno vi ha mandato a chiamare.
Nella luce fioca che usciva dalla finestrella della baracca,
il dottore riusciva a stento a vedere il viso della
bambina.
Oh, disse, sei Selena. Ti ho visto in citt con
la piccola MacKenzie, vero?
S, rispose Selena. Allison  la mia migliore
amica. Sentite, Dott. Non andate a raccontare una sola
parola, del pandemonio di questa sera, capito? Allison
non potrebbe capire una cosa simile.
Va bene, non dir una sola parola a nessuno. Sei
la figlia maggiore, no?
No, il maggiore  mio fratello Paul.
E dov' Paul? domand il dottore. Perch non
li fa smettere di litigare?
 andato a trovare la sua ragazza in citt, rispose
Selena. E poi  inutile. Nessuno riesce a fermare
Pa', quando si ubriaca e attacca a litigare.
La ragazza s'interruppe e fischi piano. Un bambino
usc correndo da dietro un albero.
Esco sempre quando pap attacca, disse Selena.
E porto via anche Joey, cos pap non se la prende con lui.
Joey era piccolo e magro. Doveva avere circa sette anni.
Si nascose dietro la sorella e sporse timidamente la testa
a guardare. Un'ira violenta prese il vecchio dottore.
Li far smettere io! esclam e si diresse verso la
porta della baracca.
Selena gli corse davanti e gli appoggi le due mani
sul petto.
Volete farvi ammazzare? sussurr terrorizzata.
Nessuno vi ha chiamato, Dott. Meglio che torniate
in Chestnut Street.
Un gemito continuo usciva ora dalla baracca, ma gli
urli erano cessati e Lucas taceva.
 tutto finito, disse Selena, se entraste adesso,
lo fareste arrabbiare di nuovo. Meglio che ve ne andiate,
dottore. Per un attimo il dottore esit, poi sollev
il cappello.
Va bene Selena, disse, me ne vado. Buona notte.
Buona notte, Dott.
Stava gi allontanandosi, quando la ragazza lo rincorse.
Gli mise una mano sul braccio.
Dott, disse, Joey e io vi ringraziamo. Siete stato
gentile a fermarvi.
Come una signora che saluta gli ospiti dopo il ricevimento,
pens il dottore. Siete stato gentile a venire.
Va bene, Selena. Fammi sapere, se hai bisogno di me.
Joey era sempre dietro alla sorella, ma non apr bocca.
...
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...
CAPITOLO 7.
...
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...
Lucas Cross aveva vissuto tutta la vita a Peyton Place,
come anche suo padre e suo nonno prima di lui. Lucas
non sapeva da dove venissero i suoi antenati e non se
ne preoccupava affatto, perch non ci pensava mai. Se
qualcuno glielo avesse domandato, sarebbe rimasto sconvolto
dalla stupidit della domanda e avrebbe risposto alzando
le spalle Abbiamo sempre vissuto qui.
Lucas era un taglialegna occasionale, personaggio
molto comune nel New England settentrionale. I professionisti
consideravano le foreste con rispetto, perch
la generazione precedente le aveva rovinate, spogliandole
senza pensare al rimboschimento.
Gli uomini come Lucas, consideravano il lavoro nei
boschi un sistema qualsiasi per procurarsi da mangiare,
una specie di ultima risorsa in caso di estremo bisogno.
Quando tutti gli altri sistemi fallivano e ci voleva
del denaro in fretta, si poteva sempre lavorarsi i
boschi. I professionisti disprezzavano gli uomini come
Lucas e assegnavano loro i compiti secondari, come
accatastare i ceppi sugli autocarri, legare le catene
e scaricarli alle segherie. Nel New England settentrionale,
Lucas era considerato un taglialegna, ma in altri
stati dell'America lo avrebbero chiamato Okie cafone
dell'Oklahoma, fannullone o miserabile sottoproletario
bianco. Faceva parte della vasta fratellanza che
lavora quando capita, procrea molti bambini con una
moglie stracciona e installa la sua numerosa famiglia in
abitazioni fatiscenti, scardinate e provvisorie.
In un'ra di istruzione gratuita, il boscaiolo del New
England settentrionale riceveva una formazione limitata
o nulla. Veniva pagato in contanti perch non era
in grado di firmare gli assegni. Quello che il boscaiolo
sapeva, l'aveva imparato per caso, perch era quasi
sempre ubriaco di vino scadente o di whisky di pessima
qualit. Viveva in sconquassate catapecchie di legno,
coperte di latta, con le persiane di cartone, prive
di acqua corrente e di servizi igienici. Beveva, picchiava
sua moglie e maltrattava i figli, ma aveva una
qualit che gli faceva perdonare tutti i difetti, secondo
lui. Pagava i conti. Far debiti, era considerato un grave
peccato da uomini come Lucas Cross e dietro questo
fatto si nascondevano gli abitanti della piccola citt
settentrionale del New England, dalle abitudini pi
normali, quando si trovavano ad affrontare il problema
degli abitatori di baracche.
Sono brava gente, dicevano, soprattutto ai turisti.
Pagano i debiti e le tasse e badano ai fatti loro.
Non danno nessun fastidio.
Le istituzioni benefiche si disinteressavano della miseria
di quei boscaioli. Se un bambino moriva per il
freddo o la mancanza di nutrimento, la consideravano
una disgrazia, ma non valeva certo la pena di sollevare
un vespaio. Lo stato lasciava perdere, perch nessuno
aveva mai richiesto aiuti di natura materiale per i residenti
delle baracche che continuano a espandersi, come
piaghe purulente nel corpo del New England settentrionale.
Lucas Cross era diverso da molti altri boscaioli perch
aveva un mestiere e lo esercitava, quando qualcuno
lo blandiva con del liquore o con del denaro. Era un
abile falegname ed ebanista.
Mai visto niente di simile in vita mia, disse Charles
Partridge, quando Lucas si lasci convincere a costruire
una credenza per la signora Partridge. Ecco
che arriva Lucas, non era ubriaco, badate bene, ne aveva
bevuti solo un paio. Aveva quel suo metro pieghevole,
esatto quanto un orologio da due dollari. Be', si
 seduto, ha dato un paio di occhiate alle pareti di cucina,
poi si  messo a misurare e a imprecare. Ha attaccato
a segare e a tagliare. Be', sono i pi bei mobili
da cucina che ci siano a Peyton Place, guardate.
La credenza di legno di pino si adattava alla perfezione
entro gli spazi tra le finestre. Brillava lucida come
seta.
Lucas Cross aveva compiuto gran parte dei lavori
nell'interno delle case di Chestnut Street e quello che
non aveva fatto lui, lo aveva fatto suo padre.
I Cross sono dei gran falegnami, bisogna riconoscerlo, dicevano in citt.
Quando sono sobri, aggiungevano.
Mia moglie vorrebbe che Lucas le costruisse una
credenza per la sala da pranzo, quando avr finito di
lavorare nei boschi.
Dovr fargli prima passare la sbornia. Tutto quello che guadagna nel bosco, se lo fa fuori in una sbornia
colossale, poi si guarder intorno alla ricerca di lavoro.
Sono tutti cos, quelli delle baracche. Lavorano per
un po', si ubriacano finch hanno denaro, poi lavorano
e daccapo si ubriacano.
Ma sono brava gente, per. Non danno nessun fastidio.
Pagano i loro debiti.
Seth Buswell, quando si abbandonava a considerazioni
filosofiche, diceva: Chiss perch i nostri boscaioli
bevono. Non hanno abbastanza fantasia per inventarsi
dei fantasmi e dover bere per scacciarli. Chiss
a che cosa pensano. Probabilmente hanno sogni e
speranze come noi, ma almeno all'apparenza s'interessano
solo di liquori, sesso e cibo, in quest'ordine.
Bada a come parli, amico, diceva il dottor Swain,
quando parli cos, salta fuori la vecchia educazione
di Dartmouth.
Scusa, diceva Seth e tornava al dialetto della sua
gente, la sola ipocrisia che egli accettasse coscientemente.
Forse i nostri boscaioli sono un gregge pacifico, diceva Seth, animali domestici.
Meno Lucas Cross, osservava il dottor Swain.
 un poco di buono. Ha qualcosa, non saprei definirlo,ma mi fa uno strano effetto. Assomiglia a uno sciacallo.
Lucas  un brav'uomo, Dott, diceva Seth, hai
le allucinazioni.
Lo spero, ma temo che non sia cos.
...
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CAPITOLO 8.
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...
Selena Cross giaceva sulla branda che le serviva da
letto, accanto al muro dell'angolo cottura. Aveva tredici
anni ed era ben sviluppata. Le curve del seno e dei
fianchi si intravedevano sotto gli abiti troppo corti e
sdruciti. Gran parte di quello che indossava, proveniva
dalle famiglie abbienti di Peyton Place, dono delle
caritatevoli signore della chiesa congregazionalista.
Selena aveva lunghi capelli neri, ondulati e morbidi, occhi
scuri leggermente a mandorla, la bocca rossa e carnosa,
bei denti candidi. La sua pelle, pura, manteneva
un'abbronzatura color miele anche durante i lunghi mesi dell'inverno.
Mettetele un paio di anelli d'oro alle orecchie, diceva la signorina Thornton, e sar una zingara perfetta.
Selena era saggia, della saggezza che si impara nella
povert e nello squallore. A tredici anni, aveva ben poche
illusioni. A volte guardava sua madre, Nellie, e si
diceva, me ne andr, non diventer mai come lei.
Nellie Cross era tozza e grassa, del grasso flaccido e
malsano di chi mangia troppe patate e troppo pane. Aveva
pochi capelli, e li teneva legati a crocchia sul collo non
molto pulito. Le mani, sempre sporche, erano ruvide,
screpolate e nodose, con le unghie nere e spezzate.
Me ne andr, pensava Selena, non diventer mai come lei.
Ma la miseria e lo squallore le stavano attorno, sempre
pronte a sussurrarle: Ah s? Te ne andrai? E come
farai ad andartene? E dove andrai e che cosa farai,
poi, anche se riuscissi ad andartene?
Se Lucas non c'era o era sobrio, Selena diventava
pi ottimista. Oh, ce la far. In qualche modo, riuscir ad andarmene.
Ma era quasi sempre come quella sera. Selena, dalla
sua branda, sentiva suo fratello Paul che russava e il
respiro affannoso di Joey che dormiva in una branda
come la sua. Ma questi suoni non coprivano altri rumori
pi forti che provenivano dal letto matrimoniale
in fondo alla baracca. Selena ascoltava Lucas e Nellie
che si accoppiavano. Lucas non parlava, ma grugniva,
come un maiale, pens Selena, e ansava come un vaporetto.
Nellie restava muta. Selena ascoltava e si mordeva
le labbra pensando: Fate presto, per l'amor del
cielo. Lucas grugniva e soffiava sempre pi forte e le
vecchie molle del letto cigolavano a pi non posso. Poi
Lucas squitt come un vitello tra le mani del macellaio e tutto fin.
Selena affond il viso nel cuscino odoroso di muffa e pianse silenziosamente.
Me ne andr, pens piena d'ira, me ne andr da questo schifo.
Il suo vecchio nemico, lo squallore, non si diede
neanche la pena di rispondere. Rimaneva l, accanto a lei, senza dire nulla.
...
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CAPITOLO 9.
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...
Allison Mackenzie non era mai stata a casa di Selena.
Si avviava lungo la strada sassosa che portava alla
baracca e Selena usciva di casa, andandole incontro.
Molte volte Allison si era domandata perch non la invitassero
mai a entrare, ma non aveva mai osato parlarne
a Selena. Lo aveva domandato a sua madre, ma
Constance sosteneva che Selena si vergognava della sua
casa e Allison non ne aveva pi parlato con lei. Constance
non riusciva a capire che Selena era perfetta e
sicura di s e che soltanto lei, Allison, poteva provare
vergogna. Tuttavia ad Allison pareva strano che non
l'avesse mai invitata a entrare. Selena, di solito, era
sempre pronta e le correva incontro, quando la vedeva
arrivare. A volte, invece, usciva dall'ovile, dove Lucas
allevava poche pecore e allora le gridava: Aspetta un
momento, Allison, devo lavarmi i piedi! ma non la
invitava mai a entrare. Il piccolo Joey trotterellava sempre
dietro alla sorella, ma quel sabato pomeriggio
Selena usc di casa da sola.
Ciao, Selena, disse Allison, dimentica del cupo
timore del pomeriggio precedente.
Ciao, cara, rispose Selena con quella sua voce
profonda che Allison trovava tanto affascinante. Che
cosa si fa?
Era una domanda retorica. Tutti i sabato pomeriggio
passeggiavano per le strade e guardavano le vetrine,
fingendo di essere gi grandi e sposate a uomini famosi.
Studiavano le merci esposte, discutevano e sceglievano
quello che avrebbero comperato per loro stesse,
per le loro case e per i loro bambini.
Quel vestitino sarebbe delizioso per il piccolo
Clark, signora Gable.
E in tono disinvolto: Da quando ho divorziato dal
signor Powell, non mi interessano pi molto i vestiti.
Spendevano tutto quello che Allison riusciva a ottenere
da sua madre in cianfrusaglie, riviste cinematografiche
e gelati. A volte Selena aveva un po' di denaro,
guadagnato aiutando qualche signora della citt, allora
andavano al cinema, allo Ioka Theater. Poi
andavano a mangiare panini al pomodoro e alla lattuga
nel Drugstore di Prescott. Allora, invece di fingersi
sposate a star del cinema, immaginavano di essere
due signore benestanti che avevano fatto una passeggiata
e ora prendevano una tazza di t, mentre i loro
bambini dormivano pacifici nelle carrozzine, fuori del
negozio di Prescott. Allison prendeva una cannuccia,
la spezzava a met e, tenendola come se fosse una sigaretta,
intavolava quella che considerava una conversazione
da adulti.
Le piaceva molto ripetere i piccoli aneddoti cittadini,
abbellendoli a modo suo e togliendosi immaginari
pezzetti di tabacco dalla punta della lingua, con gesti
affettati. Selena l'ascoltava ammirata, commentando
con degli: Oh! e: Oh santo cielo! o degli increduli:
Noo!
Quando il signor Beane decise di aprire il cinematografo,
non aveva abbastanza soldi cos li ha presi in
prestito da un certo Kelley, un irlandese. Per questa
ragione il cinema si chiama Ioka che vuol dire I Owe
Kelley All (devo tutto a Kelley).
Oh santo cielo! E il signor Beane ha restituito il
denaro al signor Kelley? domand.
Oh, certo, rispose Allison. Poi, dopo un attimo
di pausa durante il quale le venne in mente una risposta
migliore, aggiunse: No, aspetta un momento. No,
non ha mai restituito niente al signor Kelley. Si  liquidato
con i fondi.
Selena abbandon per un attimo il personaggio e
protest indignata: Che vuol dire, liquidato? Quando
Allison usava parole ignote, Selena lo considerava
un colpo basso e sospettava che le inventasse di sana
pianta.
Ma s, disse Allison, liquidato. Dileguato. S,
il signor Beane si  liquidato con i fondi e il signor Kelley
non ha pi rivisto un soldo.
Allison MacKenzie, te lo sei inventato! protest
Selena; dimentica ormai del gioco. Ho visto Amos
Beane in Elm Street proprio ieri. Hai inventato tutto!
S  vero! rispose, Allison ridendo.
Dileguato, disse severamente la signora Prescott
da dietro il banco. E non ha mai fatto niente di simile.
Ecco come nascono i pettegolezzi, signorina. Indegne
bugie, moltiplicate, divise e moltiplicate di nuovo.
S, signora, disse Allison mortificata.
I pettegolezzi sono come le amebe continu la
signora Prescott. Si moltiplicano, si dividono e si moltiplicano.
Allison e Selena, prese da un attacco d'ilarit, corsero
fuori abbandonando i loro panini mezzi mangiati. Si
abbracciarono, ridendo come pazze, mentre la signora
Prescott le guardava indignata attraverso la vetrina.
Ogni sabato, verso sera, le due ragazze andavano a
casa di Allison e passavano ore incantevoli a truccarsi
con dei cosmetici che si erano procurate mandando i
tagliandi delle riviste alle ditte che offrivano campioni gratuiti.
Questo prugna  proprio il colore di rossetto che fa per te, Selena.
E Selena, con una bocca che sembrava imbrattata di succo d'uva nera:
Questa Cipria Orientale ti sta divinamente. Hai una carnagione deliziosa.
E Allison, scrutando la propria immagine nello specchio
che sembrava quella di un indiano ammalato, diceva:
Davvero, lo pensi proprio? Non lo dici tanto per dire?
No, sinceramente. Ti fa risaltare gli occhi.
Il gioco doveva smettere prima del ritorno di Constance.
Lei diceva sempre in un tono severo che il trucco
dava un'aria molto volgare alle ragazzine, e Allison
sentiva svanire tutta l'allegria del piacevole pomeriggio
e s'immalinconiva.
Selena rimaneva sempre a cena, il sabato sera. Constance
di solito preparava qualcosa di semplice, come
uova strapazzate e salsicce, che per Selena rappresentavano
un lusso incredibile, come ogni cosa in casa
MacKenzie... bello e lussuoso.
Le piacevano i mobili d'acero chiaro e le poltrone di
chintz a fiorami e si domandava spesso come diavolo
potesse sentirsi infelice Allison in una casa come quella,
con una deliziosa madre bionda e una camera da letto
rosa e bianca tutta per s.
Le due amiche trascorrevano cos tutti i sabato pomeriggio,
ma quel giorno una strana inquietudine, un
desiderio di contraddire, imped ad Allison di rispondere
come al solito alla domanda di Selena su cosa fare.
Oh, non lo so, camminiamo, disse invece.
E dove andiamo? domand Selena. Non possiamo
andare a zonzo senza fermarci da nessuna parte.
Andiamo al negozio di tua madre.
Selena adorava andare al Thrifty Corner. A volte
Constance le permetteva di guardare quei meravigliosi
abiti che pendevano dalle grucce imbottite di seta bianca.
No, rispose Allison decisa. Preferiva andare
ovunque, fuorch nel negozio di sua madre. Vuoi
sempre fare le stesse cose! Andiamo da qualche altra
parte.
Be' e dove, allora? insistette Selena.
Conosco un posto, disse Allison in fretta.
Conosco il pi bel posto del mondo. Ma  un segreto e
non devi dire a nessuno che ti ci ho portato. Promesso?
Selena rise. E dov'? Mi porti al castello di Samuel
Peyton?
Oh no! Non ci andrei mai! Avrei paura. Tu no?
No, disse secca Selena. Io no. I morti non possono
farti del male. Devi aver paura dei vivi, non dei
morti.
Be', non parlavo del castello. Andiamo. Vedrai.
Andiamo, acconsent Selena, ma se non mi piace,
mi volto e torno indietro. Ho un dollaro e un quarto,
ho stirato per la signora Partridge. Sono usciti i nuovi
Photoplay e Silver Screen.
Avanti, andiamo, disse Allison, impaziente.
S'incamminarono sottobraccio, attraversarono la
citt e salirono verso il Memorial Park. Allison si sentiva
eccitata, come prima di Natale, quando aveva preparato
un regalo speciale per qualcuno. Provava quella
speciale felicit che si prova quando si spartisce qualcosa
di molto prezioso con un caro amico.
Ecco Ted Carter, disse Allison, in un sussurro,
bench il ragazzo fosse dalla parte opposta del parco e
non potesse udirla. Fa' finta di non vederlo.
Perch? domand Selena ad alta voce.  simpatico.
Perch dovrei fingere di non vederlo?
Perch ti sta dietro, ecco perch, sibil Allison.
Sei matta.
Non  vero. Non devi aver niente a che fare con
Ted Carter, Selena. Viene da una famiglia terribile. Ho
sentito mia madre parlare con la signora Page, del padre
e della madre di Ted. La signora Page ha detto che
la signora Carter non  altro che una gualdrina.
Vuoi dire sgualdrina? domand Selena.
Ssst! sussurr Allison. Ti sente. Non so che
cosa volesse dire la signora Page, ma mia madre  diventata
tutta rossa, deve essere qualcosa di terribile,
come ladra o assassina!
S, forse  cos, mormor Selena e scoppi a ridere.
Ciao, Ted! disse al ragazzo che era quasi alla
loro altezza. Che fai?
Quello che fate voi. Il ragazzo sorrise. Cammino
e basta.
E allora cammina con noi, lo invit Selena, senza
badare al gomito di Allison che le premeva contro
le costole.
Non posso, rispose Ted, devo andare a comperare
della roba per mia madre.
Bene, se non puoi non puoi, disse Selena.
Andiamo, mormor Allison.
Ciao, Ted, disse Selena.
Ciao, rispose Ted, ciao, Allison.
Le ragazze salirono verso il parco e Ted si diresse
verso la citt. Quando arriv in fondo alla strada, si
volse a guardare.
Ehi, Selena, grid.
Le ragazze si volsero e Ted agit una mano.
Ci vediamo eh, Selena! grid Ted.
Certo! rispose Selena e lo salut con la mano.
Ted si volse e scomparve oltre la curva.
Visto! disse Allison furibonda. Visto! Te l'avevo
detto: ti sta dietro!
Selena si ferm e la guard in faccia. La guard ben
bene e a lungo.
E allora? domand infine.
Il pomeriggio non prometteva niente di buono. Per
la prima volta, da quando erano diventate amiche, non
andavano d'accordo.
Che cosa c' che non va? si domandava Allison, che
non riusciva a capire come si potesse rimanere indifferenti
davanti alla bellezza della natura.
Chiss che cosa le prende? pensava Selena, che non
riusciva a capire come si potesse infischiarsene di una
passeggiata in citt, tra i negozi e il movimento. Ma
Allison era piena di idee strane. Come quando voleva
starsene da sola o si immalinconiva sul padre morto.
In fondo, pensava Selena, suo padre era morto quanto
quello di Allison, ma nessuno l'avrebbe mai colta a
sognare davanti a una fotografia. Non sapeva neanche
che faccia avesse. Era stato ucciso in un incidente sul
lavoro due mesi prima della sua nascita e Nellie non
aveva fotografie incorniciate sul caminetto. Lucas
Cross era il solo padre che Selena conoscesse. Era rimasto
vedovo con un figlio e Nellie lo aveva sposato
quando Selena aveva sei settimane. Paul non era suo
fratello, come non lo era Joey, ma non gliene importava
niente. Se Allison fosse al mio posto, scommetto che
non farebbe altro che parlare di fratellastri e patrigni
eccetera. Chiss che cos' che la fa soffrire cos tanto.
Allison si chiedeva se per caso Selena non fosse sul
punto come diceva sua madre di perdere la testa per
i ragazzi. Certo, aveva una gran fretta di tornare in
citt. Forse sperava di incontrare Ted Carter in qualche
negozio. Allison, accigliata, s'incammin per il lungo
declivio, oltre il parco. Selena la segu.
A Selena non piaceva affatto il Termine della strada
ed espresse la sua opinione, chiara e netta, appena
furono sulla cima della collina.
Il solito dirupo che c' sempre stato, disse Selena,
quando Allison le indic la palizzata. Perch non
dovrebbe esserci, a rischio che qualcuno si ammazzi?
Allison stava per piangere, come se l'avessero schiaffeggiata
ingiustamente. Come se avesse regalato a qualcuno
una pelliccia di visone o un braccialetto di diamanti,
o roba altrettanto preziosa, per sentirsi rispondere:
Oh ne ho gi tanti a casa da non sapere che
farmene.
Non sono che boschi, osserv Selena poco dopo
e si rifiut di andarci con Allison. Ma che ci vado a
fare nei boschi? Di legna ne vedo abbastanza intorno
a casa, ogni giorno della settimana, ne ho fin sopra i
capelli.
Sei cattiva, Selena, grid Allison. Sei cattiva
e odiosa!  un posto speciale, segreto. Non ci viene
mai nessuno all'infuori di me e io ti ci ho portato perch
ti consideravo un'amica.
Oh, non fare la bambina, disse Selena seccata.
E che vuol dire, non ci viene nessuno all'infuori di
te? I ragazzi ci portano le ragazze in automobile, tutte le sere.
Bugiarda! grid Allison.
No, protest Selena indignata. Domandalo a chi vuoi. Te lo diranno.
No, non  vero, insistette Allison. Che dovrebbero
venirci a fare, di notte, non si pu passeggiare
nei boschi di notte!
Selena alz le spalle. Lasciamo perdere, disse in
tono pi gentile. Non prendertela con me, torniamo in citt.
Lo hai gi detto cento volte, esclam Allison adirata.
Va bene, torniamo in citt.
Constance non approvava del tutto l'amicizia di sua
figlia con la figliastra di Lucas Cross; aveva tentato di
interromperla, ma Allison, in lacrime, aveva protestato
perch Selena era la sua unica amica, non ne aveva
altre al mondo e Constance aveva ceduto. Ma non era
mai riuscita a rispondere in modo soddisfacente alle
domande di Allison.
Non ho mai detto che Selena non mi piace,  solo
che... e qui doveva fermarsi alla ricerca delle parole adatte.
Solo che cosa, mamma? insisteva Allison.
Constance alzava le spalle, incapace di spiegare che
cosa c'era in Selena che la disturbava.
Con tutte le ragazze carine che ci sono in citt...
aveva cominciato a dire una volta, ma l'espressione
e la domanda di Allison l'avevano interrotta.
Non trovi che Selena  carina?
Non ho detto questo, aveva detto Constance, alzando
le spalle rassegnata. Non importa.
E cos l'amicizia tra Selena e Allison era continuata,
piena e felice, fino a quel sabato pomeriggio quando,
per la prima volta, le due ragazze desideravano
qualcosa di diverso e nessuna delle due riusciva a capire l'altra.
Percorsero prima un marciapiede poi l'altro in Elm
Street, guardando i negozi, senza riuscire a giocare al
gioco che le aveva tanto divertite un tempo.
Andiamo al negozio di tua madre, propose infine
Selena.
Ma Allison rifiut, delusa perch non aveva potuto
passare il pomeriggio nel luogo che amava tanto.
Perch non ci vai tu, se ci tieni tanto? sugger,
pur sapendo che Selena non osava andarci senza di lei.
Entrarono in tutti i negozi a buon mercato, passarono
in rivista tutti i banchi, ammirando avide gli scaffali
pieni di cosmetici e le vetrine della bigiotteria e
ascoltando le canzoni nel reparto musica. Comperarono
un immenso gelato alla banana e Allison sent che
il buonumore le ritornava.
Se vuoi ora possiamo andare da mia madre, propose.
No, non importa. Andiamo a casa tua.
Ma no, se vuoi andare al negozio, ci vengo volentieri, davvero.
Va bene allora.
Appallottolarono i tovagliolini di carta e li lanciarono
nelle coppette e tutto torn improvvisamente come prima.
Constance MacKenzie le salut da dietro il banco della maglieria.
Ci sono dei nuovi abiti da sera, disse, l, nella seconda vetrina.
Selena, come in trance, and verso i meravigliosi vestiti
che pendevano dalla rastrelliera. Sembravano centinaia,
uno pi bello dell'altro. Rimase incantata a guardarli,
desiderando disperatamente di sfiorare con le dita i morbidi tessuti.
Allison, ferma davanti alla vetrina, guardava il traffico
di Elm Street. Sempre cos. Doveva starsene ad
aspettare per delle ore che Selena guardasse tutto quello che c'era nel negozio.
Constance fin di occuparsi di una cliente e si avvicin
a Selena, con l'intenzione di prendere uno degli
abiti nuovi per mostrarlo ad Allison. L'espressione incantata
sul viso di Selena la colp. Le labbra socchiuse,
gli occhi sognanti le ispirarono una pena acuta, ma capiva
che una ragazza guardasse cos un bell'abito. Allison
aveva quel viso soltanto quando leggeva.
Ecco, disse Constance in un impulso improvviso.
Questo  della tua taglia. Provatelo, se vuoi.
Le porse un abito bianco dalla gonna rigonfia. Gli occhi
le si riempirono di sciocche lacrime alla vista dell'espressione
di gratitudine che apparve in viso a Selena.
Davvero, signora MacKenzie? Posso toccarlo?
Come fai a provartelo senza toccarlo? rispose
Constance, sperando che non si accorgesse del tremito
nella sua voce.
Pochi minuti dopo Selena usc dallo spogliatoio
splendente nell'abito bianco. Perfino Allison rimase
senza fiato.
Oh Selena, grid, come sei bella! Sembri proprio
una principessa!
No, non  cos, pens Constance e seppe che cosa la
disturbava in Selena Cross.
 una donna, a tredici anni, sembra una bella donna
sensuale e curata.
Quella stessa sera, mentre andava verso casa lungo
la strada sassosa, Selena assaporava ancora le frittelle
allo sciroppo d'acero e il caff, con panna vera. Vedeva
ancora la bella sala con le poltrone a fiorami, la raccolta
di riviste con tutti i numeri de The American
Home e Ladies' Home Journal. Pensava indignata
alla sua amica Allison che faceva tante storie per quella
fotografia. Non  bello?  mio padre!
 morto, ed  meglio cos, cara! le era venuta
voglia di dirle, ma aveva taciuto perch forse la signora
MacKenzie se ne sarebbe dispiaciuta e Selena non
avrebbe mai fatto niente che potesse offendere la madre di Allison.
Me ne andr, pens Selena arrivando allo spiazzo
davanti alla baracca. Un giorno me ne andr e da quel
giorno, porter sempre abiti meravigliosi e parler
con voce dolce come quella della signora MacKenzie.
Mentre si addormentava, ricordava come il fuoco
del caminetto avesse acceso splendenti riflessi nei capelli
di Constance. Non pens affatto a Ted Carter,
mentre invece Ted, nel suo letto, ricordava il viso di
Selena e il suo sorriso, quando gli aveva detto: E allora
cammina con noi.
Accidenti se non ci sarei andato, pensava Ted, se
non ci fosse stata quella smorfiosa di Allison. Le compere
per la mamma avrebbero potuto aspettare.
Selena, sussurr nel buio, Selena, ripet, assaporando
il nome.
Il cuore gli batteva in modo tanto strano. Provava
una curiosa sensazione, mista di paura e di attesa e di
qualcosa altro ancora, che era quasi dolore.
...
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...
CAPITOLO 10.
...
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...
Il dottor Matthew Swain era alto e ossuto e aveva una
folta capigliatura argentea. Andava fiero dei suoi capelli. Li spazzolava con cura e li esaminava attentamente
ogni mattina, per assicurarsi che non ingiallissero.
Ogni uomo ha diritto a una debolezza, si giustificava.
Isobel Crosby, che gli teneva in ordine la casa,
ringraziava il cielo che il dottore avesse una debolezza.
Non gliene importava di nient'altro. I suoi abiti
avevano sempre un gran bisogno di essere stirati. E insisteva
con quella terribile abitudine di mangiare nel
soggiorno. Le tazzine del caff, sparse per tutta la casa,
erano la disperazione di Isobel.
Non ci si rompe la schiena, a riportare una tazzina
vuota fino in cucina, protestava spesso lei. Non
vi affatichereste poi tanto a sollevare una tazza.
Se tutto quello che faccio di male  lasciare in giro
qualche tazza vuota, Isobel, potete considerarvi fortunata,
rispondeva il dottore.
Non sono soltanto le tazze, continuava Isobel.
Lasciate gli abiti dappertutto, cospargete la casa di
cenere di sigaro e le vostre scarpe hanno sempre l'aria
di uscire da un pantano.
Continuate a ringraziare il cielo, Isobel, diceva
il dottore. Preferireste occuparvi di un vecchio libertino?
Se non altro, non vi ritrovate ogni momento
con una mano infilata su per la gonna. O  questo che
vi dispiace?
E come se non bastasse, continuava Isobel, che
conosceva il dottore da troppi anni per scandalizzarsi
di qualsiasi cosa dicesse, avete un cervello balzano e
una lingua maligna.
Oh, andatevene a inamidare qualche camicia! rispondeva
il dottore irato.
A Peyton Place, tutti amavano il dottor Swain. I suoi
occhi dolci e azzurri, con sua immensa indignazione,
venivano definiti luccicanti. La sua bont d'animo
era nota in tutta la citt. Matthew Swain apparteneva
a una specie che sta scomparendo rapidamente, il medico
generico di una piccola cittadina. Considerava la
parola specialista una bestemmia.
S, sono uno specialista, aveva tuonato una volta
a un celebre otorinolaringoiatra. Sono specialista
in ammalati. E voi, che fate?
Aveva sessantanni e andava a far visite giorno e notte,
quando lo chiamavano, d'estate e d'inverno. Mandava
gli auguri di compleanno a ogni bambino che aveva
aiutato a nascere.
Non sei altro che un sentimentalone, gli diceva
sempre Seth Buswell. Auguri, che roba!
Al diavolo coi sentimenti! protestava il dottore
in tono bonario. Mi d una piacevole sensazione,
guardarmi indietro e vedere tutto il lavoro che ho fatto.
Lavoro, lavoro, lavoro, diceva Seth.  la parola
che preferisci. Forse speri di ispirarmi un complesso
d'inferiorit, facendomi notare la mia pigrizia.
Un giorno o l'altro, a forza di lavorare, lavorare, lavorare,
finirai morto stecchito. Come uno di quei dottori
dalla chioma argentea che si vedono nei film.
Balle, diceva il dottore. Gli attacchi di cuore
sono roba di tutti i giorni. Preferisco una bella ulcera
perforante.
Ripensandoci, riprese Seth, morirai per frattura
del cranio, inferta da una di quelle infermiere che
ti diverti a pizzicottare all'ospedale.
L'ospedale di Peyton Place era piccolo, ben equipaggiato
e costituiva l'orgoglio e la gioia del dottor
Swain. Lo dirigeva con abilit e lo guardava con la tenerezza
di un giovane innamorato. Il fatto che gli abitanti
dei paesi vicini lo preferissero ad altri ospedali,
lo riempiva di soddisfazione. L'ospedale apparteneva
alla citt, ma tutti lo chiamavano l'ospedale del Dott
Swain e le ragazze che vi seguivano un breve ma ottimo
corso d'infermiere, si chiamavano le ragazze del Dott.
Matthew Swain era un uomo buono e retto, amava
la vita e l'umanit. Il suo difetto, se ne aveva uno, era
la lingua spesso maligna, ma la citt lo perdonava, perch
era un ottimo dottore e anche se a volte parlava
bruscamente, diceva sempre la verit. Aveva un senso
dell'umorismo un po' pesante, spesso osceno, ma mai
scortese di proposito e la citt lo perdonava: il dottore
sapeva ridere anche di se stesso. Tutti lo amavano, meno
Marion, la moglie di Charles Partridge, perch il
dottore si rifiutava di lasciarsi affascinare dal suo comportamento.
Inutile darsi delle arie con il Dott, dicevano in
citt. Ha lo spillo sempre pronto per sgonfiarti.
Ma Marion Partridge non poteva e non voleva crederlo.
Cercava sempre di costringere Matthew Swain
a vederla come credeva di essere. Il dottore se ne infischiava
e lei lo definiva spesso un uomo impossibile.
Marion era una donna qualunque. Seth Buswell,
quando gli capitava di guardarla, pensava sempre che
era tutta qualunque.
Mediocre pensava Seth e questa parola descriveva
perfettamente Marion, dai capelli n castani n
biondi, alla figura qualsiasi, alla mente poco brillante.
Si chiamava Marion Saltmarsh ed era figlia di un ministro
battista sprovvisto di denaro. Suo fratello, John,
aveva deciso molto presto di seguire le religiose orme
del padre e a vent'anni era stato ordinato sacerdote.
John sognava di portare la religione ai popoli selvaggi
della terra e poco dopo l'ordinazione, era partito
come missionario. Intanto Marion, terminate le scuole,
promossa con voti mediocri, viveva con i suoi genitori,
pronta a offrire conforto ai poveri e ai disperati,
e ad arrotolare bende all'ospedale, ogni mercoled pomeriggio.
Negli anni che seguirono, Charles Partridge confess
di aver conosciuto Marion per caso e di averla sposata
in un momento di debolezza. Superati gli esami di
legge, era andato a fare una lunga vacanza nella cittadina
di mare, dove il reverendo Saltmarsh viveva con
la famiglia. Charles Partridge, che era congregazionalista,
si era recato ad assistere alle funzioni nella chiesa
battista del reverendo Saltmarsh pi per curiosit
che per bisogno di assistenza religiosa. Aveva visto per
la prima volta Marion mentre cantava in chiesa, nel coro,
con il volto sollevato e risplendente d'estasi. Charles
Partridge era rimasto senza fiato, convinto di aver
scoperto un angelo. Ma si sbagliava. Non erano n rapimento
n estasi quelli che splendevano sul volto di
Marion. Lui aveva la stessa espressione, sia che si trovasse
nella vasca da bagno o che mangiasse qualcosa
che le piaceva in modo particolare. La musica la commuoveva
solo sensualmente e le illuminava il viso mediocre
di una luce straordinaria, che lo faceva sembrare
bello per qualche momento.
Il giovane Charles Partridge, forse pi vulnerabile a
causa dei lunghi anni di studio che aveva dietro di s,
aveva incominciato subito a corteggiare Marion Saltmarsh.
Ad agosto, cinque settimane dopo il loro primo
incontro, si erano sposati e il primo settembre si erano
installati a Peyton Place, dove Charles doveva iniziare
la sua carriera.
Invecchiando, Partridge a volte si domandava se si
sarebbe sposato con tanta fretta se durante gli anni di
studio avesse potuto permettersi di frequentare le case
di dubbia fama che i suoi compagni decantavano con
tanto entusiasmo. Pensava di no.
Il successo gli era venuto facilmente e, col passar degli
anni, aveva accumulato denaro e ora possedeva la
casa di Chestnut Street. Marion si occupava di opere
di beneficenza. Le piaceva quella vita tranquilla, senza
la complicazione dei figli e le preoccupazioni di denaro.
Quando si sorprendeva a compiacersi del cambiamento
di situazione, dai tempi dell'infanzia, provava
un vago senso di colpa, che svaniva subito.
A Marion piacevano gli oggetti e si circondava di
ogni specie di bric--brac. Le dava un brivido di gioia,
aprire gli armadi della biancheria e contemplare i cumuli
di lenzuola e asciugamani. La forma, le proporzioni
e la qualit dell'oggetto le erano indifferenti, quello che le importava era riuscire a procurarselo e a possederlo.
Subito dopo il matrimonio, Marion lasci la chiesa
battista e pass alla chiesa congregazionalista perch
era considerata la miglior chiesa di Peyton Place. A
Marion sarebbe piaciuto molto creare una specie di comitato
per la distribuzione di tessere ai frequentatori
della chiesa. Odiava l'idea di appartenere a un'associazione,
fosse pure religiosa, che ammetteva gli indesiderabili
tra i propri membri e ruminava cupi pensieri
contro quelli che considerava inferiori.
Quella MacKenzie, disse al marito. Non venirmi
a dire che quella giovane vedova non si d da fare,
senza che nessuno lo sappia. Non venirmi a dire che
non fa gli occhi dolci a tutti gli uomini della citt.
Mia cara, rispose Charles Partridge, non ho
mai tentato di dirti nulla.
Ma quando Marion and a dire la stessa cosa a
Matthew Swain, il dottore la squadr, tuonando:
Che diavolo vuoi dire, Marion?
Ma, in fondo, una giovane vedova, che vive sola
in casa...
Ehi, Charlie, Marion si preoccupa per Connie
MacKenzie che vive sola. Perch non fai le valige e non
ti trasferisci da lei per un po'?
Oh, quel Matt Swain  un uomo impossibile, Charles.
Impossibile.
Senti, Marion, disse Charles Partridge. Matt
 un'ottima persona e un ottimo dottore.
Poco dopo i quaranta, Marion si avvide di certi sintomi
che la spaventarono e la preoccuparono. Chiam
il dottor Swain e questi la esamin attentamente e le
disse che era sana come un pesce.
Senti, Marion, non c' ragione di preoccuparsi.
Posso darti delle iniezioni, ma non posso far altro. 
la menopausa, non ci si pu fare niente.
Menopausa! grid Marion. Matt, sei impazzito?
Sono ancora giovane.
Quanti anni hai?
Trentasei.
Sei una bugiarda. Ne hai pi di quaranta.
Marion se la prese con suo marito. Gli disse che amico
o non amico, Matthew Swain aveva varcato la soglia
di casa sua per l'ultima volta. Poi and da un medico
di White River che la cur per dei disturbi di stomaco.
Che diavolo, Matt, disse Seth Buswell quando
Marion finse di non vedere il dottore incontrandolo
per la strada. Non speravi di essere adorato da tutti,
vero?
Non me ne importa niente. Chi potrebbe sperarlo?
Tu?
No, rispose Seth.
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CAPITOLO 11.
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...
L'estate indiana dur sei giorni esatti e poi se ne
and di colpo, come era arrivata. Le foglie dai colori
vivaci, battute dal vento e dalla pioggia, caddero a terra
come lacrime versate sui ricordi del passato. Perdettero
ben presto i loro colori, calpestate sui marciapiedi
e per le strade e divennero scure e morte, come
l'inverno che stava per arrivare.
Allison saliva al Termine della strada sempre pi
di rado, avvolta nell'impermeabile. Guardava rabbrividendo
gi verso la citt, nascosta dalla sottile foschia
grigia che annebbiava ogni cosa. Le colline, spoglie dei
loro colori, si ergevano nere all'orizzonte. E gli alberi
del bosco non sollevavano pi le braccia per gridarle:
Salve, Allison, salve! Chinavano stanchi i rami e
sussurravano: Va' a casa, Allison, va' a casa.
Era un momento triste, pensava Allison, tempo di
morte e di decomposizione; tutto aspettava con rassegnato
dolore le nevi che sarebbero venute a coprire le
ossa nude della morta estate.
Ma non era una stagione che riempiva Allison d'angoscia.
Non sapeva il perch, ma provava un'inquietudine,
un'insoddisfazione che nulla poteva calmare. Trascorreva
ore intere davanti al caminetto del soggiorno,
con un libro tra le mani, ma spesso dimenticava di leggere
e fissava incantata le fiamme danzanti. Altre volte
divorava pagine e pagine con una sete insaziabile.
Aveva scoperto in una cassa di vecchi libri due volumi
delle novelle di Maupassant. Le lesse e le rilesse; molte
non le cap, ma altre la fecero piangere. Non provava
nessuna simpatia per la signorina Harriet, ma aveva
il cuore pieno di dolore per i due vecchi che avevano
lavorato cos duramente e cos a lungo per
comperare un'altra Collana di diamanti. Leggeva come
le capitava e da Maupassant pass di colpo a James
Hilton. Lesse Addio, mister Chips e pianse per un'ora
nel buio della sua stanza pensando ossessivamente
all'ultima frase del libro: Dissi addio a Chips la sera
prima che morisse. Allison cominci a pensare a Dio
e alla morte.
Perch la brava gente, come Mister Chips, la Piccola
Fiammiferaia e suo padre dovevano morire come morivano
i cattivi? Dio era davvero come il reverendo
Fitzgerald lo dipingeva ogni domenica, dal pulpito della
chiesa? Era davvero buono, pietoso, amava davvero
tutti e ascoltava tutte le preghiere?
Dio ascolta ogni parola, diceva il reverendo Fitzgerald.
Ogni preghiera che sale a Lui.
Ma, si domandava Allison, se Dio era tanto buono
e potente, perch a volte non ascoltava?
Anche a questa domanda il reverendo Fitzgerald
aveva una risposta e, come tutte le sue risposte, suonava
vera dapprincipio, ma appena Allison si fermava
a pensarci, le venivano alla mente altre domande e le
risposte del sacerdote non avevano pi senso, ma parevano
vuote e contraddittorie.
Ascolta ogni parola, assicurava il reverendo Fitzgerald,
ma Allison si domandava: se davvero ascolta,
perch non risponde?
A volte, diceva il sacerdote, il Padre Onnipotente
deve respingerci. Come un affettuoso padre terreno,
deve negare qualcosa ai suoi figli per il loro bene,
cos il nostro Padre Celeste a volte ci respinge. Ma
agisce sempre per il nostro bene.
E allora, si domandava Allison, perch pregare? Se
Dio faceva sempre quello che giudicava giusto, perch
darsi la pena di chiedergli qualcosa? Se Dio pensa che
quello che si chiede  giusto, lo concede. Se non si prega,
ed  vero che Dio agisce soltanto a fin di bene, si
riceve in ogni caso quello che Dio ha deciso di concedere.
La preghiera, pensava Allison,  completamente
ingiusta, una faccenda poco sportiva, con tutti i vantaggi
da una parte sola.
Da bambina, aveva pregato e pregato che suo padre
le fosse restituito, ma non era accaduto nulla. Le era
parso irragionevole che un Dio affettuoso che poteva
compiere miracoli a volont, permettesse a una bambina
di restare senza padre. Ora che aveva dodici anni,
lo trovava ancora irragionevole e ingiusto.
Allison guardava il grigio cielo d'ottobre e si chiedeva
se fosse possibile che Dio non esistesse affatto,
come non esistevano le fate e gli gnomi.
Vagava per le strade della citt come se cercasse
qualcosa e quando si fermava a domandarsi che cosa
cercasse, provava una cupa sensazione di vuoto e di
inutilit. Sognava vaghi sogni incompleti che venivano
puntualmente frantumati e ogni giorno aspettava
con ansia l'indomani.
Vorrei che fosse di nuovo giugno, diceva a sua
madre, per fare l'esame di licenza.
Allison, non desiderare che il tempo passi, le rispondeva
Constance. Passa gi tanto in fretta. Presto
ti guarderai indietro, e questi anni ti sembreranno
i pi belli della tua vita.
Ma Allison non le credeva.
Non aver fretta, Allison, ripeteva Constance e
si guardava allo specchio, cercando le piccole rughe agli
angoli degli occhi. Il mese prossimo avrai tredici anni
Possibile? Tredici? Di gi? Ed erano quattordici,
lo aveva quasi dimenticato. Daremo una piccola
festa, le disse.
Oh, ti prego mamma, protest Allison, le feste
di compleanno sono roba da bambini!
Pochi giorni dopo cambi idea: Forse sarebbe bello dare una festa, e Constance alz gli occhi al cielo,
domandandosi se avesse attraversato anche lei quella
fase di incertezze e di mutamenti improvvisi.
Se l'ho attraversata anch'io, si disse amaramente,
non mi stupisco che la mia povera mamma sia morta
giovane.
E ad Allison rispose: Va bene, cara. Invita pure i
tuoi amichetti, penso io a tutto il resto.
Allison fu sul punto di gridare che non voleva pi
fare una festa, se sua madre chiamava amichetti i
suoi compagni di scuola. Ma non se ne rendeva conto?
Avrebbe compiuto tredici anni tra due settimane e stava
per entrare nel periodo che le riviste chiamavano
adolescenza. Allison non sapeva come pronunciare
quella parola, che aveva letto ma mai sentito dire da
nessuno, e le dava la stessa sensazione di mistero
dell'espressione entrare in convento.
Allison si accorgeva dei cambiamenti che avvenivano
in lei, come li notava negli altri. Considerava la statura
qualcosa di definitivo, stabilito dalla nascita, come
la forma degli zigomi. Selena, lo sapeva da molto
tempo, era diversa dalle altre ragazze e portava gi il
reggiseno, mentre lei, Allison, era sicura che non ne
avrebbe avuto bisogno ancora per molto. Si chiudeva
nel bagno ed esaminava con occhio critico la propria figura.
La vita le pareva pi snella e i seni senza dubbio
stavano sviluppandosi, ma le gambe restavano lunghe
e magre, come sempre.
Sono un ragno, pensava avvilita, e si avvolgeva in
fretta nell'accappatoio.
Aveva notato che anche i ragazzi erano diversi. Rodney
Harrington aveva un'ombra scura sul labbro superiore
e proclamava che presto sarebbe dovuto andare
dal barbiere ogni giorno, come suo padre. Allison rabbrividiva.
Detestava l'idea che le crescessero dei peli
sul corpo. Selena li aveva gi sotto le braccia e se li radeva
una volta al mese.
Faccio tutto in una volta, diceva Selena. Mestruazioni
e rasatura.
Allison annuiva tutta seria. Buona idea, diceva.
Ma per quanto la riguardava, le mestruazioni erano
una cosa che accadeva alle altre ragazze. Non avrebbe
mai permesso che accadessero a lei.
Quando Selena lo seppe, rise. Non puoi farci niente, le disse. Verranno anche a te come a tutte le altre.
Ma Allison non le credeva. Scrisse a una ditta che
offriva un libretto gratuito, intitolato Come dirlo a vostra
figlia e lo lesse attentamente.
Puah, pens disgustata, quando ebbe finito di leggerlo.
Sar la sola donna al mondo che non sar cos e
tutti i libri di medicina pubblicheranno la mia storia.
Pensava alle sue cose come a un grosso pipistrello nero dalle ali spiegate e quando si svegli la mattina
del suo tredicesimo compleanno e scopr che non era
affatto cos, rimase delusa, disgustata e parecchio spaventata.
Pianse perch, dopo tutto, non sarebbe stata cos
unica come aveva desiderato.
...
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...
CAPITOLO 12.
...
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...
Constance Mackenzie prepar gelati, torte, succhi
di frutta e dolci assortiti, poi si ritir nella sua stanza
prima dell'invasione dei trenta ragazzi che doveva avvenire
alle sette e mezzo.
Mio Dio, pensava inorridita, ascoltando il cicaleccio
delle trenta voci che gridavano contemporaneamente
e il frastuono di trenta paia di piedi in movimento, con
l'accompagnamento di In the Mood, un disco in cui suonava
un tale che Allison chiamava con deferenza Glenn
Miller.
Mio Dio, pensava Constance, e c' al mondo della
gente, all'apparenza normale, che decide di dedicarsi
all'insegnamento!
Invi un muto messaggio di solidariet alla signorina
Elsie Thornton e a quelli che, come lei, sopportavano
ogni giorno pi di trenta ragazzi, per cinque giorni
alla settimana.
Mio Dio, pensava Constance e non riusciva a smettere
d'invocarlo.
Prese un libro, ben decisa a isolarsi dal fracasso che
saliva dal soggiorno. Ma alle nove e mezzo, il silenzio
era cos assoluto che la musica del signor Glenn Miller
divenne chiaramente udibile. Constance cominci a domandarsi
che cosa facessero i ragazzi. Spense la luce
della camera da letto e scese nell'atrio in punta di piedi.
Gli ospiti di Allison giocavano a un gioco che si chiama
ufficio postale. Per un attimo Constance rimase
stupefatta.
A quest'et? Cos giovani? Devo farli smettere subito,
altrimenti tutte le madri della citt se la prenderanno
con me.
Ma esit, con la mano sul pomo della porta e un piede
sulla soglia. Forse si trattava di un gioco normale
per i ragazzi di tredici e quattordici anni. Un'irruzione
nel soggiorno non avrebbe rischiato di procurare a
sua figlia quello che Allison definiva un imbarazzo
mortale?
Constance indietreggi, cercando di ricordare a che
et aveva cominciato a partecipare a giochi del genere.
Per lo meno a sedici anni. La sua timida, introversa Allison
poteva davvero cominciare a tredici?
Per la prima volta dalla nascita di Allison, Constance
conobbe la paura che si annida nel cervello delle donne
che hanno commesso uno sbaglio.
L'immagine di sua figlia Allison a letto con un uomo
le attravers la mente come un lampo. Constance
dovette appoggiarsi alla parete.
Oh, soffrir! fu il primo pensiero che le venne.
Poi: oh, si metter nei guai!
E infine, peggio ancora: PARLERANNO MALE
DI LEI!
Dopo tutto quello che ho fatto! Dopo tutto quello
che ho fatto per lei, si comporta come una puttanella
sotto il mio naso, si lascia palpare e sbaciucchiare da
qualche ragazzotto pieno di brufoli. Dopo tutto quello che ho fatto per darle una buona educazione!
Un'ira piena di piet per se stessa e di paura la invase.
Non sapeva di odiare il morto Allison MacKenzie
e una ragazza chiamata Constance Standish e riversava
la sua ira su sua figlia.
La sistemo subito, pens, e si stacc dalla parete.
Prima che potesse muoversi, il suono di una voce la
colm di un sollievo tanto grande da farla tremare. Allison
non giocava, stava fuori del gioco e si occupava
di chiamare i numeri.
Per un attimo, Constance non pot muoversi. Il sollievo
era cos grande che fu sul punto di mettersi a ridere
forte.
Nessuno l'ha baciata, pens. Dovrei stare pi attenta.
Ho rischiato di rendermi ridicola.
Quando sent di poter camminare, torn silenziosamente
in camera da letto, accese la luce, sedette sulla
poltrona e prese il libro che aveva posato sul comodino.
Non aveva ancora letto una pagina, quando la paura
la riprese.
Non sar sempre cos. Un giorno o l'altro, Allison
non si accontenter di chiamare i numeri, vorr partecipare
al gioco. Dovr dirle subito quant' pericoloso
essere una ragazza, devo avvertirla, adesso che ha tredici
anni. No, quattordici. Dovr confessarle che ha
un anno di pi, e spiegarle il perch, raccontarle di suo
padre, dirle che non ha nessun diritto di chiamarsi
MacKenzie.
I pensieri le martellavano alle tempie. Constance
strinse la mano, la port alla bocca e si morse le nocche.
Allison faceva sempre la postina in quel genere di
giochi: ogni volta trovava qualche scusa per restarne
fuori. Quella sera, Selena aveva detto che era la festa
di Allison e aveva il diritto di partecipare al gioco, ma
Allison aveva risposto: Non ho nessuna intenzione
di brancolare nel buio e di farmi baciare da un ragazzo
qualsiasi! Se non posso chiamare i numeri, non giocheremo
pi!
Selena aveva alzato le spalle, chiamasse pure i numeri,
a lei interessava partecipare al gioco.
L'orchestra di Glenn Miller singhiozzava una ballata
d'amore e di chiar di luna. Ognuno prese posto per
il gioco che incominciava, e Allison disse: Una lettera
per il numero dieci.
Selena attravers la stanza buia, usc nel corridoio e
Rodney Harrington la cerc a tastoni. La trov, la prese
tra le braccia e la baci sulla bocca. Poi torn al suo
posto. Allison annunci: Una lettera per il numero
quindici. Ted Carter usc, baci dolcemente Selena
tenendola per le spalle, ma quando lei si accorse chi era,
si strinse a lui e sussurr: Baciami davvero, Ted.
Ti ho baciata, sussurr Ted.
No, sciocco, voglio dire cos, disse Selena e gli
abbass la testa.
Quando lo lasci, Ted ansava e le orecchie gli scottavano.
Selena rise con malizia, e Ted l'afferr duramente.
Volevi dire, cos? domand e la baci con tanta
violenza che i denti di lei batterono contro i suoi.
Ehi, grid Rodney Harrington. Che succede
l fuori? E gli altri?
Quando Selena rientr nel soggiorno, tutti risero.
Una lettera per il numero quattro, annunci Allison
e il gioco continu.
Alle dieci e mezzo, due o tre ragazze dissero che dovevano
essere a casa per le undici e qualcuno accese la luce.
Nessuno ha dato ad Allison i tredici scapaccioni! grid una ragazza e tutti risero e si mossero verso Allison.
Giusto, tredici scapaccioni pi uno, perch continui
a crescere!
Ora di prendere la medicina, Allison!
Sono troppo vecchia per gli scapaccioni, disse
Allison. Non provateci! Rideva insieme agli altri
ma le sue parole erano intrise di un senso di minaccia.
Okay, disse Rodney Harrington.  troppo
grande per gli scapaccioni, ragazzi. Lasciatela stare. Ma
 abbastanza grande per farsi baciare.
Prima che Allison potesse scappare, Rodney l'afferr
e le premette le labbra sulla bocca. La teneva tanto
stretta che Allison sentiva i bottoni della giacca. Rodney
aveva la faccia umida e odorava di sapone alla lavanda
e di sudore; premeva il suo corpo contro quello
di Allison che credette di sentire il calore umido della
pelle sotto gli abiti.
Oh! ansim Allison, quando riusc a liberarsi,
con il viso scarlatto. Come osi?
Strofin il dorso della mano contro la bocca e gli diede
un calcio negli stinchi, con tutte le sue forze.
Rodney rise. Sta' attenta, guarda che te ne do un
altro!
Sei odioso, Rodney Harrington, disse Allison.
Scoppi in lacrime e corse fuori della stanza.
Tutti sorrisero un po' incerti, ma erano troppo abituati
ai cambiamenti di umore di Allison per sentirsi
veramente a disagio.
Andiamo, ragazzi, disse Selena, la festa  finita.
Si avvi per prima alla sala da pranzo dove avevano
lasciato i cappotti. Ognuno prese il proprio e poi
si avviarono verso la porta.
Ciao, Allison, gridarono.
Ciao, Allison, tanti auguri,  stata una bellissima festa.
Ciao, Allison, grazie di tutto.
Allison giaceva al buio, nella sua stanza, e le lacrime
che le scorrevano sul viso infuocato le parevano fredde.
Odioso, sussurrava, odioso, odioso, odioso!
Lo stomaco le si rivolt al ricordo della bocca umida di
Rodney e delle labbra morbide e pesanti.
Odioso, disse ad alta voce. Odioso. Mi ha rovinato la festa!
...
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CAPITOLO 13.
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...
Il sabato pomeriggio, dopo la festa di compleanno,
Allison and a casa di Selena. Aspett a lungo nel piccolo
spiazzo ricoperto di brina e finalmente la porta
della baracca si apr. Joey venne correndo verso di lei.
Selena  in casa, le disse. Viene subito. Andiamo
a vedere le pecore. Ci sono gli agnellini appena nati.
Joey era un bambino magro dai capelli scomposti.
Indossava una salopette sbiadita e una camicia strappata.
Aveva i piedi nudi e, come sempre, gli colava il
naso. Joey c'era abituato. Starnutiva continuamente e
ogni tanto strofinava il naso contro l'avambraccio. Allison
sentiva freddo solo a guardarlo. Mentre lo seguiva
nell'ovile not che aveva i talloni incrostati di sporcizia.
Oh-hh! fece Allison in un sospiro gioioso, chinandosi
a guardare i piccoli che Joey le mostrava con
orgoglio. Come sono carini, Joey! Sono tuoi?
No, rispose Joey, sono di pap, anche quelli grossi.
Ti lascia giocare con loro?
No, li fa crescere come quelli grandi, poi li macella
e li vende come cosce e gambe di agnello.
Allison impallid. Oh, ma  spaventoso! disse. Non credi che te li lascerebbe tenere, quelli piccoli, se
tu glielo chiedessi? Forse potresti allevarli tu e poi vendere
la lana.
Sei matta? domand Joey in tono molto serio,
come se lo volesse davvero sapere. La gente non alleva
pecore per la lana, ma per la carne. Dove credi che
li trovi i cosciotti di agnello tua madre?
Allison deglut. Pensava all'arrosto che sua madre
preparava, nel piatto decorato con prezzemolo.
Non hai freddo, Joey? domand, tanto per cambiare
argomento. Si strinse nel cappotto e pass le dita
nella morbida pelliccia degli agnellini.
No, sono abituato, rispose Joey strofinandosi il
naso. Ho i piedi robusti.
Ma rabbrivid e Allison gli vide la pelle d'oca sulle
braccia sottili. Prov l'imbarazzante impulso di stringere
Joey a s, di nasconderlo sotto il cappotto, per riscaldarlo
con il suo corpo.
Che sta facendo Selena? domand, senza guardarlo
in faccia.
Prepara il caff per pap, credo.  appena tornato
dal bosco.
Oh? Tua madre non  in casa?
No. Oggi  sabato. Il sabato va a lavare i pavimenti
dagli Harrington.
Oh s, lo avevo dimenticato, disse Allison. Be'
vado fuori ad aspettare Selena.
Vieni con me, ti faccio vedere la mia lucertola.
Va bene.
Uscirono dall'ovile e Joey si incammin verso la parte
posteriore della baracca, seguito da Allison.
La tengo in una scatola sul davanzale della finestra,
disse Joey. Ecco, sali su questa cassa e guarda
dentro la scatola. Ha dei buchi, cos pu respirare.
Allison sal sulla cassa e scrut nella scatola. Alz gli
occhi per un attimo e guard diritto nell'interno della
cucina.
Ecco com'erano le baracche, pens Allison affascinata.
Vide le brande disfatte, il letto matrimoniale sbilenco
che sembrava riempire lo stanzone. Vide il recipiente
della spazzatura che non era stato svuotato da
molto tempo e, proprio accanto, una vecchia scatola di
latta che un tempo aveva contenuto pomodori e adesso
era piena di fagioli. Lucas sedeva al tavolo coperto
di tela cerata, cos vecchia e sporca che il disegno non
era pi visibile. Selena riempiva il bricco del caff con
dell'acqua. Allison pens alle case di Peyton Place che
Nellie Cross teneva in ordine perfetto e al cibo cucinato
da Nellie Cross, che aveva mangiato molte volte.
Stai diventando proprio una ragazzona, adesso
prepari il caff per il vecchio pap, disse Lucas.
Allison sent ogni parola, chiara come se si fosse trovata
nella stanza. Sapeva di dover scendere dalla cassa,
di dover smettere di ascoltare, ma qualcosa nel viso
di Lucas, un qualcosa di astuto e malvagio, le imped
di muoversi, come una bambina che si afferra alla
poltrona durante un film dell'orrore che la spaventa e
non riesce ad andarsene.
Lucas Cross era un uomo massiccio con un torace
possente come un barile e una strana testa quadrata. I
radi capelli spuntavano lisci dal largo cranio. Quando
sorrideva, la fronte si muoveva in modo grottesco.
Gi, disse Lucas, una ragazzona. Quanti anni
hai?
Quattordici, pap, rispose Selena.
Gi, una ragazzona.
Che bella lucertola, eh? domand Joey, felice
che Allison fosse affascinata dalla sua bestiola.
S, rispose Allison e Joey si chin a raccogliere
un sasso.
Lo lanci verso un pino, poi si chin a prenderne un
altro.
Lucas si alz e and verso uno scaffale, vicino al lavandino.
Allison si domand perch mai i Cross avessero
un lavandino, dato che non avevano n acqua corrente
n tubature. Lucas prese una bottiglia e l'accost
alle labbra. Il liquido bruno gli flu in gola. Lucas
non smise d'inghiottire fino a che la bottiglia non fu
vuota. Poi si asciug la bocca con il dorso della mano
e lanci la bottiglia in un angolo della baracca.
Pap, abbiamo il bidone delle immondizie, protest
Selena. Non occorre lasciare quella roba in giro.
Bene, bene, bene, disse Lucas. Ma guarda, Sua
Maest! Ti riempi la testa d'idee con la tua amichetta
Allison MacKenzie, eh?
No, pap, disse Selena. E inutile buttare in giro
la roba quando c' il bidone delle immondizie. E sarebbe
ora di portarlo fuori e seppellire le immondizie.
Lucas afferr il braccio di Selena:
Senti, tu, ringhi, non venirmi a dire che cosa
devo fare!
Selena rimase immobile, con gli occhi fissi sulla mano
che le teneva il braccio. I grandi occhi neri si socchiusero
e divennero pi scuri.
Levami le mani di dosso, pap, disse poi, cos
piano che Allison la sent appena.
Lucas Cross schiaffeggi Selena con violenza. Selena
barcoll all'indietro e cadde pesantemente a terra.
Allison si afferr al davanzale della finestra per non cadere
dalla cassa.
Oh Joey! sussurr disperata. Che cosa possiamo
fare?
Ma Joey correva verso gli alberelli: stava lanciando
delle pigne contro uno scoiattolo.
Allison sapeva di dover smettere di guardare, ma
non poteva muoversi. Non aveva mai visto una cosa simile
in tutta la sua vita ed era in preda a un indicibile
terrore.
Selena si rialz da terra e il bricco che teneva ancora
in mano vol attraverso lo stanzone, verso la testa
di Lucas.
Oh, no, no, Selena, sussurr Allison. Ti uccider, e non cap perch Selena non alzasse gli occhi
verso la finestra, perch credeva di avere urlato.
Il bricco sorvol la testa di Lucas e and a sbattere
contro la parete alle sue spalle.
Sporca puttanella, grid, maledetta puttanella.
Ti dar una bella lezione!
Afferr Selena per un braccio e la schiaffeggi con
l'altra mano. Avanti e indietro, andava la grossa mano.
Selena lottava con tutte le sue forze e cercava di
avvicinarsi a Lucas per morderlo.
Fetente! grid.
Puttanella sfrontata, disse Lucas, identica a tua
madre. Ti do io una bella lezione, proprio come ho fatto
con lei! Non serve a niente trattarti bene. Se non fosse
per me, saresti gi morta di fame e cos tua madre. Sono
stato buono con te, come se fossi mia figlia. Ti ho dato
un tetto sulla testa e ti ho dato da mangiare.
Avanti e indietro, la mano enorme colpiva a ogni parola.
Selena riusc infine a liberarsi. Strinse la mano a pugno
e colp Lucas sulla bocca con quanta forza aveva.
L'uomo grid di rabbia. Asciug il rivolo di sangue dal
mento e guard come se non capisse la macchia rossa
sulla mano. Imprec sottovoce. Aveva il viso paonazzo.
Allison aspettava terrorizzata che si muovesse.
Maledetta figlia di puttana, url Lucas, maledetta
sgualdrina schifosa!
Afferr Selena, che si divincol, lasciandogli in mano
parte della camicetta. Selena indietreggi, con il seno
nudo e ansante sotto la luce della lampadina e le
spalle ancora coperte dai brandelli della camicetta.
Le punte dei suoi sono scure, pens scioccamente
Allison. E non  vero che porta sempre il reggiseno.
Lucas abbass le mani e fiss Selena. Cominci ad
avanzare lentamente e la ragazza prese a indietreggiare,
fino a fermarsi contro il lavandino, senza mai distogliere
gli occhi dalla faccia di Lucas.
Gi, disse Lucas, stai proprio diventando una
ragazzona, tesoro.
Alz le due mani e la fronte si sollev in un sorriso
grottesco.
L'urlo di Selena strapp il silenzio e da dietro Allison
risuon un altro grido. Era Joey che correva freneticamente
verso la porta della baracca. Inciamp e
quasi cadde, continuando a gridare.
Non toccare Selena! Se tocchi Selena, ti uccido!
Il ragazzino stava in piedi davanti a sua sorella, come
un cavallo che agiti la coda. Lucas lo spinse via. Il
ragazzino cadde a terra e rimase immobile. Lucas disse:
Gi, stai proprio diventando una ragazzona, tesoro!
Allison cadde dalla cassa e giacque sul terreno gelido.
Sudava e il mondo pareva dondolarle davanti agli
occhi. Ansimava, tentando di lottare contro la tenebra
che la minacciava da ogni parte, ma dovette cedere alla
nausea che le stringeva la gola.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
Era inverno. Sulla citt si stendeva un cielo basso e
grigio dove pareva non esistesse sole. I bambini, avvolti
in giacche a vento dai colori vivaci, bench non
avesse ancora nevicato, correvano verso la scuola, ansiosi
di raggiungere il riparo degli edifici riscaldati, in
fondo a Maple Street. Le panche di legno davanti al
tribunale erano deserte; i vecchi che le avevano occupate
durante l'estate, si erano trasferiti intorno alla stufa
del Tuttle's Grocery Store. Tutti aspettavano la neve
che minacciava di cadere dal giorno del Ringraziamento,
ma era la prima settimana di gennaio e la terra era ancora nuda.
Il freddo caler, se nevica, disse uno dei vecchi da Tuttle's.
Mi sa che oggi nevicher.
No, troppo freddo perch nevichi.
Sciocchezze, disse Clayton Frazier. Accese la pipa
e sorvegli il fornello finch non si fu assicurato che
bruciasse a dovere. In Siberia nevica sempre e il termometro
scende fino a meno venti. Non fa mai troppo
freddo perch nevichi.
Non c'entra. Non siamo in Siberia. A Peyton Place
fa troppo freddo perch nevichi.
No, non  vero, disse Clayton Frazier.
Quelli stanno ancora in cantina? domand l'uomo
convinto che non avrebbe nevicato e che non voleva
discutere con Clayton Frazier. Era un'osservazione
tanto familiare che nessuno domandava pi: Chi
intendi? o: Che cantina?
Il primo di dicembre, Kenny Stearns, Lucas Cross e
cinque altri uomini erano scomparsi nella cantina dove
Kenny aveva riposto i dodici barili di sidro preparati durante
l'autunno. Armati di molte casse di birra e di tutte
le bottiglie di liquore che erano riusciti a procurarsi,
avevano chiuso il pesante chiavistello della cantina e tutti
gli sforzi per abbattere la barricata erano falliti.
Ieri ho visto uno dei ragazzini che andava da quelle
parti con un pacco di provviste, disse uno dei vecchi,
appoggiando i piedi alla stufa. Gli ho domandato
che faceva. Mi ha detto che Kenny lo aveva mandato
a comperare da mangiare.
Come ha fatto a entrare in cantina?
Non  entrato. Kenny gli ha dato il denaro dalla
finestra e ha preso i pacchi allo stesso modo.
Ha visto niente il ragazzino?
No. Dice che Kenny ha tirato la sua tenda nera alla
finestra e nessuno pu guardar dentro. Kenny ha
aperto la finestra solo per far passare il denaro e la roba.
Perch sono andati l dentro e non vogliono uscire?
Non so. Kenny lo aveva detto: la prima volta che
pescava di nuovo Ginny avrebbe preso una sbornia mai
vista. Forse  questa la ragione.
Gi. Sono in cantina da sei settimane ormai.
Chiss se hanno finito la scorta. Dodici barili di
sidro non durano in eterno, sono in sette a bere.
Mah! Qualcuno ha detto che una notte Lucas
Cross era a White River, completamente sbronzo, con
una barba di mezzo metro. Forse esce di notte e va a
White River a procurarsi da bere.
Sei settimane, Ges! Scommetto che non hanno
pi nemmeno un goccio di birra, per non parlare del resto.
Non riesco a capire perch Buck McCracken non li fa smettere.
Lo sceriffo si vergogna, ecco. C' anche suo fratello
in cantina, insieme con Kenny e con gli altri!
Mi piacerebbe essere una mosca, perdio! Devono
succedere di quelle cose in quella cantina, da far gelare il sangue.
Ma non muoiono di freddo?
No, Ginny mi ha detto che Kenny ha una vecchia
stufa. Ha fatto la provvista di legna prima che arrivassero
gli altri. Ginny ha dovuto andarsene, perch non
poteva scendere in cantina a prendere la legna per la stufa.
Gli uomini risero. Ginny non ha bisogno di legna per riscaldarsi!
Chiss che cosa fa Ginny in queste notti fredde.
Con tutti i suoi amici chiusi in cantina, si sentir un po' sola.
Ginny Stearns sola? Figurati! disse Clayton Frazier.
Gli uomini ridacchiarono.
E come fai a saperlo, Clayton? Hai sostituito tu gli altri?
Prima che Clayton potesse rispondere, un gruppo di
ragazzini entr nel negozio e gli uomini smisero di parlare.
I ragazzini si affollarono intorno al banco e gli uomini
continuarono a fumare in silenzio. Dopo aver speso
i propri risparmi i ragazzini se ne andarono e gli uomini
si misero di nuovo a parlare.
Non era il piccolo Page, quello che ha comperato
il pane?
Gi. Mai visto un ragazzino con una faccia pi triste.
Non capisco,  vestito meglio di tanti altri e sua
madre se la cava abbastanza bene. Ma quel bambino
pare un orfano denutrito.
 l'et, disse Clayton Frazier. La crescita.
Forse.  cresciuto molto quest'anno. Forse  per
questo che  tanto pallido.
No, protest Clayton, non  questo. Ha la pelle
da pesce morto, come sua madre. Neanche suo padre
era troppo in salute.
Povero vecchio Oakleigh Page, sta meglio cos, nella
tomba, di quando tutte quelle donne continuavano
a litigare per lui.
Gi, annuirono gli uomini, che vita!
Oh non saprei, disse Clayton Frazier, a me
sembra che Oakleigh Page se li cercava, i suoi guai.
Nessuno va in cerca di guai.
La discussione cominci. Oakleigh Page fu dimenticato,
il suo nome era servito a innescare il meccanismo.
I vecchi passarono in rassegna gli uomini di Peyton
Place che i loro guai se li erano cercati. Gli occhietti
di Clayton Frazier scintillavano. Viveva per
quei momenti, quando facendo il bastian contrario riusciva
a scatenare una discussione. Il vecchio prese a
dondolarsi sulla sedia. Riaccese la pipa e desider per
un attimo che il dottor Swain avesse pi tempo a disposizione.
Non ci voleva molto per stuzzicare il Dott,
mentre a volte ce ne voleva parecchia di fatica per
scuotere gli uomini riuniti nel negozio di Tuttle.
Dite pure quello che vi pare, annunci Clayton
Frazier.  gente che i guai se li va a cercare, come Oakleigh Page.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Il piccolo Norman Page percorse Elm Street e svolt
in Depot Street. Quando pass davanti alla casa d'angolo
di Depot Street, tenne gli occhi bassi. In quella
casa vivevano le sue sorellastre, Caroline e Charlotte
Page, e sua madre gli aveva detto che quelle due donne
erano malvage, doveva evitarle come cani rabbiosi.
Norman non aveva mai capito come mai aveva due vecchie
per sorelle, sia pure sorellastre. Erano molto vecchie,
vecchie come sua madre.
Le ragazze Page, cos le chiamavano in citt, avevano
pi di quarant'anni, robuste, bianche di pelle e di
capelli. Nessuna delle due era sposata. Mentre Norman
passava davanti alla casa, una tenda si mosse, ma alla finestra non apparve nessuno.
Ecco il ragazzo di Evelyn, disse Caroline Page a sua sorella.
Charlotte and alla finestra e vide Norman che
scompariva in fondo alla strada.
Piccolo bastardo, disse con cattiveria.
No, sospir Caroline. E questo  il guaio. Sarebbe
meglio che fosse un bastardo, invece di quello che .
Per quanto mi riguarda, sar sempre un bastardo, disse Charlotte, ostinata. Il bastardo di una donnaccia.
Le due sorelle sbraitavano. Parole come quelle, stampate
in un libro, lo avrebbero fatto mettere al bando;
ma cos non le scandalizzavano affatto, perch erano
ispirate da una giusta indignazione.
Caroline lasci ricadere la tenda.
Evelyn avrebbe dovuto avere la dignit di andarsene,
quando pap l'ha lasciata, disse.
Uff! disse Charlotte, quando mai una puttana
sa cosa vuol dire dignit?
Il piccolo Norman Page non rallent n sospir di
sollievo, allontanandosi dalla casa delle due sorelle. Doveva
ancora passare davanti a quella della signorina Hester
Goodale, prima di raggiungere il rifugio della propria
casa. Temeva la signorina Goodale pi di quanto
non temesse le ragazze Page. Ogni volta che le incontrava
per la strada le sue due sorellastre lo fissavano come
se non lo vedessero, come se non esistesse; ma gli
occhi neri della signorina Hester lo trapassavano da
parte a parte, frugandogli nell'anima e leggendogli tutti
i peccati. Norman si affrett, perch era venerd pomeriggio
e quasi le quattro. Alle quattro in punto, ogni
venerd, la signorina Hester usciva e andava in citt.
Norman stava dall'altro lato della strada, ma aveva paura,
perch gli occhi della signorina Hester vedevano a
miglia di distanza, oltre gli angoli, dappertutto. Poteva
guardargli dentro stando dall'altro lato della strada,
come se gli fosse davanti. Norman desiderava correre,
ma se arrivava a casa sudato e ansante, sua madre lo
avrebbe messo a letto. Gli avrebbe dato anche la purga.
Norman provava sempre una strana, amara soddisfazione,
perch doveva rimanere a letto, dopo la purga.
Quel giorno decise che non valeva la pena di passare
dei momenti tanto spiacevoli e si costrinse a
camminare adagio. Poi vide qualcuno davanti a s, riconobbe
Allison McKenzie e grid:
Allison, ehi Allison! Aspettami!
Allison si volse e aspett.
Ciao, Norman, disse, quando il ragazzo la raggiunse.
Stai andando a casa?
S, rispose Norman, ma che cosa fai qui? Non
 la tua strada per tornare a casa.
Passeggiavo, rispose Allison.
Posso passeggiare con te? domand Norman
Non mi piace camminare da solo.
Perch? Di che hai paura? Guard ben bene il
ragazzo. Hai sempre paura di qualcosa, Norman.
Norman era un ragazzo sottile e delicato. La bocca
finemente modellata, gli tremava spesso e gli enormi
occhi bruni, quasi sempre pieni di lacrime, erano frangiati
da lunghe ciglia nere, ciglia da ragazza, pens Allison.
Le vene azzurre palpitavano sulle tempie di Norman.
Era molto bello, ma non come un uomo. Bello come
pu esser bella una ragazza e aveva una voce acuta,
delicata. I ragazzi, a scuola, lo chiamavano checca
ma lui non protestava. Era timido e lo confessava, si
spaventava facilmente e lo sapeva. Piangeva per niente
e non cercava di vincersi.
Scommetto che fa ancora la pip a letto, diceva
Rodney Harrington. Sempre che abbia l'arnese per farla.
Certo che c' da aver paura! disse Norman a Allison.
La signorina Hester Goodale, per esempio.
Allison rise. Ma che vuoi che ti faccia?
Non lo so, gemette Norman.  fuori di testa,
non lo sapevi? Lo dicono tutti e quando uno  fuori di
testa, non si sa mai che cosa pu fare.
Si trovavano di fronte a casa Goodale.
Ha un aspetto sinistro, disse pensosa Allison, lasciandosi
ispirare dalla fantasia.
Norman, che non aveva mai avuto paura di casa
Goodale, fu preso da un nuovo terrore. Non stava guardando
una casa qualsiasi, ma un minaccioso edificio che
lo scrutava dalle finestre, simili a occhi socchiusi. Norman
si mise a tremare.
S, ripet Allison, ha proprio un'aria sinistra.
Corriamo, propose Norman, dimenticando sua
madre e la purga, perch la casa della signorina Goodale
sembrava sul punto di allungare delle braccia che
lo avrebbero afferrato e imprigionato.
Allison finse di non sentire. Che cosa ci fa, l dentro,
tutta sola?
Come faccio a saperlo? domand Norman. Pulisce
la casa, fa da mangiare e bada al suo gatto. Corriamo,
Allison!
Ma se  fuori di testa, disse Allison, non far
certo delle cose cos normali. Forse sta accanto al fornello
e affetta serpenti e rane in un pentolone nero.
Perch? domand Norman con voce sempre pi tremula.
Prepara i filtri delle streghe, sciocco, disse Allison
seccata. I filtri delle streghe, ripet in tono misterioso,
per fare gli incantesimi e il malocchio alla gente.
Che sciocchezze, fece Norman tentando di controllare la voce.
Come fai a dirlo? Lo hai mai domandato a qualcuno?
Ma no, che razza di idea!
Non vai sempre dalla signora Card, la vicina della
signorina Hester? Non avevi detto che la signora
Card ti regaler un gattino, quando la sua gatta li far?
S, me lo dar, rispose Norman. Ma non andrei
mai a domandare alla signora Card che cosa fa la
signorina Hester. La signora Card non s'impiccia degli
affari degli altri, come certa gente di mia conoscenza.
E poi, come fa a vedere? Con quella gran siepe tutto
intorno alla casa della signorina Hester!
Forse sente qualcosa, sussurr Allison. Le streghe
cantano sempre qualcosa, quando mescolano i filtri.
Andiamo a trovare la signora Card e domandiamole
se le capita mai di sentire qualcosa di macabro.
Eccola! esclam Norman e cerc di nascondersi dietro Allison.
La signorina Hester Goodale usc di casa, si assicur
che la porta fosse ben chiusa, poi si avvi verso il cancello.
Indossava un cappotto nero e un cappello di quindici
anni prima. Teneva al guinzaglio un immenso gattaccio
nero. Il gatto camminava con calma, senza tirare
o tentare di sfuggire al guinzaglio, assicurato al
collare. Ogni tanto si voltava a guardare la signorina Hester.
Che ti prende, Norman, domand Allison impaziente,
appena la signorina Hester si fu allontanata.
Non  che una vecchia come tante altre.
No.  fuori di testa. L'ho sentito dire da Jared
Clarke. Lo ha detto a mia madre.
Puah! fece Allison in tono sdegnoso. Se vivessi
in questa strada come te, cercherei di scoprire che cosa
fa la signorina Hester, quando  sola. Ecco come si
fa a scoprire se qualcuno  fuori di testa o roba del genere.
Avrei paura, confess Norman senza esitare.
Avrei pi paura che di andare al castello di Samuel Peyton.
Io no. La signorina Hester non ha niente di macabro.
Ma il castello  pieno di fantasmi.
Ma non ci sono streghe, al castello.
Non ce ne sono pi, precis Allison.
Erano arrivati davanti alla casa di Norman e in quel
momento Evelyn Page si affacci alla porta.
Per l'amor del cielo, Norman, esclam, non
stare l fuori al freddo! Vuoi ammalarti? Vieni subito
in casa! Oh, ciao, Allison, vuoi entrare anche tu a bere
una cioccolata calda con Norman?
No, grazie, signora Page. E tardi e devo tornare a casa.
Allison si avvicin alla porta.
Signora Page,  vero che la signorina Hester Goodale
 matta? domand.
Evelyn Page strinse le labbra. Cos dicono in giro, rispose. Entra in casa, Norman.
Allison torn indietro per Depot Street, ma pass
dalla parte del marciapiede dove sorgeva la casa della
signorina Goodale. Si ferm davanti al cancello.
S, pens, ha proprio un'aria sinistra. Se Edgar Allan
Poe fosse vivo, scriverebbe una magnifica storia sulla
casa della signorina Hester.
S'incammin, ma aveva fatto soltanto qualche passo
quando le venne un'idea brillante.
Si ferm di colpo. Certo, pens esultante. Potrei
scriverla io, una storia sulla signorina Hester!
Certo. Scommetto che saprei scrivere anche meglio
di Edgar Allan Poe. Inventer una storia macabra come
Il crollo della casa degli Usher. E la signorina Hester potrebbe essere la strega!
Allison torn a casa di corsa e quando ci arriv aveva
gi ben chiare in mente le prime righe della sua storia.
A Peyton Place, in Depot Street, c' una casa, avrebbe scritto.  un cottage marrone che sembra
fuori posto accanto al piccolo grazioso cottage bianco
e verde dei signori Card. Il signor Card  grande e bello 
e non  di qui, viene da Boston. La signorina Hester
vive sola nella casa marrone con il suo gatto, Tom, ed
 una vera e propria strega.
Allison cominci a scrivere la sera stessa. Si chiuse
in camera da letto, prese un quaderno a righe e scrisse.
Quando ebbe finito, rimase a guardare il foglio a
lungo. Non riusciva a trovare altro da dire. Provava un
nuovo rispetto per Edgar Allan Poe e per chiunque fosse riuscito a scrivere.
Forse non  poi tanto facile diventare scrittori, pens.
Forse dovr lavorare sodo.
Prese la matita e tracci una grossa croce sulle parole
che aveva scritto. Volt la pagina. Il foglio bianco
la guardava. Allison si morsic l'unghia del pollice sinistro.
Non posso scrivere della signorina Hester perch
non la conosco. Dovr scrivere una storia su qualcuno che conosco.
Non lo sapeva, ma aveva compiuto il primo passo della sua carriera.
...
.
...
CAPITOLO 16.
...
.
...
Jared Clarke avrebbe potuto dire molte cose ad Allison
sulla signorina Hester Goodale perch aveva delle
ottime ragioni per ricordarsela bene. La signorina
Hester viveva gi a Peyton Place quando Jared era nato,
ma l'aveva incontrata faccia a faccia soltanto da
adulto. La signorina Hester rappresentava il suo primo
grosso insuccesso. La detestava e ogni volta che qualcuno
parlava di lei, Jared raccontava la storia della sua
famosa visita e, naturalmente, la raccontava a proprio
vantaggio, ma non riusciva a scuotersi di dosso la spiacevole
sensazione che la gente ridesse di lui e non con lui.
Jared era andato a casa della signorina Hester con
Ben Davis e George Caswell che facevano parte del comitato,
per parlare della fognatura.
Dopo aver bussato alla porta aveva aspettato con un
certo nervosismo giocherellando con il cappello che
stringeva tra le mani.
Siamo venuti a parlare delle tubature, aveva detto
Jared dopo i convenevoli d'uso.
Entrate, signori.
Jared diceva sempre che entrare nel salotto della signorina
Hester era stato un colpo. Nella stanza regnava
una perfetta pulizia con i divani di crine e i tappeti
ben tenuti. Vi aleggiava una strana aria d'attesa, come
se qualcuno fosse sul punto di arrivare dopo essersi fatto
attendere a lungo. E Jared si ricord che la signorina
Hester, un tempo ormai lontano, aveva avuto un innamorato.
Jared era ragazzino, allora, ma ricordava di averne
sentito parlare. Il giovane innamorato di Hester arrivava
a casa Goodale, ogni domenica pomeriggio, in una
scintillante Victoria.
Simpatico ragazzo, diceva la madre di Jared.
 ora che Hester pensi a sposarsi. Gli anni passano.
Giovane o no, diceva il padre di Jared,  sempre
una gran bella donna.
 il tipo che invecchiando diventa legnoso, diceva
la madre di Jared, senza badare al marito. Dovr
starci attenta.
La citt intera aspettava che Hester Goodale si sposasse.
Il giovanotto andava a farle visita gi da sei mesi,
e non accadeva nulla. Il padre di Jared diceva di non
capire il perch.
Se la passa bene, diceva, usando l'espressione locale
per definire un uomo che aveva un lavoro fisso e
non aveva debiti. Hester non  pi in lutto. Sua madre
 morta da un anno e mezzo.
Oh, staranno aspettando di essere sicuri, osservava
la madre di Jared.  un ragazzo simpatico, ma
non  di qui. Quando si tratta di sposarsi, non si  mai
abbastanza prudenti. Scommetto che si sposeranno prima
di giugno.
Ma una domenica pomeriggio, fu il signor Goodale,
il padre di Hester, ad aprire la porta al giovanotto.
Scambiarono poche parole, nessuno riusc mai a sapere
che cosa si fossero detti, poi il signor Goodale chiuse
la porta in faccia al giovanotto che risal sulla sua
Victoria e se n'and. Il giorno dopo, lasci il posto nel
negozio del padre di Jared e se ne and da Peyton Place.
Nessuno lo aveva pi rivisto.
Qualche mese dopo, il signor Goodale mor e la signorina
Hester, rimasta sola nel cottage di Depot
Street, non usc quasi pi. Visse sempre da sola, con il
poco denaro che suo padre le aveva lasciato. Si procur
un gatto e, nel giro di qualche anno, divenne una specie
di leggenda.
La signorina Hester ha il cuore infranto, dicevano.
Aspetta solo di morire.
Le previsioni della madre di Jared si avverarono. La
figura snella della signorina Hester divenne scheletrica.
La pelle sembrava coprirle a fatica le ossa e gli occhi
scintillavano come brace, nel viso bianco e tirato.
Le dita affusolate parevano artigli e perfino i capelli si
diradarono sul cranio ossuto.
Jared Clarke, guardandosi attorno nel salotto, si domand
se davvero qualcuno aveva potuto amare quella
donna. Si sent a disagio.
La signorina Hester non invit i suoi ospiti a sedere.
Allora, Jared? domand.
Si tratta delle tubature, signorina Hester. Ci sono
state molte discussioni per la sistemazione della fogna,
ma adesso siamo tutti d'accordo.
E io che c'entro?
Le condutture devono correre sotto le strade, spieg Jared, la citt pagher i lavori e siamo tutti
d'accordo per pagare il pezzo di tubatura che passer
davanti alle nostre case.
Ma non avete appena detto che pagher la citt?
Jared sorrise. La citt pagher la manodopera.
Se ho capito bene, Jared, mi state chiedendo di pagare
dei tubi da far passare sotto la strada pubblica?
Jared si frug nel cervello alla ricerca di una risposta
adatta. Sentiva di odiarla, quella donna che gli complicava
un compito gi tanto difficile.
Va a beneficio vostro e di tutta la citt, signorina
Hester. Sulle tubazioni centrali si possono innestare
quelle per la vostra casa.
E perch dovrei volere dei tubi in casa?
Jared Clarke arross, non sapeva come trovare un modo
elegante per spiegarle che non poteva rimanere l'unica
abitante di Depot Street con il gabinetto esterno.
Ma, signorina Hester... balbett.
S, Jared? La voce fece la domanda, ma il tono
era glaciale.
Be',  che... ricominci Jared. Voglio dire...
Insomma si tratta...
George Caswell, privo di tatto, intervenne:
Vedete, Hester, in citt non vogliamo pi latrine
esterne. Vanno bene per quelli delle baracche, ma non
nel centro di una citt.
Dopo un attimo di imbarazzo, la signorina Hester
disse: Arrivederci, signori, e si avvi verso la porta.
Ma, signorina Hester! protest Jared.
Buona sera, Jared. E Hester richiuse la porta.
Ci sanno fare a chiudere le porte in faccia i Goodale! comment Ben Davis, scoppiando a ridere, insieme
con George Caswell.
Ma Jared Clarke non rise: era furibondo. Sarebbe
stato costretto ad ammettere davanti al comitato il fallimento
della sua impresa.
Be', non  obbligata, disse uno dei membri del
comitato. Non esiste una legge che la costringa.
Forse non ha il denaro, disse un altro.
Certo che ce l'ha, afferm Dexter Humphrey,
presidente della banca.
 matta! grid Jared irato.  matta come un
cavallo!
Immagino che il valore delle propriet in Depot
Street adesso diminuir, annunci tristemente
Humphrey. Con la latrina della signorina Hester sotto
gli occhi. Peccato che tu non sia riuscito a convincerla,
Jared.
Ho fatto quello che potevo, grid Jared.  matta,
matta come un cavallo!
La casa accanto a quella di Hester  in vendita.
Nessuno la comprer.
Peccato. Avresti dovuto fare la voce grossa, Jared.
Maledizione! grid Jared.
Le tubature furono installate anche in Depot Street
e la citt pag le spese per quelle che passavano davanti
a casa Goodale. E alla fine qualcuno compr la casa accanto.
Quando il tipografo della citt era morto, la sua famiglia
aveva ceduto la ditta a un certo Albert Card, un
tipografo di Boston che aveva comperato il cottage accanto
a quello della signorina Hester.
Simpatica coppia, avevano detto in citt.
Gi, si d da fare, quel giovanotto.
Il giovane Card era entrato a far parte della chiesa
congregazionalista.
Un uomo simpaticissimo, aveva detto Jared
Clarke. Ce ne vorrebbero molti in citt, come quei
Card. Sono i pilastri della comunit.
Dite un po', aveva domandato Albert Card poco
dopo l'acquisto della casa, chi  la vecchia cornacchia
della casa accanto?
La signorina Hester Goodale, aveva risposto
Jared Clarke, una vecchia pazza.
Lo dite a me? Non la vedo quasi mai, quella siepe
tra le due case ci separa, ma la sento trafficare nel cortile.
Be', non proprio lei, ma quel suo maledetto gattaccio.
Miagola da svegliare un morto.  proprio una
vecchia pazza.
Scommetto che sentirete anche la signorina Hester,
quando entra ed esce dalla sua latrina.
No, ma sento il suo gatto.
La bestiaccia le va sempre dietro. E completamente
pazza. Non esce mai di casa, se non per andare
a fare la spesa, una volta alla settimana. Non riceve mai
visite. Scommetto che a casa sua non c' pi entrato
nessuno da quando George, Ben e io siamo andati a
parlarle delle tubature. Sentite un po'.  successo molto
tempo fa. Stavamo per installare le tubature delle
fogne e mi incaricarono di andare a convincerla a pagare
la parte dei tubi che passava davanti a casa sua.
Be', sono arrivato l, busso alla porta e le dico: Senti
un po', Hester, niente da fare, devi pagare la tua parte
di tubi. Avanti, poche storie, scrivi l'assegno e me
ne vado. Ha cominciato a gridare e a piangere e a fare
un mucchio di storie. Gliel'ho detto subito a Ben e
a George che era matta, meglio lasciarla stare, quella poveretta.
Quando Albert Card le raccont la storia, sua moglie
Mary, disse: Che citt! Ce n' di gente strana!
Prima la storia di Samuel Peyton, adesso questa della signorina Hester Goodale!
...
.
...
CAPITOLO 17.
...
.
...
Norman Page aspettava che sua madre gli versasse
la cioccolata calda.
Com' andata oggi, caro? domand sua madre.
Bene, rispose Norman distratto. Pensava ad Allison
e alla signorina Hester.
Raccontami, caro.
Niente di speciale. Come al solito. Stiamo studiando
algebra. La signorina Thornton dice che ci servir
alla scuola superiore.
Oh? Ti piace la signorina Thornton, caro?
 simpatica, non  scorbutica come certi altri insegnanti.
Come mai eri con Allison MacKenzie, Norman?
L'ho incontrata per caso e ho fatto un po' di strada con lei.
Ma che cosa faceva in Depot Street? Non abita qui.
Era un momento della giornata che Norman odiava.
Ogni pomeriggio doveva bere la cioccolata calda, o del
latte o del succo di frutta, e spesso non ne aveva voglia,
mentre sua madre lo interrogava sui ragazzi che
aveva visto durante la giornata.
Non so che cosa ci facesse Allison in Depot Street,
rispose Norman imbronciato. L'ho incontrata e basta.
Ti piace, caro?
E abbastanza simpatica.
Allora ti  simpatica?
Non ho detto questo.
S che lo hai detto.
No che non l'ho detto. Ho detto solo che  abbastanza
simpatica.
Fa lo stesso. Ti piace quanto la signorina Thornton?
Non ho detto neanche questo!
Oh Norman! Abbassa la voce!
La signora Page sedette sulla sedia a dondolo e cominci
a piangere. Norman, sentendosi colpevole, le
corse accanto.
Oh mamma, non volevo. Davvero, non volevo!
Scusami.
Non importa, tesoro, non  colpa tua:  il sangue
di tuo padre che hai nelle vene.
Non  vero, non  vero!
S, tesoro, assomigli molto a tuo padre e alle tue
sorelle, Charlotte e Caroline.
Non  vero.
Gli occhi di Norman si riempirono di lacrime. Non
riusciva a controllare i singhiozzi nervosi.
Non sono come loro, grid.
S, tesoro, sei come loro. Forse sarai pi contento
quando morir e potrai andare a vivere con le tue sorellastre.
Non dire cos, mamma. Tu non morirai mai!
S, Norman, morir. Morir presto e tu andrai a
vivere con Charlotte e Caroline. Mio caro tesoro, anche
in cielo pianger, vedendoti tra le grinfie di quelle
due donne malvage!
Oh no! No, no, no, no!
Oh s, caro. Morir molto presto e tu sarai ben
contento.
Tu non morirai. No. Che cosa farei se tu dovessi
morire?
Avresti Caroline, Charlotte e la signorina Thornton
e Allison MacKenzie. Starai benissimo senza tua
madre.
Norman si lasci andare per terra, ai piedi di sua madre.
Singhiozzava istericamente e si afferrava alla gonna
con tutte e due le mani, ma lei lo guardava.
No, non potrei pi vivere, morirei anch'io! Voglio
bene soltanto a te, mamma. Non voglio bene a nessun
altro!
Sei sicuro, Norman? Non vuoi bene a nessun altro?
No, no, no. A nessuno, mamma, solo a te.
Non vuoi bene alla signorina Thornton e alla piccola
Allison?
No, no, le odio! Odio tutti, meno te.
Vuoi bene alla mamma, Norman?
Norman singhiozzava istericamente, senza lacrime.
Oh s, mamma. Voglio bene soltanto a te, pi bene
che a Dio, perfino. Di' che non mi lascerai mai!
Per molto tempo, la signora Page accarezz la testa
di Norman, appoggiata sulle sue ginocchia.
Non ti lascer mai, Norman, disse infine. Mai.
Stai tranquillo, non morir.
...
.
...
CAPITOLO 18.
...
.
...
Kenny Stearns alz la testa e si guard attorno. Sul pavimento
della cantina giacevano altre forme, distese come
lui. Si domand chi potessero essere.
Sembra che la cantina sia piena, disse ad alta voce.
E tu chi sei? domand e spinse con il piede un
corpo dormente. Chi sei?
Lucas Cross borbott e si volt sul fianco. Va'
all'inferno.
Come osi dirmi di andare all'inferno nella
mia cantina! protest Kenny. E mia o no?
Va' all'inferno, ripet Lucas.
Kenny Stearns si alz in piedi, scivolando con la
schiena contro la parete di cemento. Poi si mantenne
diritto, appoggiandosi al muro freddo.
Nessuno va a dire a Kenny Stearns di andare all'inferno
nella sua cantina, disse in tono feroce.
Altri due corpi si mossero e Kenny li guard bene in
faccia.
Altri figli di puttana che vengono a dire di andare
all'inferno al padrone della cantina, disse.
Si diresse verso uno degli uomini che si erano appena
mossi.
Ehi, grid, che ci fate nella mia cantina?
Henry McCracken balz quasi in piedi, spaventato
dal tono di voce di Kenny. Henry stava sognando
e in sogno aveva sentito la voce dello sceriffo, suo fratello
Buck, che come sempre ce l'aveva con lui, per
qualche ragione. Henry mise a fuoco l'immagine di
Kenny.
Accidenti, Kenny, mi hai fatto prendere una bella
paura, pensavo che fossi mio fratello Buck!
Kenny sogghign. Vorrei vedere! Vorrei vedere
uno sceriffo che viene a dire ai miei amici che cosa devono
fare, e nella mia cantina!
Bravo, Kenny, disse Henry sbadigliando. Andiamo
a prenderci qualcosa da bere e poi dormiamo.
Sei mio amico, Henry McCracken, disse Kenny,
il mio unico vero amico.
Si guard attorno tristemente. Non ho un solo
amico in tutta questa cantina, lo sai Henry? Non uno.
Kenny indic Lucas con un gesto del pollice.
Lo vedi quello? Lo vedi quel bestione ubriaco? Mi
ha detto di andare all'inferno due minuti fa, proprio
qui, nella mia cantina. Ma ti pare?
Terribile, rispose Henry, scuotendo la testa cupamente.
Ma  cos che vanno le cose a questo mondo.
Credi di avere un amico e quello ti manda all'inferno.
Spaventoso. Chiss se Lucas si  liberato di tutte
quelle bestie che lo infastidivano.
Non lo so, disse Kenny. Le vedremmo, se ci
fossero ancora. Grige, erano, e verdi, e si arrampicavano
su tutte le pareti, cos diceva Lucas.
Forse sono andate via, disse Henry scrutando
spaventato le pareti di cemento. Adesso non ne vedo.
Bene, disse Kenny in tono feroce. Non mi vanno
gli insetti. Mai piaciuti. Non voglio nessun maledetto
insetto su per le pareti della mia cantina.
Perch non vai a prendere una bottiglia? domand
Henry.
S, adesso la cerco. Deve essercene una, da qualche
parte. Kenny cerc per tutto il pavimento, scrutando
da un punto all'altro, ma non riusc a vedere
niente che potesse sembrare una bottiglia piena. Poi,
con uno sforzo incredibile, si stacc barcollando dalla
parete che lo sosteneva e cominci a strascicarsi per la
cantina. Raccolse una bottiglia dopo l'altra, ma ogni
volta vide del vuoto.
Quei fetenti hanno bevuto tutto, disse a Henry.
Ecco che cosa hanno fatto.
And lentamente verso la stufa e guard nell'interno,
poi, sospirando, affond un braccio e frug a lungo.
Inutile, Henry, disse con voce lacrimosa. Quei
fetenti hanno bevuto tutto.
All'improvviso Henry emise un grido di gioia.
Kenny! Guarda le botti! Guardale, l contro la parete,
belle come una fila di ragazze alla fiera del paese!
Kenny si volse a guardare le sue dodici botti di sidro.
Un noto profumo di mele e fumo di legna lo solletic
e gli parve di vedere il succo che si riversava nelle
botti.
Cristo, s! esclam andando verso le botti. Ho
lavorato come un negro per riempirle, come diavolo ho
fatto a dimenticarmene?
Allung la mano verso la prima spina ed Henry strisci
verso di lui a quattro zampe.
Ma, Kenny, mettici sotto qualcosa! Vuoi che esca
tutto sul pavimento?
Kenny prese una bottiglia vuota e la tenne sotto la
spina. Non venne gi niente.
Che te ne pare? domand a Henry. Quei fetenti
mi hanno asciugato tutta una botte di sidro!
Prova l'altra.
Va bene, tieni la bottiglia sotto la spina. Kenny
premette la spina di ogni botte, mentre Henry, speranzoso,
teneva la bottiglia. Quando ebbero finito, nella
bottiglia non c'era una sola goccia di sidro.
Non ci posso credere che quei fetenti hanno asciugato
tutto fino all'ultima goccia! url Kenny fuori di s.
Cominci a colpire le botti che rotolarono dai loro
sostegni e caddero fragorosamente al suolo. Le prese a
calci, una per una, con furia, e imprec fino a non poterne
pi. Henry si mise a piangere.
Inutile, Kenny, gemette. Non c' pi sidro,
inutile! Si asciug gli occhi e si soffi il naso con la
manica della camicia. Avanti, Kenny, non prendertela
cos. Vieni, svegliamo Lucas,  l'unico modo. E ora
che Lucas faccia un altro viaggio a White River.
Henry si trascin fino a Lucas e quando gli fu accanto
cominci a colpirlo con i calcagni.
Svegliati, maiale, ordin. Svegliati e muoviti,
 ora che tu vada a White River. Svegliati!
Lucas si mosse e cerc di scostare i talloni che lo premevano
nella schiena e nel fianco.
Va' all'inferno! borbott.
Henry continu a tirar calci e Kenny and ad aiutarlo.
Svegliati, ubriacone fetente, urlava Kenny.
Svegliati, maiale pieno di sidro!
Va' all'inferno, mormorava Lucas. Sentito?
domand Kenny con voce acuta. Cosa ti avevo detto?
Mi dice di andare all'inferno, nella mia cantina.
 un insulto, ecco che cos', afferm Henry.
Pesta pi forte, Kenny.
Finalmente Lucas si volse gemendo e cerc di mettere
a fuoco le travi del soffitto.
Che vi prende? si lament. Volete rompermi
le budella?
Non abbiamo pi da bere, disse Henry. E ora
che tu vada a White River. Non c' pi niente, alzati.
Va bene, sospir Lucas e tent di sollevarsi a sedere.
Oh Cristo!
Le ultime due parole furono un gemito, una preghiera
pi che un'imprecazione. Croll lungo disteso.
Oh Cristo! gemette, sono tornati.
Si mise a piangere, coprendosi gli occhi con le mani
incrostate di sporcizia grigiastra.
Dove? domand Kenny. Dove sono, Lucas?
Lucas si copr gli occhi con una mano e con l'altra indic
la parete di fronte.
L, dietro di te, vicino a te. Dappertutto. Oh Cristo!
Kenny si volse a guardare la parete. Non vedo
niente, mormor. Non vedo proprio niente.
Ci sono, singhiozz Lucas. Grigi e verdi, sono
milioni, strisciano dappertutto!
Scost due dita e guard dalla fessura. Attenti, grid e si batt sulla coscia. Attenti, stanno venendo
qui!
Non vedo niente, grid Kenny.
Pazzo fetente, url Lucas, sei ubriaco, sei cieco;
ecco perch non riesci a vederli. Sei ubriaco fradicio.
Attento!
Lucas rotol sullo stomaco e si copr la testa con le
braccia. Poi balz in piedi e corse a raggomitolarsi in
un angolo della cantina.
Erano sotto di me, piagnucol terrorizzato, proprio sotto di me, aspettavano di mangiarmi!
Kenny ed Henry si chinarono a esaminare il punto
in cui Lucas era stato disteso.
Qui non c' niente, dissero. Proprio niente.
Luridi ubriaconi! url Lucas. Ubriachi fradici
tutti e due!
Due degli altri quattro uomini che dormivano si svegliarono
alle urla di Lucas e si guardarono attorno con
occhi appannati, senza capire.
Dov' la bottiglia? domand uno dei due.
Attento, grid Lucas, abbassa la testa!
Dov' questa maledetta bottiglia?
Non ce n', grid Henry esasperato.
Non vedo niente, disse Kenny. Proprio niente.
Dov' quella fottuta bottiglia? Non ce n'.
Proprio niente.
Sono coperti di fango. Fango verde.
Vado io, disse Henry. Ci vado io e all'inferno
Lucas. Dammi dei soldi.
Henry si frug in tasca, dappertutto, ma non trov
niente.
Non ho pi soldi, disse a Kenny.
Io ne ho, disse Kenny frugandosi nelle tasche. Ho sempre soldi per il mio amico Henry McCracken,
ma dopo un'accurata ricerca, concluse: Sto male come te, Henry. Neanche un centesimo.
Forse lui ne ha, disse Henry indicando il farneticante Lucas.
Si avvicinarono a Lucas e lo frugarono, ma anche le
sue tasche erano vuote. Gli uomini svegli cercarono
nelle loro tasche, non trovarono nulla e andarono a frugare
in quelle dei due che dormivano ancora.
Ci vuole roba da bere, disse Kenny. Avanti,
vuotate le tasche, ragazzi. Svegliatevi, non c' niente da bere.
Quando ebbero finito di frugarsi in tasca, cominciarono a perquisirsi a vicenda.
Tu ne hai, si accusavano. Li nascondi. Avanti,
cacciali fuori. Uno per tutti e tutti per uno. Fuori i soldi.
Alla fine riuscirono a mettere insieme sei cent.
Perdio, disse Henry McCracken, ci vado io a
White River. All'inferno Lucas, ci vado io.
Si alz, appoggiandosi alla parete. S, ragazzi, potete
contare su di me. Vado subito.
Mise i sei cent in tasca, con cura.
Prendo del whisky e un paio di casse di birra, disse a Kenny. Dovrebbero bastare, fino a domani.
Attenti! url Lucas. Oh Cristo!
Dov' quella fottuta bottiglia?
Avanti Henry, ti butto fuori dalla finestra.
Prendo tre casse di birra, sar meglio, annunci Henry.
Prendine una a testa, consigli Kenny.
Scacciateli dalla finestra, ordin Lucas. Presto!
Quando Henry se ne fu andato, tutti, meno Lucas,
sedettero ad aspettare. Lucas, raggomitolato in un angolo,
gemeva e di tanto in tanto si scrutava tra le dita.
E ogni volta, urlava: Attenti! e si copriva di nuovo gli occhi.
Ci mette un pezzo, Henry, osserv uno degli uomini.
Vedrai che resta a White River e si ubriaca, disse un altro.
Se c' una cosa che odio,  un figlio di puttana che si fa i fatti suoi.
Uno degli uomini, seduto un po' in disparte, incominci
a spostarsi lentamente verso il fondo della cantina.
Era Angus Bromley. Ricordava vagamente di aver
nascosto una bottiglia in cima a uno scaffale. Avanzava
un poco alla volta e gli altri non si accorsero della
sua manovra. Stavano ancora discutendo l'infingardaggine
di Henry McCracken che era via ormai da otto minuti.
Avido figlio di puttana, quell'Henry.
Se la sta spassando, a White River.
Incontrato qualche puttana, ecco che cosa ha fatto,
e se la sta spassando. Con i nostri soldi.
Oh Cristo, gemette Lucas. Cristo, aiutatemi!
Quel figlio di puttana di Henry McCracken,  andato
a White River a ubriacarsi.
Tutta la sua maledetta famiglia beve. Tutti i McCracken,
fino all'ultimo, sono ubriaconi. Con i nostri soldi.
Angus Bromley raggiunse l'angolo e si sollev lentamente
sulla punta dei piedi, pass la mano sullo scaffale
e afferr il collo di una bottiglia da un quarto. La
trasse a s piano piano e la tenne davanti agli occhi.
Bella, mormor e accarezz i fianchi della bottiglia
come se fosse una donna profumata. Bella, bella.
Croll a sedere per terra, ruppe il sigillo e il cappuccio
rotol sul pavimento. Angus alz la bottiglia alle labbra.
Kenny Stearns volse la testa di scatto sentendo il
cappuccio che rotolava e vide Angus che beveva.
Guardate! grid rivolto agli altri, Angus ha una bottiglia!
Tutti si volsero verso Angus che si asciug la bocca
con il dorso della mano e nascose la bottiglia sotto la camicia.
Sei pazzo, Kenny, gli sorrise amichevolmente.
Sei ubriaco, Kenny. Hai le allucinazioni. Non ho nessuna bottiglia.
Fetente! url Kenny.
Balz verso Angus che non aveva avuto il tempo di
prepararsi all'attacco e cadde all'indietro. Kenny afferr
appena in tempo la bottiglia. La sollev e diede
un calcio alla testa di Angus che gemette e non si mosse
pi. Pochi secondi dopo, attacc a russare.
Fetente avido, mormor Kenny e si volse agli altri.
Chi vuol bere?
Tutti si agitarono per alzarsi in piedi e perfino Lucas abbass una mano per guardare Kenny.
Chi riesce a prendermela, pu bere, disse Kenny e sollev la bottiglia alla bocca.
Gli uomini, come belve affamate, ghignando, si avvicinarono
a Kenny, circondandolo aspettando il momento propizio.
Chi  capace di togliermela? esclam Kenny, alzando
faticosamente un piede per respingere il primo assalitore.
Kenny aveva il vantaggio dell'appoggio contro il grosso camino della cantina, mentre gli altri non potevano
reggersi in equilibrio con i propri mezzi.
Dieci minuti dopo era tutto finito: il russare di quattro
uomini riemp la cantina, coprendo anche i lamenti
di Lucas.
Fetenti, tuonava Kenny, dire a uno di andare
all'inferno nella sua cantina. Gliel'ho fatta vedere io,
vadano loro all'inferno. Si avvicin a Lucas. Sei
l'unico amico che ho, Lucas. L'unico vero amico al mondo. Bevi.
Non abbandon la bottiglia, ma l'accost alle labbra
di Lucas, che bevve avidamente.
Basta, disse Kenny, allontanando la bottiglia e
Lucas, gi saturo d'alcol, croll addormentato.
Kenny sedette con la schiena appoggiata al muro e
bevve un lungo sorso dalla bottiglia. La cantina prese
a ondeggiargli davanti agli occhi e Kenny torn indietro,
al tempo meraviglioso, quando aveva portato
Ginny alla fiera ed erano andati sulla ruota panoramica.
Socchiuse gli occhi e vide i baracconi illuminati e
sent la musica dell'organetto.
Ancora una volta, disse e la ruota riprese a girare
vorticosamente.
Kenny bevve ancora. Dopo sei settimane di una baldoria
senza precedenti, il pavimento della cantina era
coperto di vomito e di feci. Il fetore filtrava oltre il pavimento,
fino al piano superiore. Ginny Stearns se
n'era gi andata da tempo ad abitare da un'amica. Ma
per Kenny, la cantina era un posto meraviglioso, pieno di luci e allegria.
Ancora! grid e desider di poter rimanere sulla
ruota per sempre. Tienimi la mano, Ginny, non avere paura.
Kenny guard gli uomini addormentati e vide il sorriso
di Ginny.
Andiamo! grid e le prese la mano.
Ma Ginny scomparve di colpo e Kenny era solo sulla ruota.
Ferma! grid. Ferma!  caduta! Fermate questo maledetto arnese!
Ma la ruota girava sempre pi in fretta e la musica
della fiera risuonava sinistra, cupa e stonata.
Ginny! grid Kenny, Ginny, dove sei andata?
Si alz barcollando e si guard attorno e le luci della
fiera vorticavano intorno a lui, tuffandosi, sollevandosi, abbagliandolo completamente.
Ginny! url.
E finalmente la vide. Camminava sotto braccio con
un uomo sorridente che indossava abiti cittadini.
Guard su, verso Kenny, prigioniero della ruota, e
rise forte.
Maledetto! url Kenny. Torna qui, torna qui con la mia Ginny!
Ma anche Ginny rideva. Alz la testa a guardare
Kenny, con le labbra rosse socchiuse e i denti bianchi
e lucenti, e rideva, rideva.
Puttana! url Kenny. Lurida, schifosa puttana!
Ginny rise ancora pi forte, alz le spalle e guard
lo straniero. Kenny vedeva le unghie rosse contro la
manica scura e gli pareva di sentire il seno e la coscia
di lei che premevano contro il fianco dell'uomo.
Ti uccider! grid alzandosi in piedi sulla ruota.
Vi uccider tutti e due!
Ma Ginny e lo straniero si allontanarono ridendo,
come se non avessero udito la minaccia di Kenny. Camminavano
lentamente. Ginny sfior con le dita la guancia
dello straniero. Kenny lasci cadere la bottiglia e
cerc di scendere dalla ruota. Corse barcollando. Inciampando
verso le scale della cantina, quando arriv
in cima cadde pesantemente contro la porta. Non riusciva
ad aprirla.
Sono prigioniero, grid, colpendo con furia i
pannelli di legno. Sono rinchiuso in questa maledetta
ruota! Le sue dita toccarono il grosso chiavistello
senza riconoscerlo. Fatemi uscire! grid all'uomo
che manovrava la ruota. Fatemi uscire, maledetti!
Ma la ruota continuava a girare e l'uomo guardava
Kenny con occhi vuoti e rideva con i denti gialli e scintillanti.
Kenny scese di corsa le scale e afferr l'accetta accanto
alla catasta di legna. Si volse verso l'uomo ghignante.
Adesso vediamo se mi farai uscire! url.
Sal di corsa le scale e si mise a tempestare di colpi i
pannelli della porta.
Vi uccider tutti e due, url a Ginny e allo straniero
che si erano fermati a guardarlo. Ginny non sorrideva
pi, ma aveva il viso contorto dalla paura che le
faceva pendere la bocca.
Ti sistemo per le feste, puttana! Ti faccio a pezzi,
tu e la tua bella faccia! grid Kenny.
L'accetta colp di nuovo il legno e Kenny dovette tirare
per liberarla. Poi la sollev al di sopra della testa
e, mirando alla ruota, la abbass con forza tremenda.
Il piede prese a sanguinare. Kenny rimase a fissarlo
come intontito e il sangue sprizzava come una fontana.
Scorreva rosso, tutto intorno a lui, assorbendolo.
Kenny Stearns cadde in avanti, gi dalla ruota, sulla
folla sottostante con il riso di Ginny che gli suonava nelle orecchie.
...
.
...
CAPITOLO 19.
...
.
...
Fu il dottor Matthew Swain a trovare Henry McCracken.
Stava tornando a casa dopo una visita in campagna,
quando vide qualcosa nel fossato accanto alla
strada. Ferm l'automobile e scese a vedere. La figura
giaceva immobile, prona, nel fango. Era Henry, svenuto,
sporco in modo indescrivibile, con una ferita sanguinante
alla fronte, ma, come disse poi il dottore, respirava
ancora e puzzava da non dirsi. Il dottor Swain
lo esamin in fretta, se lo caric sulle spalle e lo depose
sul sedile posteriore dell'automobile. And diritto
all'ospedale e consegn Henry a due infermiere che lo
spogliarono e lo lavarono, maledicendo il loro destino
a ogni centimetro che lavavano.
Coraggio, ragazze, disse il dottore quando ebbe
ricucito la testa di Henry. Lasciatelo dormire un paio
d'ore, poi farete a pugni per potervi occupare di lui.
Le due infermiere guardarono il viso barbuto e ossuto
e la bocca pendula di Henry. La fasciatura candida
gli dava un che di piratesco. Le due ragazze si guardarono
in faccia e scossero la testa.
Dottore, siete un bel tipo, disse l'infermiera
Mary Kelley che non era famosa per l'originalit delle
sue osservazioni.
No, io no, disse il dottore. Ma lui s, e se ne
and. Mary gli fece una smorfia dietro le spalle.
Andate a casa a dormire, Dott, gli grid dietro,
e non fermatevi a raccogliere altra roba per la strada!
Non fingere, Mary, rispose il dottore. Li ami
tutti di un turpe amore. Buona notte!
Mary Kelley scosse la testa. Quel Dott, disse
all'infermiera Lucy Ellesworth, non bada mai a quello che dice. Lo conosco da cent'anni, ma non mi sono
ancora abituata. Quando studiavo, c' mancato poco
che lasciassi perdere. Il Dott si divertiva a prendermi
in giro.
E perch ti prendeva in giro? domand Lucy Ellesworth.
Lucy era nuova a Peyton Place e non aveva ancora
avuto il tempo di familiarizzarsi con le sue leggende e
i suoi aneddoti. Era arrivata in citt sei mesi prima,
quando suo marito aveva ottenuto il posto alle Cumberland
Mills. John Ellesworth continuava a cambiare,
sempre scontento di quello che aveva e sempre alla
ricerca di nuovi e pi verdi pascoli. Lucy era un'infermiera
diplomata e ringraziava il cielo, perch dal giorno
del suo matrimonio aveva sempre dovuto lavorare
per mantenere il marito e, pi tardi, la figlia. Diceva
molto spesso che avrebbe lasciato volentieri John, se
non fosse stato per Kathy. Ma una bambina ha bisogno
del padre e John, con tutti i suoi difetti, voleva bene
alla piccola. In fondo, una donna non pu chiedere
molto di pi, no? Kathy aveva tredici anni. A volte
Lucy diceva che quando sarebbe stata abbastanza grande
da capire come stavano le cose avrebbero lasciato
John e la sua inquietudine.
Il Dott si burla di tutti, disse Mary Kelley. A
te lascia in pace perch sei nuova, ma aspetta che si abitui
a vederti, allora capirai quello che voglio dire.
Che  successo quando sei stata sul punto di andartene? domand Lucy.
Oh, niente a che fare con questo, rispose Mary
lisciando con aria cupa le coperte sulle gambe magre di
Henry. Era per quel grosso negro che avevamo qui.
Aveva avuto uno spaventoso incidente di macchina e
lo hanno portato qui perch era l'ospedale pi vicino.
Era il primo negro che vedevo, da vicino. Be', il Dott
ha lavorato quasi tutta la notte a rattopparlo, poi lo abbiamo
messo in corsia con gli altri pazienti, solo che gli
altri erano tutti bianchi. Ogni mattina, il Dott usciva
dalla sala e mi sussurrava: Mary, attenta a quel negro
e ogni volta gli domandavo il perch. Allora prendevo
il mio lavoro molto sul serio, cercavo di imparare
pi che potevo. Non importa, rispondeva il Dott,
basta che tu gli tenga gli occhi addosso. Quel tipo 
diverso da tutti gli altri. Il Dott ama tutti, bianchi,
neri, verdi, se ce ne sono, a lui non importa. Che
vuol dire, diverso? domandavo. Perch ha la pelle
cos nera? No, rispondeva lui. Avrei dovuto capirlo,
che aveva in mente qualche diavoleria, ma avevo
appena cominciato il tirocinio e pensavo che un ospedale
fosse un posto molto serio e poi, non ero ancora
abituata alle burle del Dott.
No, Mary, diceva, non  la sua pelle. Non capisco,
una ragazza in gamba come te! Ero cos disperata
all'idea di non sapere qualcosa che avrei dovuto
sapere, che avevo voglia di piangere. Che cosa? ho
domandato infine e il Dott si  chinato e mi ha sussurrato
all'orecchio: Mary, non lo sai che i negri fanno
aria nera? Ti assicuro che ero da legare, tanto ero
furibonda. Bel modo di parlare, gli ho detto, e siete
l'uomo che mi ha aiutata a nascere. Lo sapevo che
dovevo trattare con il massimo rispetto i medici, perfino
il Dott, ma ero tanto arrabbiata che non me ne importava
pi. Be', il Dott non ha neanche sorriso, ma
mi ha guardata in faccia con aria sorpresa.
Non scherzo, Mary, ha detto, non mi burlerei
mai di una ragazza in gamba come te. Volevo soltanto
avvertirti, nel caso che tu debba occuparti di un negro.
Ero tanto scema che gli ho creduto. Ci sa fare, il Dott.
 capace di raccontare le pi assurde bugie con la faccia
pi innocente del mondo e riesce a farle credere. Da
quel momento ho tenuto il tipo sotto controllo. Non poteva
neanche ruttare, per non parlar d'altro, senza che
gli corressi vicino per vedere. L'ho sorvegliato per molti
giorni, quando una mattina il Dott  uscito dalla corsia
e mi ha raggiunta nel corridoio. Visto? mi ha detto,
avevo ragione? Di che parlate? gli ho domandato
e lui mi ha guardato sorpreso. Ma Mary, non l'hai
visto? Visto che? Vieni, presto! ha esclamato e
mi ha trascinata in corsia per mano. Naturalmente non
c'era niente da vedere e il Dott si  guardato attorno
con aria stupefatta e innocente. Mmm, che strano, deve
essere uscita dalla finestra. Che cosa? ho domandato
io tutta emozionata. La fuliggine, ha risposto
e io mi sono arrabbiata perch pensavo che facesse
un'osservazione sulla pulizia della sala. Che fuliggine? ho domandato. Di quel tipo negro, ha risposto
il Dott. Ero qui meno di un minuto fa, quando ha fatto
aria e la sala era tutta nera di fuliggine!
Lucy Ellesworth rise tanto forte che Henry si mosse
nel sonno e Mary si mise un dito sulle labbra.
Silenzio, disse, non ci vedo proprio niente di
divertente.  stato uno scherzo crudele, per una ragazza
cos giovane.
Sospir con impazienza e spense la luce. Lucy corse
fuori nel corridoio con il fazzoletto premuto sulla bocca
per soffocare le risate.
...
.
...
CAPITOLO 20.
...
.
...
Il dottor Matthew Swain pass lentamente davanti
alla casa di Kenny Stearns per vedere se non spuntassero
altri corpi dalla cantina. Vide la finestra aperta e
la tenda nera che svolazzava al vento. Avvicin la macchina
al marciapiede e si ferm.
Santo cielo, pens, se qualcuno si  addormentato
con quella finestra aperta, Mary avr per le mani un intero
ospedale pieno di ubriachi ammalati.
Scese dall'automobile e si avvicin alla finestra, con
l'intenzione di affacciarsi a guardare e di chiuderla, se
nessuno degli ubriachi era in grado di farlo.
Ha l'aria di un nobile gesto, si disse, ma in realt 
un pezzo che muoio dalla voglia di darci un'occhiata.
Chiss come passano il tempo. Si chin a guardare. E
come hanno fatto a vivere per sei settimane in questo
fetore?
Dio Onnipotente! esclam il dottore ad alta voce.
Kenny Stearns giaceva in fondo alle scale, immobile
e coperto di sangue.
 morto, non c' dubbio, disse il dottore. Se
mai ho visto un uomo morto dissanguato,  sicuramente
lui.
Si raddrizz in fretta e and nella casa accanto a
chiamare un'ambulanza.
In pochi minuti, la strada si riemp di folla e quando
l'ambulanza dell'ospedale arriv, l'autista dovette
faticare per farsi strada. I telefoni suonavano per tutta
la citt e quelli che erano gi a letto o leggevano accanto
al fuoco, uscirono di corsa nella notte gelida per
unirsi alla folla per vedere il Dott che tirava fuori gli
ubriachi dalla cantina di Kenny.
Funziona allo stesso modo in prigione, disse il
dottor Swain a Seth Buswell poco dopo Voci di corridoio.
Nessuno ammette di aver detto una sola parola,
ma appena succede qualcosa, tutti lo sanno.
Si rivolse al gruppo dei vecchi che di solito affrontavano
il freddo soltanto per raggiungere il negozio di
Tuttle.
Cristo, rugg il dottore, via subito dai piedi!
I due uomini che portavano la barella, la sollevarono
delicatamente per infilarla nell'ambulanza e dalla
folla si lev un brusio.
Povero Kenny.
 morto?
Ges, quanto sangue!
Ha tentato di tagliarsi la gola con un rasoio, ho
sentito dire!
Si  tagliato i polsi con una bottiglia rotta.
Hanno attaccato briga e si sono assaliti con i coltelli.
Tutti ubriachi, naturalmente.
L'ambulanza fece quattro viaggi in tutto. Port via
Kenny per primo, Lucas per ultimo.
Selena Cross era tra la folla, con il fratellino Joey per
mano. Quando Lucas fu trascinato fuori della cantina,
tra gli urli e le imprecazioni, in lotta contro gli insetti
immaginari, Joey trem e cerc di nascondere la testa
nella sottana di Selena. L'autista e l'infermiere tenevano
Lucas per il collo e per le braccia e lo trascinavano
verso l'ambulanza.
Ecco Lucas Cross! grid qualcuno tra la folla.
Guardatelo, ubriaco come un diavolo!
Ha il delirium tremens!
Lucas urlava: Lasciatemi andare, o ve ne pentirete!
La folla rise. Era ridicolo, con i piedi puntati contro
il terreno, il corpo irrigidito nel tentativo di resistere
agli uomini che lo trascinavano.
Ve ne pentirete! grid Lucas e tent di nascondere
il viso nei camici bianchi dei due uomini.
Calmati, Lucas, disse il dottor Swain. Non
preoccuparti, va' con loro e tutto andr a posto.
Lucas lo guard come se non lo riconoscesse. Aiuto,
non lasciate che mi prendano! Mi divoreranno vivo!
Joey Cross si mise a piangere, ma Selena rimase impassibile
e fiss Lucas con occhi pieni d'odio.
Maledetto bastardo, pensava. Lurido fetente. Ubriacone.
Spero che tu muoia.
Attenzione! grid qualcuno nella folla. Sta
scappando! Lucas era riuscito a liberarsi da uno dei
due infermieri e lottava come un pazzo contro l'altro.
Allung un calcio all'inguine di quello che ancora lo teneva.
L'uomo lo lasci andare e Lucas prese a correre
in tondo, colpendosi le braccia e le gambe e tentando
di coprirsi la faccia allo stesso tempo.
Aiuto! grid alla folla. Sono tutti ricoperti di
melma!
La folla rise e Selena sibil tra i denti:
Spero che tu muoia, spero che tu cada morto stecchito,
maledetto figlio di puttana.
Joey nascose la faccia tra le mani e pianse.
Charles Partridge aspett che Lucas gli passasse davanti
e afferr l'uomo terrorizzato in un grottesco abbraccio.
Andiamo, Lucas, disse il dottor Swain dolcemente,
vieni con me. Andr tutto bene.
Finalmente riuscirono a infilare Lucas nell'ambulanza
e a richiudere la porta, ma la sua voce continu
a strepitare da dentro.
Aiuto! Aiuto!
L'ambulanza si allontan e Selena scosse Joey. Andiamo,
tesoro. Andiamo a dire a Ma' che lo abbiamo visto.
S'incamminarono tra la folla e molti si volsero a
guardarli.
Guardate, ci sono i ragazzi Cross.
Che vergogna, un padre di famiglia.
Non capisco come sua moglie lo sopporti.
A me fanno pena i bambini.
Eccoli, quelli delle baracche.
Tacete, aveva voglia di gridare Selena. Tacete. Non
voglio la vostra lurida compassione. Tacete.
Tenne la testa alta, come se fosse sola, e non guard
n a destra n a sinistra. And verso Elm Street, con
il piccolo Joey per mano.
Vengo con te, disse una voce dietro di lei. Selena
si volt di scatto. Non ho bisogno di nessuno, Ted
Carter! disse con cattiveria, sfogando la sua ira e il
suo dolore contro di lui. Tornatene con la gente per bene.
I tuoi hanno lavorato sodo per arrivarci. Non vorrai
mica finire come noi delle baracche.
Ted la prese per un braccio, e lo sent rigido sotto le
dita.
Selena si svincol. Non ho bisogno di te, disse.
Non ho bisogno di nessuno. Risparmia la tua maledetta
compassione per qualcun altro che la vuole. O
mettitela dove dico io.
Un'innata saggezza fece tacere Ted, che si mise a
fianco di Joey. Prese la mano del ragazzino nella sua.
Lui e Selena erano ai due lati di Joey, e gli tenevano
una mano per uno. Joey si sent quasi consolato.
Andiamo, Selena, disse, andiamo a casa. S'incamminarono
lungo la strada deserta e i loro passi
echeggiavano sui marciapiedi. Andarono in silenzio, fino
al termine della strada asfaltata, e quando furono
sullo spiazzo Joey si stacc e corse via.
Vado a dirlo a ma', grid ed entr nella baracca.
Selena e Ted rimasero immobili e silenziosi. Poi Ted
prese Selena tra le braccia e la strinse a s. Non la baci,
la tenne soltanto stretta e Selena si mise a piangere.
Pianse silenziosamente, senza muoversi.
Ti amo, Selena, le sussurr Ted all'orecchio.
Selena pianse fino a che tutto il corpo le dolse, poi
si abbandon tra le braccia di Ted. Se si fosse mosso,
sarebbe caduta. La prese per mano e la condusse verso
il margine della strada. Selena lo segu come una sonnambula,
indifferente e intontita. Ted la fece sedere a
terra, poi le sedette accanto e la tenne stretta, accarezzandole
i capelli con le dita infreddolite.
Ti amo, Selena.
Apr il pesante cappotto e si avvicin a lei, in modo
da coprirla e riscaldarla.
Ti amo, Selena.
S, mormor lei, non era n una domanda, n
un'esclamazione di stupore. Era un'affermazione.
Voglio che tu sia la mia ragazza.
S.
Per sempre.
S.
Ci sposeremo appena finita la scuola. Ci mancano
solo quattro anni.
S.
Far l'avvocato, come il vecchio Charlie.
S.
Ma ci sposeremo prima che io vada all'universit.
S.
Rimasero vicini a lungo. La piccola luce che splendeva
nella baracca si spense e il buio del bosco li avvolse.
Selena si abbandonava contro Ted come una
bambola di pezza. Quando la baci, la sua bocca era
morbida, ma non resisteva n si lasciava andare e il suo
corpo non lo respingeva n si dava a lui completamente.
Ti amo, Selena.
S.
Nevicava. Il freddo aveva ceduto di colpo e i fiocchi
fitti e pesanti ben presto coprirono il terreno.
...
.
...
CAPITOLO 21.
...
.
...
Allison giaceva immobile e ascoltava i suoni dell'inverno.
La neve batteva con un lieve rumore contro i
vetri della finestra, come zucchero nel caff, e si ammucchiava,
bella e rassicurante. Era difficile guardarla
e pensare al pericolo. I ricordi dei rami giganteschi
spezzati dal peso della neve o i racconti dei cacciatori
ingannati dal falso calore della coltre bianca, morti congelati,
o la storia del cagnolino perduto nel candore e
scomparso in un crepaccio, parevano impossibili. Allison
ascoltava il morbido fruscio della neve contro la finestra
e pensava alle cose belle. Cercava di non sentire
il vento che la spaventava con la sua violenza. I venti
invernali non soffiavano a folate nel New England
settentrionale. Erano creature vive che soffiavano senza
posa, un respiro gelido come la morte. Allison nascose
la testa sotto le coperte e temette che la primavera
non tornasse mai pi.
La seconda settimana di febbraio era ancora molto
addentro nell'inverno, ma Allison aveva la sensazione
che la venuta della primavera avrebbe miracolosamente
sistemato la sua vita. Provava una vaga inquietudine,
ma non riusciva a capirne la ragione.
Niente  pi come prima, si diceva con ira. Vedeva
Selena Cross sempre pi raramente, perch Selena
era sempre con Ted Carter o alla ricerca di un lavoretto.
Devo risparmiare, le disse Selena un sabato pomeriggio,
quando Allison propose di andare al cinema.
Devo risparmiare per comperare quel vestito bianco,
per il giorno del diploma. Ted mi ha gi invitata al ballo di primavera. Tu, ci vai?
Ma no, davvero! rispose Allison cercando di dare
l'impressione di non aver voglia di andarci, perch
Selena non capisse che in realt nessuno l'aveva invitata.
Io e Ted facciamo sul serio, disse Selena.
Ted, Ted, Ted! esclam Allison adirata. Non
sai parlare d'altro?
No, rispose calma Selena.
Be', io lo trovo disgustoso, disse Allison.
Ma da quel giorno cominci a fare pi attenzione a
quello che si metteva e Constance non dovette pi usare
la forza per convincerla a lavarsi i capelli. And di
nascosto al negozio di biancheria e comper un reggiseno
con imbottitura di gomma piuma e quando sua
madre osserv che stava crescendo davvero, Allison le
lanci un'occhiata di superiorit.
 normale, mamma, il tempo passa per tutti.
Lo so, cara, disse Constance nascondendo un sorriso.
Allison alz le spalle rabbiosamente. Sembrava che
sua madre diventasse ogni giorno pi stupida. Aveva
l'abilit di dire sempre la cosa sbagliata nel momento
sbagliato.
Come mai Selena Cross non viene pi da queste
parti? domand Constance verso la fine di febbraio.
Allison fu sul punto di gridare che Selena non veniva
pi in casa MacKenzie da molte settimane. Per metterci
tanto tempo ad accorgersene, sua madre doveva
essere cieca, oltre che stupida.
Forse non abbiamo pi molto da spartire, rispose
invece.
Ma dapprincipio era stato penoso perdere Selena.
Allison pensava di morire di solitudine e aveva passato
molti pomeriggi del sabato a piangere nella sua camera,
piuttosto che girare da sola per i negozi. Poi aveva
fatto amicizia con Kathy Ellesworth, una ragazza
che si era trasferita da poco in citt, e non sentiva pi
la mancanza di Selena. Kathy amava leggere e passeggiare
e dipingere. Quando Allison lo seppe, le rivel
che aveva tentato di scrivere un racconto.
Sono sicura che capirai, Kathy. Sei un'artista come me.
Kathy era minuta e tranquilla. Spesso Allison pensava
che se qualcuno l'avesse colpita, le sue ossa si sarebbero
disintegrate. Era tanto silenziosa che, a volte,
Allison dimenticava di averla accanto.
Ti piacciono i ragazzi? aveva domandato Allison
alla nuova amica.
Certo, aveva risposto Kathy e Allison si era scandalizzata.
Vuoi dire che ti piacciono davvero?
S, davvero. Quando sar grande mi sposer, comprer
una casa e avr una dozzina di bambini.
Io no! aveva esclamato Allison. Sar una scrittrice
famosa. Famosissima. E non mi sposer mai. Io li odio i ragazzi!
I ragazzi rappresentavano un altro problema che tormentava
Allison quell'inverno. Le capitava spesso di rimanere
sveglia di notte, in preda a strane sensazioni.
Aveva voglia di passarsi le mani sul corpo, ma ogni volta
che lo faceva, ricordava il suo compleanno e il bacio
di Rodney. Allora le veniva un gran caldo o un gran freddo,
tanto da tremare. Cercava di immaginare che altri
ragazzi la baciassero, ma il viso che le appariva davanti
era sempre quello di Rodney. Desiderava quasi che la
baciasse ancora. Premeva le mani sull'addome e le faceva
scivolare fin su, sul piccolo seno. Toccava con la punta
delle dita i capezzoli fino a farli diventare duri e provava
una strana tensione tra le gambe, stranamente piacevole.
Una notte si domand che cosa avrebbe provato
se Rodney le avesse toccato i seni e il viso le bruci.
Io li odio i ragazzi, aveva detto alla sua amica
Kathy, ma aveva cominciato a studiare sguardi civettuoli
nello specchio e, a scuola, sentiva la presenza di
Rodney nel banco accanto.
Sei mai stata baciata? domand un giorno alla sua amica Kathy.
Oh s, rispose Kathy, molte volte e mi  piaciuto un sacco.
No, non  vero! grid Allison.
E invece s, insistette Kathy che non mentiva
mai, n alterava mai la verit, a costo di essere scortese.
S. ripet Kathy. Mi  piaciuto molto. Una
volta un ragazzo mi ha anche sedotta.
Oh santo cielo! E come ha fatto? domand Allison.
Ma lo sai. Mi ha messo la lingua in bocca mentre mi baciava!
Oh, disse Allison.
Durante quell'inverno, Allison e Kathy cambiarono
gusti in fatto di letture. Cercavano in biblioteca i libri
che trattavano di sesso e li leggevano insieme ad alta voce.
Vorrei tanto avere dei seni di marmo, disse
Kathy tristemente, chiudendo un libro. I miei hanno
delle vene azzurre che si vedono sotto la pelle. Voglio
disegnare una ragazza con i seni di marmo.
Kathy  meravigliosa, disse Allison a sua madre.
 cos piena di talento, di fantasia!
Signore Iddio, pens Constance, prima la figlia di
un boscaiolo, adesso quella di un operaio, che razza di gusti!
Constance, in quel periodo, non aveva molto tempo
per sua figlia. Aveva comperato il negozio vuoto accanto
al suo e stava dirigendo il lavoro di ampliamento.
Ora vendeva anche camicie e calzini da uomo e abiti
per bambini. Alla fine di marzo, assunse Selena che
sarebbe andata ad aiutarla dopo la scuola. Nellie Cross
invece andava a riordinare la casa tre volte alla settimana
e in quel periodo Allison scopr che aveva l'abitudine di parlare da sola.
Figli di puttana, tutti quanti, mormorava, strofinando
con ferocia il pavimento. Tutti quanti, fino all'ultimo.
Allison ricordava quel giorno, in piedi sulla cassa, fuori della baracca dei Cross.
Donne e alcol, alcol e donne, balbettava Nellie,
e Allison rabbrividiva ricordando l'urlo di Selena nel
gelido pomeriggio di novembre. Non aveva mai avuto
il coraggio di raccontarlo a nessuno e non aveva mai
detto niente neanche a Selena, ma qualche giorno dopo,
aveva trovato una copertina di un libro con l'immagine
di una schiava, nuda fino alla cintola, con i polsi
legati sopra la testa, mentre un uomo dall'aria brutale
la batteva con una frusta. Ecco che cosa aveva in
mente Lucas Cross quel pomeriggio, aveva pensato Allison.
Doveva aver picchiato Nellie tanto da farle perdere la ragione.
Figli di puttana, mormorava Nellie come un ritornello.
Oh, buon giorno Allison. Vieni qui che ti racconto una storia.
No, disse Allison in fretta. No, grazie.
Okay, fece Nellie tutta allegra. Raccontamene una tu.
Nevicava e faceva freddo. Nellie stava stirando nella
cucina di casa MacKenzie. Allison sedette accanto alla stufa.
C'era una volta, cominci, in un paese lontano,
oltre il mare, una bellissima principessa...
Nellie Cross stirava, con gli occhietti scintillanti e
la bocca socchiusa. Dopo quel giorno, ogni volta che
vedeva Allison, Nellie sorrideva e diceva: Raccontami
una storia, e dovevano essere una diversa dall'altra,
perch Nellie interrompeva subito. No, questa
la so, me l'hai gi raccontata.
Nellie Cross avr l'aria sporca, diceva Constance,
ma sa tenere pulita una casa.
Una mattina di marzo, Nellie arriv a casa MacKenzie
prima che Constance uscisse per andare a lavorare.
Gi saputo del signor Firth, vero? domand Nellie sghignazzando.
Nellie aveva la sconcertante abitudine di sghignazzare.
Morto stecchito, annunci a Constance e ad
Allison. Spalava neve sul suo vialetto ed  caduto
morto stecchito. Lo sapevo che un giorno o l'altro gli
sarebbe toccata. Figlio di puttana. Come tutti gli altri.
Un gran figlio di puttana.
Per l'amore del cielo, Nellie! esclam Constance,
badate a quello che dite!
Il signor Abner Firth, il preside delle scuole di Peyton
Place, era morto di un attacco di cuore quella mattina.
Che triste faccenda, osserv distrattamente Constance.
Siete sicura, signora Cross? domand Allison.
Certo che sono sicura. Un figlio di puttana di meno
in questo brutto mondo.
La signorina Thornton, a scuola, era pallida, ma aveva
gli occhi asciutti. Disse a tutti i ragazzi di portare a
scuola qualche spicciolo per comperare i fiori per il signor Firth.
Sar dura rimpiazzare il vecchio Firth in questo
momento, disse Leslie Harrington, presidente del
comitato scolastico. Cristo, non poteva aspettare la primavera
per farsi venire un attacco di cuore?
Roberta Carter, madre di Ted, che faceva parte del
comitato, protest: Non mi pare il caso di bestemmiare, Leslie.
Mi faccia il piacere, disse Harrington.
Theodore Janowski, operaio e terzo membro del comitato,
annu con aria imparziale. Janowski doveva rappresentare
il popolo nel comitato, ma in due anni di
servizio non aveva mai aperto bocca o quasi. Leslie
Harrington proponeva, discuteva un po' con la signora
Carter e poi decidevano il da farsi. Ogni tanto si rivolgevano
a Janowski e domandavano: Siete d'accordo,
signor Janowski?
S, rispondeva sempre Janowski.
Ci metteremo in contatto con un'agenzia di Boston,
decise Harrington. Riusciranno a trovarci
qualcuno. Adesso dobbiamo cacciar fuori i soldi e mandare
una corona al vecchio Abner, che Dio lo maledica.
All'inizio d'aprile, un aprile rigido senza speranza di
primavera, l'agenzia di Boston propose l'uomo adatto
a diventare preside delle scuole di Peyton Place. Si
chiamava Tomas Makris ed era nato a New York.
Makris, sghignazz Leslie Harrington, che razza
di nome!
Dev'essere greco, disse la signora Carter.
Non saprei, signor Harrington, disse Janowski.
Ha un ottimo precedente, annunci la signora Carter.
Ma mi sembra un po' volubile. Dice che ha lasciato
l'ultimo posto per guadagnare di pi alle acciaierie
di Pittsburg. Ma, Leslie, non mi pare il caso
di farlo venire qui.
Un accidenti di greco, Cristo e, come se non bastasse,
un maledetto operaio. Credo che a Boston sono
diventati matti.
Theodore Janowski tacque, ma prov per la prima
volta un prepotente desiderio di sbattere un pugno in
faccia ad Harrington.
Che ne dite di Elsie Thornton? sugger la signora
Carter. Conosce la scuola alla perfezione, ci ha insegnato
per cos tanti anni.
Troppo vecchia, disse Harrington. Sta per andare
in pensione. E poi non  lavoro da donne.
Bene, disse in tono acido la signora Carter. O
Makris o nessun altro, a quanto pare.
Calma esclam Harrington con ira.
La commissione scolastica aspett fino alla met
d'aprile, poi ricevette una secca lettera dal Ministero
dell'istruzione che li ammoniva dicendo che una scuola
non pu funzionare senza un preside. Per favore, la
commissione scolastica prenda provvedimenti. Abner
Firth aveva insegnato tre corsi di letteratura e le classi
erano rimaste scoperte per tutto quel tempo. Questo
rendeva indispensabile un'immediata sostituzione.
Quella stessa sera, Leslie Harrington fece una telefonata
a carico del destinatario a Tomas Makris, in Pennsylvania.
C' una telefonata per lei dal signor Leslie
Harrington, disse la signorina del centralino. Accettate
la chiamata? Col cavolo, rispose la voce di
Tomas. Chi  Leslie Harrington? Un momento,
prego, disse la signorina. Ripet la domanda ad Harrington
e Harrington rispose con un ruggito che era il
presidente della commissione scolastica di Peyton Place.
Se a Makris interessava un posto, si sbrigasse a rispondere.
Sfortunatamente, la centralinista lasci aperta
la linea mentre Harrington parlava e prima che potesse
riferire il messaggio, Makris tuon. All'inferno,
signor Harrington, url, se non potete permettervi
di pagare una telefonata, non potete neppure permettervi
di assumere me, e sbatt gi il telefono. Due
minuti dopo, il telefono suon di nuovo e la centralinista
lo inform che il signor Harrington era in linea e
pagava lui. Be'? domand Makris. Sentitemi bene,
signor Makris, disse Leslie Harrington. Discutiamo
con calma.
Pagate voi, rispose Tomas Makris. Parlate
quanto vi pare.
Il giorno dopo tutta la citt sapeva che Leslie Harrington
aveva assunto un greco come preside della scuola.
Un greco? si domandavano increduli. Per
l'amor del cielo, non ci basta la colonia dei polacchi e
dei canadesi nelle fabbriche?
Santo cielo, esclam la signora Marion Partridge.
Non capisco che cosa sia venuto in mente a Roberta
Carter. In men che non si dica aprir un negozietto
di frutta e verdura in Elm Street.
Meno male che sar il solo greco della citt, disse
Corey Hide, proprietario del ristorante pi frequentato
della citt. Sapete che succede quando un
greco incontra un altro greco? Si guardano in faccia e
aprono un ristorante!
Hai fatto una bella frittata, Leslie, disse Jared
Clarke. Che cosa ti  venuto in mente, assumere un
greco!
Niente, rispose Harrington furibondo. Non
abbiamo trovato nessun altro. Ha un ottimo curriculum,
laureato alla Columbia. Un'ottima persona.
Leslie Harrington non disse mai a nessuno che non
era stato capace di non assumere Tomas Makris. Non
disse mai a nessuno che lo aveva quasi supplicato di venire
a Peyton Place e non riusciva a capire perch lo
aveva fatto.
Quanto pagate? aveva domandato Makris e
quando Leslie glielo aveva detto, Scherzate? Tenetevi
il vostro miserabile impiego, aveva risposto.
Leslie aveva aumentato fino a quattrocento dollari,
pi le spese di viaggio. Makris aveva preteso un appartamento
di tre stanze, riscaldamento centrale, buona
posizione e un contratto sicuro, non per un anno,
ma per tre.
Sono convinto che la commissione scolastica approver, aveva concluso Leslie Harrington e aveva
deposto il ricevitore, sentendosi debole e sconfitto.
Ti sistemo io, maledetto greco indipendente, pensava,
ma per la prima volta nella sua vita, aveva paura
e non avrebbe saputo dire il perch.
Pu essere in gamba quanto vuoi, disse Jared
Clarke, ma questa volta hai fatto una bella frittata.
L'intera citt condivideva l'opinione di Clarke,
esclusi il dottor Swain e la signorina Thornton.
Far bene ai ragazzi, un uomo giovane. Li scuoter
un poco, disse il dottore.
Laureato alla Columbia, pens la signorina Thornton,
un giovane, preparato e coraggioso. Invi un rapido
pensiero al preside dello Smith College. Vedrete,
esult la signorina Elsie Thornton, vedrete!
I vecchi del negozio di Tuttle che non si erano mai
interessati alle scuole prima d'ora, discutevano del
nuovo preside.
Uno di New York, dici?
S, un greco di New York.
Accidenti a me!
Ma non mi par giusto, con tutti gli insegnanti che
abbiamo qui da tanto tempo, dare il posto migliore proprio
a un greco.
Non saprei, disse Clayton Frazier. Forse ci far
bene vedere qualche faccia nuova.
Allison MacKenzie and al negozio di sua madre e
le disse del nuovo preside che doveva arrivare.
Makris? domand Constance. Che strano nome.
Da dove viene?
New York, rispose Allison.
Il cuore di Constance prese a battere dolorosamente.
New York City? domand ancora.
Cos dicono.
Constance si diede da fare con gli abiti appena arrivati
e Allison non si accorse dell'improvvisa agitazione
di sua madre. Era troppo nervosa per accorgersi di
qualcosa, perch non era venuta al negozio solo per parlare
del nuovo preside.
Vorrei un vestito nuovo, disse tutto di un fiato.
Oh? fece Constance sorpresa. Che genere di
vestito?
Un vestito da sera. Per il ballo di primavera, il mese
prossimo. Sono invitata.
Invitata? esclam Constance incredula e lasci
cadere quello che teneva in mano. Da chi?
Rodney Harrington, rispose Allison con calma.
Me lo ha chiesto oggi pomeriggio.
Non si sentiva affatto calma. Ricordava la sera del
suo compleanno, quando Rodney l'aveva baciata perch
era troppo vecchia per gli scapaccioni.
...
.
...
CAPITOLO 22.
...
.
...
Pochi giorni dopo, alle sette e mezzo di sera, Tomas
Makris scese dal treno alla stazione di Peyton Place.
Nessuno scese, oltre a lui. Makris, con le sue valige,
una per mano, si ferm sulla banchina e si guard ben
bene attorno, perch era sua abitudine farsi subito
un'idea precisa di un posto nuovo. Non c'era molto da
vedere, e neanche da sentire. Erano le sette di sera ma
avrebbe potuto essere mezzanotte o le quattro di mattina,
tanto appariva deserta la stazione. Da lontano,
veniva il fischio del treno che correva sul largo fiume
Connecticut. Faceva freddo.
Considerando che siamo ad aprile, pens Makris,
rabbrividendo, faceva un freddo cane.
La stazione era un edificio squallido, in legno, con
il tetto a punta e numerose finestre strette e appuntite
che le davano l'aspetto di una vecchia chiesa gotica
in disuso.
Sulla facciata dell'edificio, un cartello di ferro smaltato
diceva: peyton place pop. 3675.
Trentasei, settantacinque, pens Makris, spingendo
la porta della stazione, sembra il prezzo di un abito a
buon mercato.
L'interno dell'edificio, illuminato da fioche lampadine
avvitate agli antichi infissi delle lampade a gas,
era arredato da file di panche del legno pi tremendo
che esistesse in commercio, quercia dorata. Deserto.
Pannelli dello stesso legno giallastro ornavano le pareti
dipinte di un cupo color marrone. Il pavimento era
di marmo bianco e nero.
Da una gabbia dalle sbarre di ferro, un ometto dal
naso appuntito e gli occhiali cerchiati d'acciaio, squadr
Makris.
Esiste un posto dove posso depositarle? domand
il nuovo preside accennando alle valige che teneva
in mano.
Sala accanto, disse l'uomo in gabbia.
Grazie, disse Makris e pass oltre l'arcata per
entrare in una stanza pi piccola, identica alla prima
con tanto di quercia dorata, marmo bianco e nero e
lampade a gas trasformate, con l'aggiunta di due porte.
uomini, diceva il cartello sulla prima, donne, diceva
quello sulla seconda. Contro una parete, c'era una
fila di ripostigli di ferro grigio: Makris li guard con
piacere, erano l'unico particolare della stazione che somigliasse
vagamente a qualcosa che avesse gi visto.
Ah, mormor, qualcosa che mi ricorda Grand
Central, e si chin a infilare le valige nei ripostigli.
Depose il denaro, ritir la chiave e not che era l'unico
sportello che funzionasse.
Citt piena di vita, pens e torn nella sala centrale.
I suoi passi echeggiavano rumorosi sul pavimento di
marmo.
Leslie Harrington aveva pregato Makris di telefonargli
appena sceso dal treno, ma Makris pass davanti
alla cabina dell'atrio senza entrarvi. Voleva vedere
la citt da solo, conoscerla con i propri occhi e non attraverso
quelli di un altro. E poi, dopo la telefonata di
Harrington, era convinto che il presidente della commissione
scolastica fosse un uomo pieno di s quindi
un vero e proprio rompipalle.
Salve, nonno, fece Makris rivolto all'unica persona
in vista, ossia all'uomo in gabbia.
Veramente mi chiamo Rhodes, interruppe il vecchio.
Signor Rhodes, si corresse Makris, potete dirmi
come si fa a raggiungere il centro? Ho notato una
penosa scarsit di taxi, qui fuori.
Sarebbe davvero strano se non potessi.
Potessi che?
Dirvi come raggiungere il centro. Sto qui da pi
di sessant'anni.
Molto interessante.
Siete il signor Makris, vero?
Esatto.
E non telefonate a Leslie Harrington?
Pi tardi. Vorrei andare a bere una tazza di caff.
Sentite,  possibile trovare un taxi?
No.
Tomas Makris si imped di ridere. Sembrava davvero
che quanto aveva sentito dire dei burberi abitanti
del New England corrispondesse a verit. Il vecchio
nella gabbia dava l'impressione di aver trascorso l'esistenza
a succhiare limoni. Invece l'acidit non era affatto
una caratteristica della piccola segretaria di Pittsburg,
che affermava di essere di Boston, ma un'irlandese
di Boston: non poteva venire considerata una vera
rappresentante del New England.
Vi spiacerebbe dirmi, allora, come posso andare in
citt a piedi, signor Rhodes? domand Makris, divertito.
Niente affatto, rispose il capostazione. Uscite
da questa porta, girate attorno al magazzino e continuate
per due isolati: vi troverete in Elm Street.
Elm Street?  la strada principale?
S.
Credevo che tutte le strade principali delle piccole
citt del New England si chiamassero Main Street.
Forse, rispose Rhodes che andava fiero della propria
abilit di scandire le parole quand'era seccato, forse  vero che le strade principali delle altre piccole
citt si chiamano Main Street. Tuttavia, qui a Peyton
Place, no. Qui la strada principale si chiama Elm
Street.
Niente da fare, pens Makris, e fece una seconda
domanda:
Peyton Place  uno strano nome, disse. Come
mai lo hanno scelto?
Il signor Rhodes allung una mano per chiudere lo
sportello di legno, dietro alla sua gabbia di ferro.
Sto per chiudere, signor Makris, annunci. E,
se volete una tazza di caff, vi consiglio di mettervi in
strada. Il ristorante di Hyde chiude tra mezz'ora.
Grazie, disse Makris allo sportello di legno che
era apparso improvvisamente tra lui e il signor Rhodes.
Simpatico cordialone, pens. Usc dalla stazione e si
incammin per la strada chiamata Depot.
Tomas Makris era un uomo dalla forte ossatura con
dei muscoli che parevano fremere a ogni suo movimento.
Nelle acciaierie di Pittsburg una segretaria gli
aveva fatto i complimenti e gli aveva detto che era proprio
l'operaio ideale. Aveva le braccia poderose e i bottoni
della sua tuta sembravano sempre sul punto di
aprirsi, tanto era muscoloso. Makris misurava un metro
e ottantacinque, pesava novantacinque chili e aveva
l'aria di essere qualsiasi cosa, meno che un insegnante.
La famosa segretaria di Pittsburg gli aveva detto
che in abito blu e camicia bianca sembrava un
operaio delle acciaierie travestito da insegnante, fatto
che non avrebbe ispirato nessuna fiducia negli animi
degli abitanti del New England.
Tomas Makris era un bell'uomo, bruno, scuro di pelle,
dall'aria sensuale e tanto uomini che donne gli attribuivano
a prima vista pi doti fisiche che non doti
intellettuali. Ma era un errore, perch Makris aveva
una mente analitica come quella di un matematico e curiosa
come quella di un filosofo. La curiosit lo aveva
spinto ad abbandonare l'insegnamento per andare a lavorare
a Pittsburg. In un anno, aveva imparato su capitale,
lavoro ed economia pi di quanto non avrebbe
potuto imparare in dieci anni di studio.
Aveva trentasei anni e non provava il minimo rammarico
per non essersi mai trattenuto in nessun posto
abbastanza a lungo per fare carriera come diceva la
segretaria di Pittsburg. Era onesto, non aveva la pi
vaga nozione della diplomazia e possedeva un pessimo
carattere che lo faceva spesso parlare a sproposito.
Makris era gi a met del secondo isolato di Depot
Street, quando Parker Rhodes gli pass accanto, al volante
di una vecchia automobile. Il capostazione guard
fuori dal finestrino ma fece come se il nuovo preside di
Peyton Place fosse completamente invisibile.
Figlio di puttana, pens Makris. Davvero simpatico
da parte sua, offrirmi un passaggio in quella sua tinozza
scassata.
Poi sorrise e si domand perch il signor Rhodes se
la fosse presa tanto per la sua osservazione sul nome
della citt. Lo avrebbe domandato ad altri, per scoprire
se in quel luogo dimenticato da Dio tutti reagivano
allo stesso modo. Aveva raggiunto l'angolo di Elm
Street. Si ferm a guardarsi attorno. Di fronte, sorgeva
una gran casa bianca a cupola con tende di pizzo inamidate
alle finestre. Le sagome di due donne si stagliavano
contro la luce, sedute a un tavolino con una
scacchiera tra di loro. Due donne massicce, dal vasto
seno cadente e dai capelli bianchi. Makris pens che
avevano l'aria di aver lavorato troppo a lungo alla stessa
scuola femminile.
Chiss chi sono, si domandava, mentre guardava le
ragazze Page. Forse erano le due lesbiche di Peyton Place.
Si allontan dalla casa bianca e si avvi per Elm
Street. Dopo tre isolati, raggiunse un piccolo ristorante
dall'aria pulita. L'insegna al neon diceva Hyde's Diner
e Makris entr. Nel locale c'era soltanto un vecchio
seduto al banco. Al rumore della porta che si apriva
un altro uomo usc dalla cucina.
Buona sera, signore, disse Corey Hyde.
Buona sera, rispose Makris. Vorrei un caff e
una fetta di torta, qualsiasi.
Mele, signore?
Fa lo stesso.
Be' abbiamo anche torta di zucca.
Va bene di mele.
Credo che ci sia ancora un po' di quella alle ciliege.
Mele, disse Makris, va benissimo.
Siete il signor Makris, vero?
S.
Felice di conoscervi, signor Makris. Mi chiamo
Hyde. Corey Hyde.
Piacere. Come va?
Piuttosto bene, di solito, rispose Corey Hyde.
Me la cavo abbastanza bene, se qualcuno non apre un
altro ristorante.
Sentite, potrei avere il caff?
Certo, certo, signor Makris.
Il vecchio beveva il suo caff con il cucchiaino e
guardava sospettoso il nuovo venuto. Makris si domand
se non fosse lo scemo del villaggio.
Ecco, signor Makris, disse Corey Hyde. La miglior
torta di mele di Peyton Place.
Grazie.
Makris mise lo zucchero nel caff e assaggi la torta.
Era ottima.
Peyton Place, osserv,  il nome pi strano che
mai abbia sentito. C' un motivo perch si chiami cos?
Oh, non lo so, rispose Corey Hyde strofinando
il banco pulitissimo con uno straccio. Ce ne sono tante
di citt con dei nomi strani. Prendete Baton Rouge
in Louisiana. Mio figlio studia il francese a scuola. Mi
ha detto che Baton Rouge vuol dire Bastone Rosso.
Sar un nome strano! Bastone Rosso, Louisiana. E che
ve ne pare di Des Moines, Iowa? Roba da matti.
Vero, approv Makris. Ma perch Peyton Place
si chiama cos?
Un tale ha costruito un castello, prima della Guerra
Civile, un certo Samuel Peyton, spieg Corey malvolentieri.
Un castello! esclam Makris.
Gi. Un vero e proprio castello, trasportato qui
dall'Inghilterra, pezzo per pezzo.
E chi era questo Peyton? Un duca in esilio?
No. Solo uno che aveva denaro da buttare. Scusatemi,
signor Makris, ma ho da fare in cucina.
Il vecchio in fondo al banco ridacchi. A dire la
verit, signor Makris, disse Clayton Frazier ad alta
voce, la citt ha preso il nome da un fottuto nero. E
questo disturba Corey. E un tipo delicato, non ha voglia
di sputare il rospo.
Mentre Makris beveva il caff e si godeva la torta e
la conversazione di Clayton Frazier, Parker Rhodes arriv
a casa, in Laurei Street. Parcheggi l'antiquato veicolo
ed entr. Non tolse n cappello n cappotto e and
direttamente al telefono.
Pronto, disse appena ebbe la comunicazione.
Leslie,  arrivato. Con quello delle sette. Ha depositato
le valige ed  andato in citt a piedi. In questo momento
 da Hyde. Che cosa? No, non pu riprendere
le valige fino a domattina. Che? No, accidenti, non me
lo ha domandato. Non mi ha domandato se poteva riprenderle.
Voleva sapere dove poteva depositarle e io
gliel'ho detto. Come? No, non gli ho detto che nessuno
aveva mai adoperato le cassette da quando le abbiamo
installate, cinque anni fa. Cosa? Accidenti, non
me lo ha domandato. S, s, s, Leslie. Nero e grosso.
Gesummio, grosso come un toro. S. Da Hyde. Ha detto
che aveva voglia di prendere un caff.
Se Tomas Makris avesse potuto sentire quella conversazione,
avrebbe notato che Rhodes si mangiava le
parole. Ma in quel momento, Makris stava osservando
un vecchio spilungone dai capelli d'argento che era appena
entrato nel ristorante.
Mio Dio! pens Makris impressionato, sembra appena
uscito da una pubblicit di un superalcolico. Un
maledetto colonnello del Kentucky, sembra!
'sera, Dott, disse Corey Hyde che si era affacciato
alla porta della cucina, come una tartaruga stanca
che sporgesse la testa dalla sua corazza.
'sera, Corey, rispose il vecchio e Makris cap subito
che non si trattava di un colonnello fuggiasco del
Kentucky, ma di un indigeno.
Benvenuto a Peyton Place, signor Makris, disse
l'indigeno dai capelli argentei. Contento che siate venuto.
Mi chiamo Swain, Matthew Swain.
'sera, Dott, disse Clayton Frazier. Stavo raccontando
al signor Makris alcune leggende locali.
Voglia di saltare sul prossimo treno in partenza,
signor Makris? domand il dottore.
No, rispose Makris pensando che se Dio voleva
c'era finalmente una faccia umana in quella maledetta
cittadina.
Spero che vi piacer vivere qui, disse il dottore.
Se volete, vi mostrer la citt, quando vi sarete sistemato.
Grazie, volentieri, disse Makris.
Ecco Leslie Harrington, annunci Clayton Frazier.
La figura oltre il vetro era chiaramente visibile a
quelli che si trovavano nell'interno del ristorante. Il
dottore si volse a guardare.
Certo che  Leslie, disse. Venuto per portarvi
a casa, signor Makris.
Leslie Harrington entr sorridendo, un sorriso che
pareva scolpito nel gelato.
Ah, signor Makris, grid in tono gioviale porgendogli
la mano.  davvero un piacere darvi il benvenuto
a Peyton Place.
Ma stava pensando: Oh Cristo  molto peggio di
quello che immaginavo.
Salve, signor Harrington, rispose Makris sfiorando
appena la mano protesa. Ha fatto telefonate
interurbane, ultimamente?
Il sorriso di Harrington fu sul punto di sciogliersi e
sgocciolare via, ma lo recuper appena in tempo.
Ha, ha, ha, rise. No, signor Makris, non ho
avuto molto tempo libero negli ultimi giorni. Ero troppo
occupato a cercare un appartamento adeguato per
il nuovo preside.
Spero che ci siate riuscito, disse Makris.
S, s, ci sono riuscito. Venite, vi ci accompagno
con la mia macchina.
Quando ho finito il caff, disse Makris.
Certo, certo, disse Harrington. Ciao Matt. Salve
Clayton.
Caff, signor Harrington? domand Corey.
No, grazie.
Quando Makris ebbe finito, tutti si dissero buona
notte e lui e Harrington uscirono dal ristorante. Appena
la porta si fu richiusa dietro di loro, il dottor
Swain scoppi a ridere.
Accidenti, grid, scommetto il mio giovane e
fiorente deretano che questa volta Leslie ha trovato il
fatto suo.
Quello  uno che Leslie non riuscir a far filare.
Corey Hyde che doveva del denaro alla banca della
quale Harrington era amministratore, sorrise incerto.
Il ramo tessile deve rendere bene, osserv Makris
aprendo lo sportello della nuova Packard.
Non mi lamento, rispose Harrington. Non mi
lamento, e si irrit per quel suo tic di ripetere le frasi
due volte.
Makris si ferm nell'atto di salire in macchina. Una
donna veniva verso di loro. Quando pass sotto un
lampione, Makris vide il luccichio dei capelli biondi.
Chi ? domand.
Leslie Harrington scrut nel buio. Quando la figura
si avvicin, Leslie sorrise.
E Constance MacKenzie, disse. Scoprirete di
aver molto in comune, voi due. Ha vissuto a New
York. Simpatica donna, e bella. Vedova per giunta.
Presentatemi, disse Makris raddrizzandosi in
tutta la sua statura.
Certo, certo, volentieri. Oh, Connie!
S, Leslie?
Era una voce profonda e morbida e Makris lott contro
l'impulso di riaggiustarsi la cravatta.
Connie, disse Harrington. Voglio presentarvi
il nuovo preside. Il signor Makris, Constance MacKenzie.
Constance porse la mano e guard Makris diritto negli occhi.
Buona sera, rispose infine e Tomas Makris rimase
sorpreso del sollievo che le suonava nella voce.
Sono contento di conoscervi, signora MacKenzie, disse e pens: Felice di conoscerti pupa. Voglio conoscerti
molto meglio, a letto, per esempio, con tutti quei capelli biondi sparsi sul cuscino.
...
.
...
CAPITOLO 23.
...
.
...
Dal giorno in cui Constance MacKenzie conobbe
Tomas Makris, una nuova tensione si fece sentire in
casa MacKenzie. Constance che aveva sempre cercato
di essere paziente e, per quanto poteva, comprensiva,
verso sua figlia Allison, ora scattava e s'innervosiva per
niente. Questo spiacevole cambiamento non si manifestava
soltanto in casa, ma anche in negozio. Constance
scopr di avere in s una insospettata capacit
d'odio e, peggio ancora, di provare un'amara soddisfazione
nell'esprimere pensieri che aveva tenuto sepolti per anni.
Hai troppa roba intorno ai fianchi, per entrare ancora
in un quarantasei, disse un giorno a Charlotte
Page, verso la fine di aprile. E ora che tu ti decida a passare alle taglie forti.
Ma Constance, esclam Charlotte stupefatta. Ho sempre portato quella misura. Non capisco davvero che cosa ti prenda!
Porti il quarantasei da anni soltanto perch ogni
volta che provavi un abito, staccavo il cartellino della
taglia e lo sostituivo con il quarantasei, disse Constance
con ferocia. Ecco un cinquantadue che forse
andr bene, ma a dire la verit, tanto per cambiare, ne dubito.
Insomma! esclam Charlotte Page raccattando
guanti e ombrello. Insomma!
Constance sussult al rimbombo della porta che si
richiudeva dicendole chiaramente: Addio, non ci rivedremo
mai pi. Constance si riaggiust stancamente
i capelli e pass nella saletta dietro il negozio,
dove teneva un fornello elettrico e un piccolo frigorifero.
Si prepar un bicarbonato di soda e lo bevve in fretta, rabbrividendo.
Non capisco proprio che cosa mi prenda, Charlotte, mormor.
Dapprincipio, Constance aveva pensato che fosse
l'immenso sollievo dell'incontro con Makris, quando
si era resa conto di non averlo mai visto in vita sua.
Che ridicola era stata a preoccuparsi!
Otto milioni di persone nella citt di New York!,
aveva pensato con un sorriso tremulo, e io vado a
preoccuparmi di quell'uno che arriva a Peyton Place.
Ma dopo quel primo incontro, il sollievo avrebbe dovuto
calmarla e invece Constance passava notti agitate
e soffriva di indigestione. Aveva visto Tomas Makris
soltanto due volte per la strada e ogni volta era scappata
per non incontrarlo a faccia a faccia, ma non
riusciva a spiegarsi il proprio atteggiamento. Forse,
quando Allison le aveva detto che sarebbe arrivato un
preside di New York, si era preoccupata pi di quanto
non credesse e ora subiva le conseguenze di quella terribile ansia.
Sarebbe stata davvero una situazione spaventosa, se
Tomas Makris avesse conosciuto la famiglia di Allison
MacKenzie a Scarsdale. Ma dato che non era cos Constance
non riusciva a capire perch l'immagine del nuovo
preside la perseguitasse.
Chiunque, si diceva, resterebbe impressionato da un
uomo di quella statura, bello in modo quasi disgustoso,
con quel sorriso da camera da letto.
Ma nulla di quanto si diceva, serviva a toglierle di
mente l'immagine di Tomas Makris.
Una sera tardi, un lieve fruscio svegli Allison
MacKenzie che rimase tra il sonno e la veglia, poi sent scorrere l'acqua nel bagno.
 la mamma, pens assonnata.
Con l'adattabilit dei giovani, aveva accettato la
nuova inquietudine di Constance senza cercare di spiegarsela.
Allison si volse e vide il quadrante luminoso dell'orologio.
Apr gli occhi e le apparve pi nitido. Erano le
due. Allison si svegli del tutto. Si rizz a sedere, allacciando
le braccia attorno alle ginocchia. Pioveva da
molti giorni; le tende bianche della finestra si gonfiavano
al vento. Allison le guard a lungo, osservando con
quanta grazia si muovevano: avevano la stessa leggerezza
immateriale dei rami degli alberi sotto il vento.
Si chinavano, ondulavano, si agitavano con un movimento liquido.
Vorrei poter danzare come mossa dal vento, pens Allison.
Scese silenziosamente dal letto e accese la lampada.
Poi and all'armadio, dove stava appeso l'abito nuovo
per il ballo di primavera. Tocc l'ampia gonna di tulle,
fece scorrere le dita sul morbido tessuto del corpetto.
Era il primo abito lungo, un abito da adulta. Tolse
l'abito dall'armadio e lo tenne sospeso davanti a s;
l'aria in movimento sfior la stoffa azzurra e gonfi dolcemente la gonna.
Danza da solo, pens Allison, e strinse l'abito a s.
Si mosse per la stanza a brevi passi, danzando, e cercava
di tenere il collo in modo che la testa si muovesse
con grazia. Si ferm soltanto quando colse la propria
immagine nello specchio. Guard il corpo tozzo
nel pigiama di cotone e i capelli castani che le pendevano
lisci e scialbi sulle spalle.
Se avessi un corpo pi bello, pens tristemente abbassando
l'abito. Se fossi magra e alta, potrei muovermi
come una campanula al vento e tutti direbbero che
sono la miglior ballerina al mondo. Se fossi bionda come
la mamma, o bruna, come mio padre. Se non fossi
cos orribilmente mediocre!
Il pigiama di cotone stampato a disegni multicolori
aveva la parte superiore tagliata diritta e un collettino
rotondo. I pantaloni erano larghi e tenuti alla vita da
un elastico. Allison si guard disgustata. Che razza di
pigiama bambinesco per una ragazza di tredici anni.
Sembro una mocciosa!
Sbotton la giacca, imbrogliandosi nella fretta. Il
corpetto di seta dell'abito da sera era freddo sulla pelle
nuda, ma morbido come schiuma e l'azzurro della
stoffa si rifletteva nei suoi occhi. Il tulle pizzicava sulle
gambe nude. Allison si accorse con terrore che il suo
primo abito da sera non la faceva sembrare una donna.
E se lui non mi trova carina? E se mi guarda e si pente di avermi invitata?
Corse al cassettone e prese il reggiseno imbottito.
Lo tenne davanti a s, sopra l'abito, guardandosi allo
specchio, quasi spaventata all'idea di indossarlo. Se non
serviva a darle l'aspetto di una donna, non c'era pi
niente da fare. Poi, lentamente, voltando le spalle allo
specchio, fece scivolare gi il corpetto, si agganci il
reggiseno e indoss di nuovo l'abito. Si volse di scatto,
per riuscire ad afferrare l'immagine di se stessa come
sarebbe apparsa a Rodney, nel momento in cui
l'avrebbe vista vestita cos. Lo specchio la rassicur: il
corpetto si gonfiava in modo superbo, stirando il tessuto
sui seni di gomma. I fianchi sembravano pi morbidi
e la vita pi sottile.
Allison si chin in avanti, sperando che la scollatura
fosse abbastanza larga e profonda da mostrare la curva
del seno a chiunque si fosse dato la pena di guardarla
da quel punto di vista. Il giorno prima, insieme
con Kathy Ellesworth, aveva finito di leggere un libro
dove l'eroe era stato ridotto a gelatina ansimante alla
sola vista della scollatura dell'amata sopra il corpetto
dell'abito di lam argentato. Allison sospir. L'abito la
copriva completamente.
Ma, pens e si volt di profilo, cos ho un aspetto
molto maturo, non si pu aver tutto.
Per l'amor del cielo, Allison, sono quasi le tre! Levati
quel vestito e torna a letto!
Per un attimo Allison fu cos spaventata che le parve
di aver ricevuto un pugno nello stomaco. Si rese conto
all'improvviso che faceva molto freddo e rabbrivid.
Non se lo spiegava, ma si sentiva come un canarino
quando qualcuno infila le dita nella gabbia.
Potresti bussare, prima di aprire la porta, disse seccata.
Constance, senza rendersi conto di aver interrotto
un sogno segreto, rispose sullo stesso tono
Non essere impertinente, Allison. Togliti quel vestito.
Ogni volta che parlo sono impertinente, esclam
Allison furibonda. Ma qualsiasi cosa tu dica, va sempre bene.
E dammi quello stupido reggiseno di gomma, continu Constance senza badarle. Sembri un pallone gonfiato.
Allison scoppi in pianto e lasci cadere a terra l'abito nuovo.
Non posso stare mai in pace, gemette. Neanche nella mia camera!
Constance raccolse l'abito e lo appese nell'armadio.
Dammelo! ordin, allungando la mano verso il reggiseno.
Sei cattiva, grid Allison, sei cattiva e odiosa!
Riesci sempre a rovinare tutto!
Taci e torna a letto, ordin freddamente Constance, spegnendo la luce.
Il suono dei singhiozzi di Allison la segu nel corridoio
e nella sua camera. Constance accese una sigaretta.
Da un po' di tempo fumava troppo e spesso non era
giusta con Allison. Quella faccenda del reggiseno non
andava, perch le aveva sempre lasciato credere di non
essersi accorta del seno rigoglioso che le spuntava in
determinate occasioni.
Avrei dovuto fargliela smettere subito, pens. Anche
se lo avesse fatto soltanto in casa, avrei dovuto dirle
che chiunque se ne sarebbe accorto.
Constance sospir.
Colpa di questa maledetta stagione, mi rende insopportabile, esclam e ne fu stupefatta perch non
le accadeva mai di parlare da sola ad alta voce.
Colpa della pioggia che rende tutto cos deprimente,
si corresse.
Era facile quell'anno dare tutta la colpa al tempo. La
primavera, arrivata in ritardo, recuperava il tempo perduto.
Aveva invaso Peyton Place come un turbine. Come
il Coniglio Bianco che correva al t del Cappellaio
Matto, aveva pensato Allison. La primavera era arrivata
di colpo, aveva sciolto il ghiaccio del Connecticut
e il fiume ruggiva e tumultuava. Aveva cancellato la neve
dai campi e dagli alberi e ammorbidito il terreno gelato
che diventava fangoso. Quell'anno la primavera
non era la dolce stagione delle tenere foglioline e dei
fiori delicati. Era arrivata con furia, scuotendo e piegando,
come se volesse impadronirsi della terra con la
forza. Soltanto dopo aver vinto, divenne sorridente e
serena come una bambina dopo un grosso capriccio.
Maggio aveva rinverdito i prati. I contadini lavoravano
negli orti e non si fidavano di quella capricciosa primavera
che poteva irritarsi da un momento all'altro.
Poi il tempo si riassest e i giorni passarono lentamente,
uno dopo l'altro, come i movimenti di una sinfonia.
Soltanto Constance MacKenzie era inquieta. Passati i
giorni dell'aprile turbolento, il calendario segnava maggio,
tempo di tepore e di serenit, ma Constance era
inquieta come un fiume in piena. Non riconosceva i
sintomi, tanto simili a quelli dell'adolescenza, n voleva
ammettere che la sua insoddisfazione fosse un desiderio
sessuale. Dava la colpa ai fattori esterni, a sua figlia,
alle responsabilit dell'ampliamento del negozio e
il continuo sforzo che le costavano.
C' da far impazzire un santo! esclam un giorno,
mentre apriva dei pacchi nel suo negozio.
Che cosa avete detto, signora MacKenzie? domand Selena Cross che stava mettendo a posto della
biancheria da bambini.
Oh, va' all'inferno! rispose irata Constance.
Selena tacque. Le dispiaceva vedere la signora
MacKenzie infelice come in quelle ultime settimane.
La sua infelicit non si manifestava sempre in risposte
sgarbate, ma non si sapeva mai quando sarebbe scattata
e rendeva le cose difficili. Quando aveva la sensazione
che fosse sul punto di esplodere, Selena cercava
di avvicinarsi per prima alla cliente, sperando che non
chiedesse di parlare con Constance. Ma ci che pi tormentava
Selena era l'atteggiamento della signora
MacKenzie dopo una delle sue esplosioni: si pentiva e
cercava di farsi perdonare, con un sorriso incerto e tremulo.
Selena aveva voglia di darle una pacca sulla spalla
e dirle che andava tutto bene. Quando era pentita,
la signora MacKenzie si comportava come Joey, quando
dopo aver fatto arrabbiare Selena voleva fare la pace.
Era gi spiacevole vedere Joey comportarsi cos, ma
quando vedeva la signora MacKenzie con quell'espressione,
le veniva voglia di piangere. E questa era la misura
dell'affetto che provava per Constance, perch
Selena sarebbe stata capace di assistere senza un fremito
alle pi spaventose torture inflitte a chiunque, meno
che a Joey e alla signora MacKenzie.
Constance pos una fattura sul banco e si volse a Selena.
Scusami, cara, le disse sorridendo, non avrei
dovuto parlarti a quel modo.
Oh no! pens Selena, non cos!
Non importa, signora MacKenzie, rispose. Abbiamo
tutti delle giornate no.
Ho un po' di mal di stomaco, ma non  giusto che
me la prenda con te.
Non importa. Perch non andate a casa a riposare?
 quasi ora di chiudere, posso arrangiarmi da sola
fino alle sei.
Ma no, tra qualche minuto mi sar passata, ah...,
s'interruppe perch la porta del negozio si apr.
Tomas Makris parve riempire tutta la stanza. Le larghe
spalle, coperte da un impermeabile leggero, avevano
un aspetto cos possente che Constance ne fu spaventata.
Sembra un elefante, pens, ma il paragone non
le piacque affatto. Immaginava gi la violenza di
quell'incontro.
Vorrei dei calzini, disse Makris, che aveva deciso
l'acquisto allo scopo di rivedere Constance MacKenzie.
Aveva sperato di incontrarla, ma le due volte che
l'aveva intravista, Constance si era infilata in un portone
o aveva attraversato la strada per evitarlo. Makris
aveva deciso di affrontarla in un posto dal quale non
avrebbe potuto sfuggirgli.
Calzini, ripet, perch Constance taceva, tinta
unita, se ne avete. Taglia sei e mezzo.
Selena, disse seccamente Constance, Selena
occupati del signore, ti prego, e senza guardare in faccia
Makris corse nella piccola stanza dietro il negozio.
Makris la guard scomparire e socchiuse gli occhi
con aria pensosa.
Chiss perch ha paura, pens, chiss perch. Desidera,
signore? domand Selena. Partendo dal presupposto
che tutto  possibile, pens Makris che non
aveva neanche sentito le parole di Selena, forse ha un
sesto senso che le fa captare quello che penso. Forse si
tratta dell'eccezione che conferma la regola, secondo
la quale le donne adorano sentire che un uomo le considera
fisicamente attraenti. E se cos , perch non 
disgustata, inorridita ma soltanto spaventata?
Volete dei calzini, signore? domand Selena.
S, rispose Makris distratto e usc dal negozio.
Selena si avvicin alla vetrina e guard l'alta figura
che si allontanava per Elm Street. Trovava simpatico
il signor Makris. Non era il primo che sperasse di finire
nella camera da letto di Constance MacKenzie. Gli
uomini pensavano fosse un gioco da ragazzi portarsi a
letto le vedove e le divorziate, e Constance aveva avuto
il suo daffare a scoraggiarli, soprattutto da quando
aveva aperto il reparto maschile. Perfino Leslie Harrington,
che comperava tutto a New York, era capitato
spesso nel negozio. Constance aveva l'aria di non accorgersi
nemmeno dei tentativi di approccio e questo
scoraggiava i corteggiatori pi di qualsiasi altro atteggiamento.
Selena si divertiva a osservare la popolazione
maschile agitarsi tanto per ottenere un incoraggiamento
dalla pi bella donna della citt. La signora
MacKenzie pareva non accorgersi nemmeno che gli uomini
erano esseri umani, pensava Selena, e invece adesso,
appena il signor Makris l'aveva guardata in faccia,
non solo non se ne era accorta, ma era terrorizzata.
Ha comperato qualcosa? domand Constance.
No, rispose Selena e si volt. Forse non ha trovato
quello che voleva.
Ora che Allison non era pi tanto amica di Selena,
Constance provava un profondo affetto per la figliastra
di Lucas Cross. La trovava intelligente e capace.
Le capitava spesso di discutere con lei come con una
donna della sua et e si stupiva della maturit della ragazza.
Che ne pensi? domand Constance.
 l'uomo pi bello che abbia mai visto, rispose
Selena. Ancora pi bello di come doveva essere da
giovane il dottor Swain, pi bello di un attore del cinema.
Credi che gli piaccia? La domanda le trem per un
attimo sulle labbra e Constance fu sul punto di ripeterla
ad alta voce.
Perch dovrebbe importarmene? si domand.
Questa settimana compero il mio vestito per il ballo, disse Selena per interrompere il silenzio imbarazzante.
Ho messo da parte i soldi.
Prendilo oggi, se vuoi, disse Constance. Te l'ho
gi detto, Selena, non occorre che tu aspetti di avere il
denaro. Potevi prenderlo anche subito.
Preferisco di no, rispose Selena. Non voglio
fare debiti e poi, a casa, non saprei dove tenerlo.
And all'armadio dove Constance teneva gli abiti
gi pagati in parte e guard il vestito bianco con il cartellino
Selena Cross: deve ancora 5,95 dollari.
Sarai la pi bella, alla festa, disse Constance sorridendo.
E sarai la sola vestita di bianco. Le altre hanno tutte abiti colorati.
Spero che lo pensi anche Ted, disse Selena e rise.
Non sono mai stata a un ballo.  una bella emozione,
andare in un posto dove non sono mai stata. 
tutto nuovo, le sensazioni, l'abito, e anch'io sar come nuova.
Quanti anni ha, secondo te? domand Constance.
Trentacinque, rispose Selena. Leslie Harrington lo ha detto alla madre di Ted.
...
.
...
CAPITOLO 24.
...
.
...
Selena, inginocchiata davanti alla branda, si tir su
sui talloni. La nausea che le attanagliava lo stomaco la
faceva sudare. Dovette appoggiare le mani per terra per tenersi in equilibrio.
Non c' pi, disse.
Cosa, Selena? domand suo fratello. Cosa non c' pi?
Selena aspett che la nausea diminuisse e poi si alz in piedi.
Il mio denaro, Joey. Non c' pi. Qualcuno lo ha preso.
No, protest Joey. Non  possibile. Non hai cercato bene.
Selena sollev il sottile materasso dalla branda e lo lanci in mezzo allo stanzone.
Guarda, esclam. Lo vedi da qualche parte?
Non c'era traccia della busta bianca. Selena e Joey
scossero la coperta, ma la busta non usc. Conteneva
dieci biglietti da un dollaro, dieci pomeriggi di lavoro
al negozio.
Non c' pi, disse Selena. Pap l'ha presa.
Parlava a voce bassa, ma in un tono cos terribile che
Joey, per la prima volta in vita sua, ebbe paura di sua
sorella.
Pap non ruba, disse. Si ubriaca, litiga, picchia,
ma non ruberebbe mai.
Come se non avesse sentito nulla Selena disse: E
domani sera c' il ballo. E io dovr restare a casa. In
una scatola nascosta sotto la branda, Selena teneva tutto
quello che aveva comperato per la festa, un poco alla
volta: un paio di calze di seta, un paio di scarpe nere
di vernice e della biancheria bianca.
Il mio vestito! disse. Pap mi ha rubato il denaro.
Volevo andare a lavarmi i capelli da Abbie e comperare
una bottiglia di profumo da Prescott. E pap mi
ha rubato il denaro.
Smettila! grid Joey. Non l'ha preso pap. Lo
hai nascosto da qualche parte e non ti ricordi pi dove.
Lo troveremo. Ricordi quando Paul ha perduto del
denaro e credeva che l'avesse preso pap? Lo ha ritrovato
il giorno dopo nei pantaloni nuovi.
Per un attimo Selena si sent sollevata. Era vero, suo
fratello aveva accusato ingiustamente il padre di avergli
rubato dei soldi. Quella sera c'era stata una lite spaventosa
e il giorno dopo Paul aveva ritrovato il denaro.
Se n'era andato da Peyton Place, a lavorare nel
nord. Ma Selena aveva visto la sua busta bianca proprio
quella mattina, l'aveva tolta di sotto il materasso
per contare il denaro, poi l'aveva rimessa al suo posto.
L'ha preso lui, disse Nellie Cross. L'ha preso
tuo padre. L'ho visto coi miei occhi.
Sedeva sull'orlo del letto matrimoniale e si fissava
gli alluci che spuntavano dai buchi delle pantofole.
Quando Nellie parl, Selena e Joey rimasero scioccati,
perch negli ultimi mesi la madre si era quasi annullata.
Riusciva a mimetizzarsi al punto che suo marito e i
suoi figli si dimenticavano che esistesse.
L'ha preso stamattina, disse Nellie. L'ho visto
prenderlo sotto il letto di Selena. L'ho visto, quel figlio
di puttana.
Selena strinse i pugni disperata. Perch non glielo hai impedito? domand, pur sapendo che era una
domanda irragionevole. Potevi dirgli che era mio!
Nellie parl come se non avesse udito le parole di
sua figlia.
Figli di puttana, disse. Tutti quanti.
La porta della baracca si apr e Lucas Cross apparve,
sorridente e barcollante.
Chi  un figlio di puttana? domand.
Tu, rispose Selena senza un attimo d'esitazione.
E non sei solo un figlio di puttana, ma anche un imbecille.
Non ti  servita la lezione dell'ospedale, e neanche
le allucinazioni degli insetti. Non hai fatto una piega
a vedere Kenny Stearns sul punto di morire dissanguato.
Continui ad andare in giro con quell'idiota di
Kenny a ubriacarti e adesso ti metti anche a rubare.
Dammi quello che resta.
Lucas guard la mano tesa.
Di che stai parlando, tesoro? domand con aria
innocente.
Lo sai benissimo di cosa sto parlando. La busta che
hai rubato sotto il mio letto. La voglio.
Attenta a come parli a tuo padre, Selena. Lucas
Cross non ha mai rubato niente a nessuno. L'ultimo
che ha provato a dirmelo  stato tuo fratello Paul e le
ha prese sode. Sta' attenta.
Allora dov' la busta che era sotto il mio letto?
Quella con dentro i dieci dollari?
Questa? domand Lucas mostrando la busta,
sporca e spiegazzata.
La ragazza fece per afferrarla, ma Lucas rise e sollev
la busta sopra la sua testa.
Dammela! grid Selena.
Aspetta un momento, disse Lucas biascicando le
parole. Aspetta solo un minuto, tesoro. Mi pare che
una ragazza che lavora dovrebbe cominciare a pagare
vitto e alloggio. Non  giusto, Selena, nascondere i soldi
a tuo padre.
Sono miei, me li sono guadagnati lavorando. Dammeli,
sono miei.
Lucas si allontan dalla porta e and a sedersi sulla,
sedia accanto al tavolo.
Da quando tuo fratello se n' andato, le cose qui
non vanno molto bene, disse in tono lamentoso. Potresti
aiutare tuo padre, adesso che sei grande.
Quando hai finito il lavoro nel bosco di denaro ne
avevi in abbondanza, protest Selena. Non dovevi
spenderlo tutto per bere. Il mio denaro non te lo berrai.
Ho lavorato tutti i giorni, dopo scuola, e lo rivoglio.
 una vergogna, spendere tutti quei soldi per renderti
carina con Ted Carter, disse Lucas. Denaro
sprecato, te lo dico io. Quei Carter, gentaglia, sempre
stata. Lei non  altro che una puttana e lui le fa da ruffiano
da vent'anni.
I Carter non hanno niente a che fare con il mio denaro,
grid Selena. Corse verso il padre e tent di
strappargli di mano la busta, ma lui spinse indietro la
sedia e Selena fu sul punto di cadere. Lucas rise.
Mi pare, riprese, che una ragazza capace di parlare
cos a suo padre, grande abbastanza per andare a
ballare con il figlio di una puttana e di un ruffiano, dovrebbe
essere anche capace di prendersi quello che vuole
da suo padre, facile come strappare una caramella a
un bambino. Se ci sa fare.
Selena guard suo padre a lungo. Per un attimo solo i suoi occhi chiesero piet, poi capirono il significato
della sua parola. Lucas sorrise e la fronte si raggrinz
in modo grottesco. Selena vide le goccioline di sudore.
A quanto so, disse Lucas, non fai tante storie
quando Ted Carter ne ha voglia. E cos, tesoro, non
dovresti fare tante storie per avere da me quello che
vuoi.
Senza distogliere gli occhi da Lucas, Selena parl a
suo fratello.
Va' fuori Joey, disse.
Il bambino la guard. Ma  buio, fuori, protest,
e fa freddo.
Va' fuori, Joey, e restaci finch non ti chiamo.
Selena aspett che la porta si richiudesse, poi disse:
Non mi avvicino, pap. Dammi il mio denaro.
Vieni a prendertelo, rispose Lucas con voce roca.
Vieni qui e prenditelo.
Nellie Cross si guard gli alluci che spuntavano dai
buchi nelle pantofole e disse: Figli di puttana, tutti
quanti.
Nellie parl sottovoce, ma Lucas sobbalz come se
si rendesse conto solo in quel momento della sua presenza.
Guard prima la moglie, poi Selena che aveva gli occhi pieni d'odio.
Ecco, disse Lucas dopo aver lanciato un'altra occhiata
a Nellie, prenditi il tuo maledetto denaro.
Lanci la busta spiegazzata a Selena. La busta cadde a terra.
Figli di puttana, ripet Nellie, tutti quanti. Alcol e donne, donne e alcol.
...
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...
CAPITOLO 25.
...
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...
Rodney Harrington in giacca bianca, con i ricci capelli
neri ben lisciati con l'acqua, sedeva sull'orlo di
una poltrona nel soggiorno di casa MacKenzie. Constance
lo lasci solo e sal a vedere se Allison era pronta.
Rodney fissava con aria cupa il tappeto.
Che cosa gli era venuto in mente di invitare Allison
MacKenzie al pi importante ballo dell'anno? E il primo
ballo al quale andava! Betty Anderson, tutta fremente
ed entusiasta di lui, aspettava soltanto di essere
invitata e lui era andato a invitare Allison MacKenzie.
Invita una ragazza carina, gli aveva detto suo
padre, e guarda dov'era finito. Su quella poltrona nel
soggiorno di casa MacKenzie, ad aspettare quella striminzita
di Allison. Avrebbe potuto divertirsi con
Betty, maledizione.
Rodney arross e si guard intorno. Preferiva non
pensare a quel pomeriggio nei boschi con Betty Anderson
se non era sicuro di essere da solo. Quando era
solo, non riusciva a non pensarci.
Quella Betty! pens Rodney abbandonandosi ai ricordi.
Accidenti che cos'era! Niente bambinate con lei.
Non era roba da bambini quello che gli aveva mostrato
e non parlava neanche come una bambina. Perdio,
era fantastica, anche se suo padre faceva l'operaio.
Rodney chiuse gli occhi e sent che il respiro si faceva
affannoso al ricordo di Betty Anderson.
No, non qui, si disse, aspetter stasera quando torno a casa.
Si guard attorno e i pensieri ripresero a tormentarlo.
Avrebbe potuto divertirsi con Betty, al ballo, e invece
era l, ad aspettare Allison. E come se non bastasse,
Betty era furibonda perch non l'aveva invitata.
In fondo aveva ragione, quando tra due c' un segreto
come il loro, il minimo che una ragazza si aspetta
 di essere invitata al ballo pi importante dell'anno.
Sperava di trovarla alla festa. Forse sarebbe riuscito a
parlarle e a sapere se era ancora arrabbiata. Accidenti,
perch non si era ribellato con suo padre quando gli
aveva impedito di invitare Betty? E adesso quella striminzita
di Allison, con quegli occhi da vitello. Una ragazza
per bene, aveva detto suo padre.
Scemo, si disse Rodney, maledetto scemo!
Sent dei passi sulle scale. Allison stava scendendo,
dunque. Sperava che, per lo meno, avesse un aspetto
presentabile e che non gli facesse quegli occhi da vitello,
a rischio che qualcuno se ne accorgesse. Non
avrebbe sopportato di farsi prendere in giro per Allison
davanti a Betty.
Ecco Allison, Rodney, disse Constance.
Rodney si alz. Ciao, Allison.
Ciao.
Mio padre  fuori con la macchina.
S.
Hai un mantello?
Ho questo.  un mantello da sera.
Bene, andiamo.
Sono pronta.
Buona sera, signora MacKenzie.
Ciao, mamma.
Ciao... Constance si ferm a tempo. Stava per
dire: ...bambini. Ciao, Allison, ciao Rodney. Divertitevi.
Quando furono usciti, Constance si lasci cadere affranta
su una poltrona. Era stata una settimana difficile,
con Allison che passava dall'impazienza frenetica
al panico pi assoluto. Quando si era svegliata, quel
mattino, con un foruncolo rosso sul mento, le aveva
detto piangendo di telefonare a Rodney per dirgli che
era ammalata e non sarebbe potuta uscire.
Constance accese una sigaretta e guard la fotografia
nella cornice.
Bene, Allison, disse poi ad alta voce, finalmente
soli.
La tua figlia illegittima, lavata, arricciolata, profumata,
strigliata e vestita  uscita e ora eccoci qui soli,
tu e io, Allison, ad aspettare il suo ritorno dal primo
ballo.
Constance si spaventava, quando si accorgeva di
pensare cos, con amarezza e autocommiserazione e si
risentiva nell'accorgersi che la sua amarezza, da un po'
di tempo, non era soltanto per la posizione nella quale
Allison l'aveva messa quattordici anni prima. Nelle ultime
settimane aveva sofferto di dover affrontare da
sola il problema di una ragazza che cresceva e, nella sua
ira, la colpa ricadeva tutta sulle spalle del suo amante
morto. Il delitto di Allison, Constance lo considerava
un delitto, era di averle detto che l'amava. Avrebbe
dovuto pensare a proteggerla, prima di pensare a portarla
a letto, invece non aveva pensato a niente, se non
troppo tardi. Per Constance Allison MacKenzie era diventato
un'abitudine. Non lo aveva mai amato, perch,
se lo avesse amato, i loro rapporti non sarebbero
stati quelli che erano. L'amore, per Constance, era sinonimo
di matrimonio e il matrimonio era basato sulla
comunanza di interessi e di gusti, di educazione e di
opinioni. Tutti questi elementi componevano il cosiddetto
amore il sesso non c'entrava affatto. Quindi,
pensava Constance, non aveva mai amato Allison
MacKenzie. Guard di nuovo la fotografia sulla mensola
e si domand se sarebbe riuscita a trovare le parole
adatte per spiegarlo a sua figlia. Il suono del campanello
interruppe i suoi pensieri. Constance sospir
di nuovo, ancora pi profondamente di prima, e si strofin
la nuca che le doleva. Allison doveva aver dimenticato
il fazzoletto.
Constance apr la porta e si trov di fronte Tomas
Makris. Non pot muoversi n parlare, sconvolta dalla
sorpresa.
Buona sera, disse Tom, poich riuscite sempre
a evitarmi per la strada e nel vostro negozio, ho deciso
di venire a trovarvi.
Constance non rispose. Rimase immobile, con una
mano sul pomo della porta. Tom continu in tono cordiale.
Mi rendo conto che non  un atteggiamento convenzionale.
Avrei dovuto aspettare la vostra visita per
restituirvela, ma temevo che non vi sareste mai decisa
a compiere il vostro dovere di brava vicina. Signora
MacKenzie, continu, spingendo lievemente la porta,
sono rimasto fermo all'angolo per mezz'ora, ad
aspettare che vostra figlia uscisse e sono stanco morto.
Posso entrare?
Oh s, entrate, disse infine Constance senza fiato.
S, entrate, ve ne prego.
Tom le pass davanti ed entr. Constance chiuse la
porta e vi si appoggi contro.
Datemi il cappotto, signor Makris, disse.
Tom si tolse il cappotto e lo pieg sul braccio, poi si
avvicin a Constance. Le and tanto vicino che lei dovette
alzare la testa per guardarlo. Le sorrise dolcemente.
Non abbiate paura, le disse. Non voglio farvi
del male. Rester qui molto tempo. Non c' fretta.
...
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...
CAPITOLO 26.
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...
La palestra della scuola superiore di Peyton Place era
decorata con carta crespa rosa e verde. I festoni pendevano
dal soffitto e lungo le pareti, avvolti intorno
agli attrezzi e ai canestri. Qualcuno, notandone lo
squallore, li aveva riempiti di fiori multicolori. C'erano
palloncini ovunque ci fosse spazio per legarli. Sulla
parete, dietro all'orchestra, immense lettere di alluminio
dicevano:
La scuola superiore di Peyton Place
Vi d il benvenuto al ballo di primavera.
Gli artefici delle decorazioni sospiravano di sollievo
e contemplavano il loro lavoro con soddisfazione. La
palestra, si comunicavano a vicenda, non aveva mai
avuto un cos bell'aspetto per un ballo di primavera,
diventato tradizione di Peyton Place da quando era stato
costruito l'edificio della scuola superiore. Il ballo veniva
dato come benvenuto dai ragazzi che stavano per
diplomarsi a quelli che sarebbero arrivati l'autunno seguente.
Per molte ragazze rappresentava il primo appuntamento
con un ragazzo e per i ragazzi la cessazione
ufficiale del coprifuoco delle nove. Elsie Thornton,
chaperon ufficiale, aveva la sensazione di assistere alla
nascita di una nuova coscienza nei ragazzini ai quali
aveva insegnato per un anno. Vedeva le avvisaglie
dell'interesse degli uni verso le altre e sapeva che questo
interesse preludeva ad altre ricerche e ad altre scoperte.
Anche se molti di loro hanno gi fatto ricerche e scoperte
da tempo, pensava la signorina Thornton.
Guardava Selena Cross e Ted Carter che giravano
lentamente, le teste vicine e, pur non credendo nel mito
degli amori giovanili che durano tutta la vita, sperava
che cos fosse nel caso di Selena e di Ted. Ma
quando guardava Allison e Rodney provava sensazioni
ben diverse. Era stato un colpo vederla arrivare con
Rodney. Sperava che nessuno si fosse accorto del suo
turbamento.
Sta' attenta, mia cara, si diceva. Devi stare molto
attenta o rischi di soffrire.
La signorina Thornton vide che Betty Anderson, in
un abito rosso poco adatto alla sua et, sorvegliava Allison
e Rodney. Betty era venuta al ballo con un ragazzo
pi grande che godeva gi della reputazione di
guidare troppo veloce e di bere troppo. Ma Betty
non aveva levato gli occhi di dosso a Rodney per tutta
la sera. Soltanto alle dieci, Rodney trov il coraggio di
avvicinarsi a lei. Allison lo lasci per andare in bagno
e quando torn nella palestra, Rodney stava ballando
con Betty. And a sedersi accanto a Elsie Thornton,
con gli occhi fissi su Rodney e Betty.
Non badarci, cara, voleva dirle la signorina Thornton.
Non sprecare i tuoi sogni per quel ragazzo, li infranger
e ti far del male.
Sei molto bella, Allison, le disse invece.
Grazie, signorina Thornton, rispose Allison, domandandosi
se fosse il caso di aggiungere, anche voi,
signorina. Una menzogna, perch la signorina Thornton
non era mai stata tanto brutta. Il nero le stava malissimo.
E perch Rodney ballava per tanto tempo con Betty?
Allison tenne la testa alta e continu a sorridere, anche
quando la musica cess, poi riprese, e Rodney non
venne a prenderla. Sorrise e salut Selena e Kathy
Ellesworth, che era venuta con un ragazzo della scuola
superiore famoso perch baciava con la lingua. Allison
prov un attimo di compassione per il piccolo Norman
Page, solo, appoggiato alla parete, che si guardava i piedi.
Norman, Allison lo sapeva, era stato accompagnato
al ballo da sua madre che ce lo avrebbe lasciato fino
alle undici, ora in cui terminava la riunione della Lady's
Aid Society alla chiesa congregazionalista. Allison
aspett che Norman alzasse la testa e gli sorrise, lo salut
con un cenno, ma lo stomaco le si rivoltava.
Temette che non sarebbe riuscita a trattenersi dal vomitare.
Betty sfiorava il collo di Rodney con la punta delle
dita e lui la guardava con gli occhi socchiusi.
Perch fa cos? si domandava desolata. Sono pi carina
di Betty, con quell'aria volgare, con quel vestito
rosso attillato e tutto quel mascara. Ha dei seni enormi,
per una ragazza della sua et. Kathy sosteneva che
erano veri! Non ci credo. Vorrei che la signorina
Thornton smettesse di far scricchiolare la sedia... e
manca solo un ballo alla fine, meglio che mi prepari per
quando Rodney verr a cercarmi, tra qualche minuto.
Scommetto che quel vestito  della sorella di Betty,
quella che si  messa nei pasticci con quell'uomo di
White River. Selena  cos bella con quel vestito bianco,
sembra proprio una vera donna. Sembra che abbia
per lo meno vent'anni e anche Ted. Sono innamorati,
basta guardarli. Ma tutti guardano me. Sono l'unica ragazza
seduta. Rodney se n' andato!
Il cuore prese a batterle furiosamente. Frug con gli
occhi per tutta la sala e nell'attimo in cui guardava la
porta, vide un lampo rosso. Cap che Rodney l'aveva
lasciata sola, se n'era andato con Betty.
E se non torna? pens. Se devo andare a casa da sola?
Lo sanno tutti che sono venuta con lui. Ridono tutti
di me!
La signorina Thornton le appoggi una mano fredda
sul gomito.
Ma, Allison, mia cara, le disse ridendo. Stai
sognando a occhi aperti! Norman ti ha chiesto due volte
di ballare e non gli hai neanche risposto.
Allison aveva gli occhi cos pieni di lacrime che non
riusciva a vedere Norman. Il viso le doleva. Soltanto
quando si alz per ballare con Norman, si accorse di
sorridere. Norman la pilot goffamente nel valzer che
l'orchestra importata per l'occasione da White River
stava suonando.
Se dice una cosa sola... pensava Allison disperata, se
dice solo una parola, vomiter qui, davanti a tutti.
Ho visto Rodney uscire con Betty, disse Norman,
cos ho pensato di invitarti. Sei rimasta seduta
vicino alla signorina Thornton per un sacco di tempo.
Allison non vomit davanti a tutti. Grazie, Norman, disse, sei stato molto gentile a invitarmi.
Non capisco che cosa gli piglia a Rodney, riprese
Norman. Sei molto pi carina di quella cicciona di
Betty.
Oh Dio, pregava Allison, fallo tacere!
Betty  venuta con John Pillsbury, continu Norman.
Beve e porta le ragazze in macchina. Una volta
la polizia lo ha fermato per eccesso di velocit e perch
era ubriaco. Lo hanno detto a suo padre. Ti piace
Rodney?
Lo amo! grid silenziosamente Allison, lo amo e lui
mi spezza il cuore!
No, rispose, non molto, ma non avevo altri con
cui venire.
Norman la fece girare goffamente. Ma  lo stesso
un brutto scherzo, lasciarti l a sedere con la signorina
Thornton e andarsene cos con Betty.
Dio, ti prego, Dio, ti prego, pensava Allison.
Ma l'orchestra continuava a suonare, la mano di
Norman era appiccicosa e Allison pens alla ragazza
dalle scarpette rosse. Le luci elettriche la accecavano e
le facevano martellare le tempie.
Fuori, Betty conduceva Rodney per mano nello
spiazzo buio dove stavano parcheggiate le macchine.
L'automobile di John Pillsbury si trovava un po' pi
distante dalle altre, sotto un albero. La raggiunsero.
Betty apr lo sportello e sal.
Fa' presto, sussurr, e Rodney sal dietro di lei.
Betty premette i quattro bottoni che chiudevano le
porte e si lasci cadere ridendo sul sedile.
Eccoci qui al calduccio, disse.
Di, Betty. sussurr Rodney. Di.
No, rispose lei in tono petulante. No, sono arrabbiata
con te.
Di, Betty, non fare cos, baciami.
No, ripet Betty scuotendo la testa. Va' a farti
baciare da quella striminzita di Allison MacKenzie.
Hai portato lei al ballo.
Non prendertela, Betty! supplic Rodney.
Non potevo farne a meno. Io non volevo,  stato mio
padre.
Preferiresti esserci venuto con me? domand
Betty un po' rabbonita.
Come no! sussurr Rodney.
Betty gli appoggi la testa sulla spalla e gli sfior con
le dita il bavero della giacca.
Fa lo stesso, sei stato villano a invitare Allison al
ballo e non me.
Avanti, Betty. Non fare cos, dammi un bacio.
Betty sollev la testa e Rodney si chin a coprirle la
bocca con la sua. Sapeva baciare, pens Rodney. Non
baciava soltanto con le labbra, ma anche con la lingua
e con i denti, faceva dei piccoli suoni di gola e gli premeva
le unghie nelle spalle.
Oh tesoro, tesoro, sussurr Rodney e poi non
disse altro, perch Betty lo baci di nuovo.
Si contorceva e si muoveva, mentre lo baciava e
quando le mani di lui le toccarono il seno, gemette come
se le avesse fatto male. Si rigir sul sedile fino a
stendervisi; soltanto le sue gambe e i suoi piedi non lo
toccavano. Rodney le premette contro il corpo senza
staccare la bocca.
Sei pronto, Rod? ansim Betty ondulando il corpo
sotto quello di lui.
Oh s, sussurr Rodney a fatica, oh s.
Betty sollev di scatto le ginocchia, respinse Rodney,
fece scattare la porta e balz fuori dalla macchina.
Adesso va da Allison MacKenzie, gli url. Vattene
a cercare la ragazza che hai invitato al ballo e cavati
la voglia con lei!
Prima che Rodney riuscisse a riprender fiato, Betty
si volse e corse verso la palestra. Cerc di rincorrerla,
ma le gambe sembravano fatte di segatura. Dovette aggrapparsi
allo sportello, imprecando sottovoce.
Puttana, disse con voce roca, usando una delle
parole preferite di suo padre. Maledetta puttana.
Rimase appoggiato alla macchina, ansante e coperto
di sudore freddo.
Puttana, disse, ma non serv a nulla.
Poi si asciug il viso con il fazzoletto e si frug in tasca
alla ricerca di un pettine. Doveva tornare nella palestra,
da quella maledetta Allison. Suo padre doveva
passare a prenderlo alle undici e mezzo.
Oh, lurida puttana, mormor, lurida schifosa
puttana!
Cerc altri insulti, ma non riusc a ricordarne. Si pettin,
quasi piangendo.
Al di sopra della spalla di Norman, Allison vide
Betty che rientrava da sola.
Ecco Betty, disse Norman, chiss dov' Rodney?
Probabilmente in bagno, disse Allison che non
riusciva a controllare la voce. Norman, vorrei sedermi.
Mi fanno male i piedi.
E la testa. E lo stomaco. E le braccia, e le mani, e le
gambe, e il collo.
Alle undici e mezzo Rodney rientr. Il sollievo di
Allison fu tanto grande che non riusc pi a essere furibonda,
era salva, non avrebbe perso la faccia, non sarebbe
andata a casa da sola. Rodney aveva l'aria di star
male: aveva il viso rosso e gonfio.
Sei pronta per andare? le domand.
Quando vuoi, rispose lei in tono indifferente.
Mio padre  qui fuori, possiamo andare.
Andiamo.
Ti prendo il mantello.
Bene.
Vuoi ballare ancora una volta?
No, grazie. Ho ballato tanto che i piedi stanno per
staccarmisi.
Allora vado a prendere il tuo mantello.
Ecco, disse la signorina Thornton tra s, ecco cos'.
Allison. Valorosa.
Buona notte, signorina Thornton.  stata una serata
deliziosa.
Buona notte, cara, rispose la signorina Thornton.
...
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CAPITOLO 27.
...
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...
Per la signorina Elsie Thornton, il venti giugno era
la giornata pi faticosa dell'anno. Era il giorno dei diplomi
e la lasciava sempre in preda a un guazzabuglio
di sensazioni, rimpianto, felicit e stanchezza, come accade
sempre al termine di una fatica. Sola nel salone
vuoto, dopo la cerimonia, si godeva la solitudine, ora
che la folla se n'era andata. Tra un po' sarebbe venuto
Stearns, con stracci e secchi, a fare le pulizie. La signorina
Thornton si guard attorno con gli occhi stanchi.
Il palco di legno, costruito in fretta e, sistemato come
in uno stadio, era ancora l, nessuno lo aveva tolto.
Fino a poco prima, le gonne bianche di trentadue ragazze
e i pantaloni scuri di quaranta ragazzi avevano
ricoperto la sua nudit, ora rimanevano soltanto un
guanto bianco e tre programmi spiegazzati. Sul sipario
di velluto nero, le lettere di cartone dorato dicevano
avanti! anno 1937. Durante la serata, il nove del 1937
si era staccato e pendeva di traverso, dando un'aria comica
a una cerimonia preparata con estrema seriet.
Forse, pens la signorina Thornton, tutta la serata
sarebbe apparsa ridicola a uno spettatore indifferente.
Certo, la banda di Peyton Place, stonata e gracidante,
era stata ridicola nei suoi maldestri tentativi di solennit.
E Jared Clarke, senza dirlo chiaramente, aveva
sottinteso che i diplomati si reggevano su piedi riluttanti.
S, pensava la signorina Thornton, molta gente, soprattutto
il preside dello Smith College, avrebbe trovato
tutto piuttosto ridicolo.
Ma la signorina Thornton non si era divertita. Quando
i settantadue ragazzi, a quaranta dei quali aveva
insegnato per un anno intero, si erano alzati a cantare: Salve, Alma Mater, alziamo a te il nostro canto, la
signorina Thornton aveva provato un'emozione che alcuni
avrebbero potuto definire sentimentale o altri,
di una generazione pi giovane e meno delicata, patetica.
Il giorno della consegna dei diplomi era giorno
di gioia e di tristezza insieme, ma soprattutto di mutamenti.
E il cambiamento per lei significava qualcosa
di pi di un passaggio da una scuola a un'altra: il termine
di un'ra. Tanti, tra i ragazzi e le ragazze, da quel
giorno non sarebbero pi stati bambini, sembravano
cos diversi e adulti. Quell'estate, per molti di loro, sarebbe
stata l'ultima dell'infanzia. Aveva sentito Rodney
Harrington parlare di andare gi a New Hampton
come se fosse l'universit e aveva sentito molte
ragazze lamentarsi perch i genitori non le lasciavano
andare ai campeggi estivi.
Troppo in fretta, pensava la signorina Thornton, e
si rendeva conto che non era un pensiero nuovo. Quella
sera pensava a clichs, come sempre, dopo la cerimonia:
la sua mente continuava a produrre frasi come:
I migliori anni della loro vita, e: Peccato che i giovani
non sappiano apprezzare la giovent.
Kenny Stearns entr zoppicando nel salone, i due
secchi che portava si scontravano fragorosamente. La
signorina Thornton si alz e prese i guanti.
Buona sera, Kenny.
'sera, signorina Thornton. Credevo che non ci fosse
nessuno.
Stavo per andarmene, Kenny. La sala era molto
bella stasera, vero?
Certo. L'ho fatto io quel palco. L'ho fatto solido,
no?
Perfetto, Kenny.
Ho appiccicato anche le lettere. Una fatica d'inferno
per farle star dritte. Quel nove non era storto,
quando l'ho messo io.
No. non era storto, Kenny. E successo durante la
cerimonia.
Be', sar ora che cominci. Quel palco deve sparire
entro stasera. Vengono un paio di ragazzi ad aiutarmi.
La signorina Thornton cap. Buona notte, Kenny, disse.
'notte, signorina Thornton.
Il cielo era nero, senza luna, e la signorina Thornton
pens che non ci sarebbe stato posto per la luna, con
tutte quelle stelle. Sollev la testa e aspir la brezza
profumata e la tristezza scomparve di colpo. Nell'autunno
avrebbe avuto un altro gruppo di ragazzi, forse
pi promettenti e soddisfacenti degli ultimi.
...
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...
FINE Parte 1.
